Salone Updates: fiera finita, che fine fanno gli allestimenti? Quest’anno ci pensa Tortona Area Lab, che ricicla tutto con un occhio all’ambiente e un altro alla solidarietà…

Si è data, fin dalla nascita, l’obbiettivo di mettere in rete le diverse realtà del distretto di Zona Tortona, e di garantire un’alta qualità di offerta durante la kermesse meneghina. Fondata nel 2010 da Gisella Borioli di Superstudio Group, Uberto Cajrati Crivelli di Estate 4, Marzia Cantone di Magna Pars e Daniela Triulzi di Tortona […]

Si è data, fin dalla nascita, l’obbiettivo di mettere in rete le diverse realtà del distretto di Zona Tortona, e di garantire un’alta qualità di offerta durante la kermesse meneghina. Fondata nel 2010 da Gisella Borioli di Superstudio Group, Uberto Cajrati Crivelli di Estate 4, Marzia Cantone di Magna Pars e Daniela Triulzi di Tortona Locations, da quest’anno l’associazione non profit Tortona Area Lab ha deciso di fare qualcosa di più che occuparsi solo della riuscita del Fuorisalone.
Quando una manifestazione ricca e vasta come questa finisce, infatti, bisogna occuparsi di smantellare tutti gli allestimenti, che spesso costituiscono un ulteriore costo di smaltimento rifiuti. Tortona Area Lab ha deciso di stringere una partnership con Mani Tese, Ong che si occupa proprio di riuso dei materiali per poi sostenere progetti nel sud del mondo. Tavoli, ripiani, espositori, sgabelli, pannelli possono così avere una seconda vita.
Ogni espositore potrà decidere liberamente se aderire all’iniziativa e quali materiali donare. Mani Tese si occuperà del recupero e rilascerà a ogni espositore un certificato di donazione. In questo modo, e per la prima volta, potremo assistere a un Salone senza chiederci con rammarico che fine faranno gli allestimenti e quanti soldi sono stati spesi per una settimana di eventi. Dietro il sipario, finalmente si scorge un sano recupero, che per di più ha un valore solidale…

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.