Salone Updates: breve training per “fuorisalonisti” disorientati. Quali sono le zone da non mancare nella design week? Iniziamo dalla classica Tortona

Il momento più atteso dell’anno da molti milanesi, e non solo dagli appassionati di design, è la settimana del Fuorisalone. La città si trasforma, assomiglia quasi a una metropoli europea, prende vita, è popolata la notte da lingue differenti. Milano festeggia instancabile per sette giorni, e non lo fa in nessun’altra occasione, nemmeno per la […]

Il momento più atteso dell’anno da molti milanesi, e non solo dagli appassionati di design, è la settimana del Fuorisalone. La città si trasforma, assomiglia quasi a una metropoli europea, prende vita, è popolata la notte da lingue differenti. Milano festeggia instancabile per sette giorni, e non lo fa in nessun’altra occasione, nemmeno per la moda. Ed è proprio grazie all’organizzazione dei diversi distretti che la città è così vissuta in ogni suo angolo. Dalla storica Tortona alla borghese Brera, passando per l’internazionale Ventura-Lambrate e la liberty Porta Venezia, fino alla nascita di nuovi distretti come quello cinese in Paolo Sarpi, non dimenticando i poli attrattori come la Triennale e la Statale. Quest’anno le parole d’ordine di ogni zona saranno ‘app’ e ‘food design’. Perché in ognuna troverete una mappa virtuale da scaricare e qualche nuovo sapore da gustare. Prima ancora che gli eventi si scatenino noi iniziamo a segnalarvi, zona per zona, cosa non dovete perdere.
Dici Fuorisalone e pensi Tortona: un’associazione fulminea di idee, valida fino a qualche anno fa, quando il fulcro degli eventi della design week milanese ruotava intorno al quartiere alle spalle della stazione ferroviaria di Porta Genova. Negli ultimi tempi, la nascita di nuovi distretti come Ventura-Lambrate, Zona Isola, Brera Design District, unitamente a un pubblico troppo numeroso e chiassoso, più a caccia dell’aperitivo gratis che di design, hanno contribuito a indebolire l’immagine generale della zona prossima ai Navigli. Ma, nonostante secondo i designer addicted Tortona non sia più il top, la lunga coda davanti allo storico ponte in ferro, che costituisce l’accesso a via Savona, rimane invariata.
Questo perché Tortona è stata capace di reinventarsi: da tre anni, con un nuovo logo e un nuovo nome, Tortona Design Week continua a offrire ai visitatori mostre e presentazioni esclusive. Merito in primis di Superstudio Più, che ha trasformato l’esposizione da fieristica a museale con il Temporary Museum For New Design, sotto il cui tetto sono radunati sia marchi storici che talenti emergenti, rimanendo così una tappa d’obbligo. La nascita di OCA – Officine Creative Ansaldo ha rafforzato l’immagine e l’offerta del  quartiere, e quest’anno ospita l’eccellenza che lo scorso anno ha lanciato il Most, ovvero i britannici DesignerBlock.
Da non perdere: gli olandesi Tuttobene, che festeggiano il loro decennale all’Arsenale-Opificio 31; la Libreria 121+ di Corraini con la mostra Grafici mobili, in via Savona 17/5; il Frame Moooi Award dell’omonima azienda olandese, che nei suoi 1.700 mq in via Savona 56 presenta nuovi prodotti di firme importanti. Tutto il percorso è costellato da Mi gusto Tortona – Farmer & Gourmet Experience, occasioni per assaggiare ricette delle cascine lombarde a Km0, rivisitate in forma street food. Alla zona non manca nulla: armatevi di pazienza, oltrepassate il ponte e percorrete via Tortona e la parallela via Savona. Parte del cuore del design è ancora là.

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.