Morto in Svizzera a 93 anni l’artista franco-cinese Zao Wou-Ki. Spiritualità orientale, modernismo parigino: era uno dei big dei mercati dell’arte mondiale

Nella classifica 2012 delle vendite di arte di tutti i tempi, stilata annualmente da Artprice, stazionava – con oltre 69 milioni di dollari – alla ventitreesima posizione, ma soprattutto era l’unico artista ancora vivente nella Top 25, assieme a Gerhard Richter. Ora il maestro tedesco resterà solo: il franco-cinese Zao Wou-Ki, da tempo sofferente di […]

Zao Wou-Ki davanti a una sua opera

Nella classifica 2012 delle vendite di arte di tutti i tempi, stilata annualmente da Artprice, stazionava – con oltre 69 milioni di dollari – alla ventitreesima posizione, ma soprattutto era l’unico artista ancora vivente nella Top 25, assieme a Gerhard Richter. Ora il maestro tedesco resterà solo: il franco-cinese Zao Wou-Ki, da tempo sofferente di Alzheimer, è morto infatti oggi – 9 aprile – nella sua casa nel villaggio svizzero di Dully, all’età di 93 anni.
Nato a Pechino il 13 febbraio 1921, da una famiglia colta, fin da bambino Zao aveva studiato calligrafia e pittura. Nel 1948 si era trasferito a Parigi, nel quartiere di Montparnasse, ed in seguito aveva studiato presso Emile Othon Friesz, ottenendo la nazionalità francese nel 1964. Con gli anni era divenuto uno dei maestri dell’astrazione lirica, insieme a Pierre Soulages e Hans Hartung. L’incontro con Henri Michaux riaccese in lui l’interesse per le tecniche dell’inchiostro della tradizione cinese, che egli integrò spesso nella sua pittura astratta.
Di Zao Wou-Ki avevamo parlato nei giorni scorsi, in occasione delle aste Sotheby’s di Hong Kong, quando due sue importanti opere ottennero rilevanti risultati: 10.03.83, un raro dittico mai apparso prima sul mercato, battuta a $4.75 milioni, e 10.12.59, a $2.3 milioni.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.