Milano Updates: le piazze di Miart che si aprono agli incroci dei corridoi. Se la fiera di Vincenzo de Bellis prova a fare la piccola Fiac

Far sì che agli “incroci” dei corridoi ortogonali di una fiera si creino delle piazze. Come? Semplicemente rompendo la logica delle tre pareti chiuse che delimitano uno stand facendone cadere una. Ne deriva che, dove due percorsi fieristici si incontrano le gallerie che compongono i quattro angoli dell’incrocio creano stand aperti verso l’esterno, rinunciando ad […]

Far sì che agli “incroci” dei corridoi ortogonali di una fiera si creino delle piazze. Come? Semplicemente rompendo la logica delle tre pareti chiuse che delimitano uno stand facendone cadere una. Ne deriva che, dove due percorsi fieristici si incontrano le gallerie che compongono i quattro angoli dell’incrocio creano stand aperti verso l’esterno, rinunciando ad una parete e guadagnandoci in ariosità. Il risultato è, appunto, una piazza.
Vincenzo de Bellis ha provato a riproporre a Milano, al MiArt, un concetto sicuramente già visto ad esempio alla Fiac, fiera parigina. Una di queste piazze ve la mostriamo in questo video per farvi capire quale è l’impostazione curatoriale di questa scelta. Una scelta che tra l’altro punta a valorizzare gallerie importanti e significative per la fiera (in questo caso Plan B, Clifton Benevento, Micky Shubert e Kaufmann Repetto) che in quanto tali hanno il privilegio di poter affacciare su una “piazza”.

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  • VuoiCheMuoro?

    Lo avevo notato in effetti. Uonnabi. Comunque è forse ennesimo indizio che le fiere coi classici stand devono da morì

  • massimo

    Sunday, ABC, Liste, etc.. sono anni che ci provano. sono le fiere che devono scomparire.