Milano Updates: prendete e mangiatene tutti! Dal pane di Boccalini alle patatine di Picco, passando per la pizza di Bader, a MiArt è un profluvio di arte edibile. Per chi è rimasto alla zuppa Campbell, ecco un doveroso censimento

Parla alla testa e al cuore. Ma non dimentica la pancia l’edizione 2013 di MiArt: ce n’è per tutti i gusti tra gli stand di una fiera che vede moltiplicare il lato edonistico, con un ricco menù di opere edibili. Si parte con il box di patatine che Gabriele Picco piazza nello stand di Francesca […]

Stefano Boccalini - DebtCredit, 2013

Parla alla testa e al cuore. Ma non dimentica la pancia l’edizione 2013 di MiArt: ce n’è per tutti i gusti tra gli stand di una fiera che vede moltiplicare il lato edonistico, con un ricco menù di opere edibili. Si parte con il box di patatine che Gabriele Picco piazza nello stand di Francesca Minini, opera che vive della voracità di un pubblico libero di sgranocchiare; analogo livello di interazione per DebtCredit, banca del pane che Stefano Boccalini elabora per lo Studio Dabbeni di Lugano: tre sacchi appesi alle pareti dello stand accolgono con pagnotte di semola da portarsi via. Da uno che in galleria attacca una Fender a una forma di Parmigiano Reggiano puoi aspettarti qualsiasi cosa: anche una pizza in fiera, o una pappa di latte e salmone servita in comoda scodella a forma di gatto. L’immaginario gastronomico di Darren Baden approda in fiera negli spazi di Franco Noero.
Indigesti gli Avanzi a Big Horn di Bertozzi e Casoni: ossa e dolci in ceramica per una composizione che da Poleschi evoca le tavole di Spoerri; vivono solo in forma di fotografia le fragole che Hans-Peter Feldmann propone da Massimo Minini. Arte per via orale, anche se decisamente meno saporita, quella di Luca Bertolo (Arcade Gallery) ed Erik Ravelo (Flora Bigai): pitture e sculture in pillole e capsule le loro. Allestimento stile dining room per Clifton Benevento, con cerata da cucina della nonna sulla scrivania ad accompagnare le nature morte di Zak Kitnick; aromi fruttati anche nello stand della catanese Collicaligreggi: il Mac è appoggiato direttamente su una cassetta di arance. Esiste un’icona migliore per rappresentare la Sicilia?

Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Seguite gli eventi d’ARTE che da19 anni anni proponeArte da mangiare ed ora ha 8 Format che vanno verso EXPO 2015 !
    Artisti che da quasi un ventennio si esprimono mettendo al centro delle loro tematiche l’ Alimentazione e le sue tematiche!