Massimo Minini scende in campo: il gallerista si candida alle comunali di Brescia con una civica che sostiene la coalizione guidata dal PD. E sulle possibilità di diventare assessore alla cultura…

“Qualcuno deve pur metterci la faccia: ed io credo di avere la cognizione necessaria per poter fare qualcosa di buono”. Risponde così Massimo Minini alla domanda di tutte le domande: chi glielo fa fare? A candidarsi per le imminenti elezioni amministrative nella sua Brescia, che andrà al voto i prossimi 26 e 27 maggio per […]

Il santino elettorale di Massimo Minini

Qualcuno deve pur metterci la faccia: ed io credo di avere la cognizione necessaria per poter fare qualcosa di buono”. Risponde così Massimo Minini alla domanda di tutte le domande: chi glielo fa fare? A candidarsi per le imminenti elezioni amministrative nella sua Brescia, che andrà al voto i prossimi 26 e 27 maggio per rinnovare il consiglio comunale guidato – negli ultimi cinque anni – dal PDL Adriano Paroli, uomo di area Comunione e Liberazione e deputato per quattro legislature consecutive. Minini sta dall’altra parte della barricata, quella che tira la volata al vincitore delle primarie PD Emilio Del Bono: non una candidatura tra le fila del partito, ma in quella della didascalica Civica per Del Bono Sindaco, una delle sei liste che sostengono l’avvocato già deputato ulivista e già sconfitto, cinque anni fa, nella corsa a Palazzo Broletto.
Difficile pensare che una scelta di campo così marcata sia animata dalla semplice volontà di portare la borraccia: in caso di successo elettorale viene da sé immaginare per Minini un posto nella squadra che amministrerà la città. E certo non con delega alla polizia locale. Ma sulla possibilità di ambire alla carica di assessore alla cultura il gallerista frena deciso, anche se la scaramanzia non c’entra nulla: “l’assessore deve seguire le giunte, i consigli comunali, tutte le varie uscite pubbliche… a quel punto diventerebbe difficile per me gestirlo. Nel caso andasse bene e mi venisse offerta l’opportunità sceglierei piuttosto di occuparmi della Fondazione Brescia Musei: possiamo prenderla in mano e fare qualcosa di buono”.
Secco, stringato e ben lontano dal politichese il personalissimo programma di Minini. Che sogna, in qualità di possibile futuro presidente, l’azzeramento degli attuali vertici della Fondazione e la cancellazione della carica di direttore artistico, affidata semmai ai curatori delle diverse raccolte cittadine; tra i primi obiettivi ci sarebbe la motivazione di un personale da destinare a settori oggi evidentemente trascurati come comunicazione, pr e fundraising. Ma la ramazza di Minini andrebbe a spazzare anche nella stanza dei bottoni: partecipazione pubblica alla fondazione da limitare al 51% favorendo l’ingresso massiccio di privati, e a questo proposito lavorare per ottimizzare la sinergia con la Fondazione Cassa Agricola Bresciana. Su una Brescia “città dei musei” Minini crede fermamente. Al punto di rilanciare perché quello di Santa Giulia, dove “oggi ci sono troppe pietre”, viva il più possibile la propria dimensione locale e non sia solo piattaforma estemporanea per mostre blockbuster, magari convincendo i tanti collezionisti bresciani – gente che il candidato Minini conosce bene – a lavorare insieme per animare gli spazi con grandi mostre di fotografia e arte moderna. E al punto da pensare di varare un regime di austerity in Pinacoteca, limando i costi di gestione ritenuti eccessivi e rivitalizzando semmai il MUSIL – Museo dell’Industria e del Lavoro, alla cui guida immaginare – perché no – Emanuele Severino. E poi progetti di arte pubblica, un consiglio di sette saggi che proponga idee da discutere nella collegialità dello Urban Center e ancora attività di marketing territoriale tra arte, cultura e gastronomia; favorire chi fa impresa e promuovere Brescia come città del turismo slow. Tanta carne quella messa dal candidato Minini sulla brace della contesa elettorale. “Potrei fare bene. Prima che mi dimissionino come Boeri…”

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • bello!

    • quenti

      il lecchino o i lecchini che subito si fanno avanti

      • quenti, quanto sei sgradevole. Mi sembrava semplicemente una bella idea che esprime comunque l’entusiasmo di un gallerista. Molte volte mi sono confrontato con Minini criticamente: sull’idea di prezzo-valore, o sulla sua scelta incomprensibili rispetto ai giovani (che lui furbescamente sceglie come standard per poi caricarli LUI di valore in termini di luoghi e relazioni). Ha propinato e forse continua a propinare Chiasera…ma su questo ho già scritto molto.

        • quenti

          ragazzi, dai mi date l indirizzo per farvi avere i mie risparmi, che ho raccolto nel porco di porcellana.
          se raccattate denaro, dovete considerare anche chi non ha cara di credito come me.

          allora volete dirci cosa state organizzando dietro a questa visita guida… per il vostro amico padrone
          e come mai vi serve denaro per pagare la ragazza che si connette e firma Whitehouse… e che tipo di contratto ti hanno fatto …

  • in bocca al lupo…

  • Guido Cabib

    Bravo Massimo!

  • Greg

    O fa il gallerista o l’assesore alla cultura. Stiamo morendo di conflitti di interessi. Basta!!!!

  • Eh già, perchè ha bisogno di essere Assessore alla Cultura per vendere di più a Brescia….ce n’è di gente che parla pur non sapendo niente del lavoro di gallerista…per esempio non sanno che la galleria Minini (perchè di questa stiamo parlando) spende per le mostre almeno quanto ha a disposizione il Comune..in più in galleria ci si può pure andare gratis.

  • Lorenzo Marras

    E per fortuna che il dottor Minini non ha l’ambizione di fare L’assessore all’Ambiente con quell’inceneritore cosi’ ingombrante che attraverso i Cip6 ha assicurato all’ASM fior fiori di denaro alla faccia della salute dei Bresciani.

    Ma un sia pur aspirante assessore alla Cultura puo’ far finta di non vedere?

    Non me ne voglia se non gli auguro comunque l’acquisizione della carica di assessore ma solo quella di Consigliere (che si merita beninteso , per simpatia ).

  • quenti

    se è onesto non proporrà gli artisti che tratta

  • Angelov

    yes you can…

  • diego della francesca

    Brescia e il suo futuro culturale non sono lì per soddisfare i sogni non realizzati di un indiscutibile bravo professionista!
    Al massimo potrebbe, ripulendosi di tutti i conflitti d’interesse cui è soggetto come lasciare la sua attività, entrare in un “comitato di saggi”.

    Perdoni il signor Minini l’amara verità, ma non ha più l’età né l’energia che sarebbero necessari per ruoli del genere. Le sue idee siano buoni consigli, ma abbia l’umiltà di non chiedere di occupare ruoli per sua sola soddisfazione personale. Ci sono altre persone in piena “fioritura” professionale adatte e lui al massimo dovrebbe servire la sua città segnalandole.

  • Certo una discesa in campo ( o una salita in politica) che pone molti problemi.
    A me prima che agli altri. Farei meglio a dei armi solo alla galleria. Tentare questa ventura a Brescia vuol dire rinchiuderai dentro orizzonti ristretti. A meno che non riesca a buttare giù’ le mura e ar entrare il cavallo…
    Conflitto di interessi? Ah, pensavo fosse stato abolito.
    A meno che non ci rovino adesso, a la vedo dura….
    È poi quando c’é conflitto? Quando un soggetto trae vantaggio dalla sua posizione politico amministrativa x i propri affari.
    Io qui invece ci smino, e , se funziona, daró piú che prendere.
    Quindi si configura conflitto, si, ma al contrario. É l’amministrazione che dovrebbe scusar si con me…
    Miei artisti? Questo é un bel dilemma. Ha ragione, ma non devo farne uno bravo solo perché lavora con me? Magari ne prendiamo uno un po’ peggio, a almeno salviamo la faccia…..
    Giulio secondo non si faceva di questi problemi, e nemmeno Paolo iii. Loro sapevano scegliere e delle chiacchiere non gliene importava.
    Ma non corro x assessorato. Vorrei qualcosa in più…..

  • Lorenzo Marras

    carissimo Minini non si rammarichi quando legge di conflitto d’interessi, anzi. E’ divenuto un segno di distinzione che oggi , è quanto mai spendibile in politica, perché se lo hai TUTTI ti danno addosso e cosi’ si parla e si scrive su di te (e di questi tempi stare sulla bocca di tutti non è piu’ un demerito come una volta).

    Ah Dottore , Le ricordo che Lei non ha preso la tonaca, dunque Le suggerirei un pochino di cautela quando dichiara certe ambiziose corse in Politica (oltre un assessorato), dopotutto Lei è una persona molto sveglia e sa bene che Invidia in questo ambito ne esiste in abbondanza (altro che giro di gallerie).
    La saluto cordialmente.

  • Alfonso Artiaco

    Caro Massimo,

    coram populi voglio farti avere le mie più vive congratulazioni per un gesto di vera generosità verso la tua città. Io credo che i cittadini di Brescia possono avere questa volta uno che di estetica è più generalmente di contemporaneo ha una consolidata conoscenza e una reputazione che va molto ma molto al di là della sua cinta daziaria.

    Certo puoi aspirare anche a traguardi differenti e più ambiziosi, conoscendoti so pure quale gusto hai per il paradosso ,ma per ora, io vorrei aiutarti a centrare quest’obbiettivo e pertanto cercherò di farti la campagna elettorale.

    Ti abbraccio

  • Massimo, una discreta caduta dal tuo solito stile dire che “non devo farne uno bravo solo perché lavora con me? Magari ne prendiamo uno un po’ peggio”…quasi a sottintendere che gli altri sono inferiori…ovvio che un gallerista lo pensi, dirlo anche molto meno bello…

  • Bravo Massimo!

  • Massimo, “non ti curar di loro ma guarda e passa” ovviamente non è mia la frase ma, di uno più famoso, come tu sai. Tu meriti di fare di più che un assessore alla cultura! Io te l’auguro, però, mi dispiacerebbe che tu venissi eletto poiché e, ne sono sicuro, io non ti vedrei più!
    Un abbraccio forte, peccato che non abito più a Brescia …
    Enzo

    • beatrice virgili

      a onor del vero, quello più famoso aveva scritto “non ragioniam di lor”;
      guarda e passa, ma passando guarda meglio, please

  • Massimo Minini è un vanto per il nostro paese (Pisogne) dal momento che vi è nato o vi è abitato, dove si è anche riservato l’ultima dimora che ha acquistato per 99 anni 6 mesi ed un giorno …

  • Ringrazio la signora o signorina Baqtrice Virglili di avermi corretto circa la frase scritta da quel personaggio più famoso che l’ha scritta … alla mia età (80) ci si dimentica purtroppo ciò che si dovrebbe ricordare: chiedo pertanto venia correggendomi ed, asserisco che ho parafrasato quella frase. Perdonato? Se sì un abbraccio anche a lei! Però Massimo mi mancherà ugualmente.

  • Andrea Barretta

    Il conflitto d’interessi c’è e sarebbe grande come … un museo! Così “quell’arricchimento del patrimonio culturale”, che Massimo Minini auspica con una partecipazione alla conduzione alla res publica, lascerebbe intravedere altre controversie che Brescia non merita, e quel “cambiare si può” che campeggia sul suo “santino” sarebbe solo un’altra delusione. Non solo. Non convince l’avvenuto accompagnarsi del gallerista Minini con l’assessore Arcai (destra), poi il suo “viaggiare” con il sindaco Paroli (centrodestra) e ora l’incamminarsi con Del Bono (sinistra) attraverso una lista civica. Praticamente ha percorso tutto l’arco costituzionale: complimenti! Fermo restando, poi, il rispetto dovuto a un “anziano”, non convince neanche quella saggezza che dovrebbe essergli connaturale non foss’altro, appunto, per l’età, giacché avrebbe dovuto dimostrarla in altre occasioni e non l’ha fatto.

    Andrea Barretta

  • Perché dovrei lasciare un commento? Ognuno ha il diritto di pensarla come vuole, per cui è legittimo che il sig. Andrea Barretta non si trovi d’accordo con Massimo Minini … io invece no: sono d’accordo con Massimo su tutto, meno che con alcuno dei suoi artisti ma, … non sono all’altezza di giudicarli … ahimè!
    Enzo Sorlini

    • Andrea Barretta

      Grazie, signor Sorlini, della sua squisita pacatezza in un confronto tra opinioni diverse. Resta il fatto che è lo stesso Minini – almeno a leggere il suo commento qui in alto – a dettare “presunzioni” che non prefigurerebbero nulla di buono per la città, giacché già velate, e non tanto, da quel “potere” che molti (l’Italia intera) definiscono “arrogante”.
      Un cordiale saluto

      • Maurizio

        Wow!
        ma chi è Andrea Barretta?

        quello che pontefica sulla competenza/correttezza (indiscutibile) ed arroganza (immaginaria) di Minini

        per chi vuole farsi due risate:

        http://www.abarte.it/index_file/abartechisiamo.htm

        Caro Massimo Minini, fatti da parte

        DOPO ARCAI, BARRETTA ASSESSORE SUBITO!

        • Andrea Barretta

          Lei, Maurizio e basta, che scrive senza un cognome e che quindi è di quelli che lanciano il sasso e si nascondono nell’ombra come untori di manzoniana memoria. Lei che mi indirizza un “pontifica” che non è mai stato nelle mie corde né nella mia volontà, ma che è la parola che più viene facile a chi non sa argomentare con intelligenza. “Pontificare”, poi, è un termine troppo alto per la nostra piccola questione oggetto di un dibattito. La mia è soltanto un’opinione sulla quale non avevo posto etichette di bravura né di qualifiche e che lei invece riporta con il link al mio sito, mentre invece Massimo Minini non perde occasione per farci sapere che è bravo, che è il più grande tra i galleristi, che Brescia e i bresciani debbono dirgli grazie, eccetera. Io, invece, stavo semplicemente in una discussione senza appuntare meriti personali. Allora lei che li ha “scoperti” ma non li nascondevo certo, ora, dovrebbe spiegare cosa c’è da ridere leggendo che sono un giornalista e scrittore, cavaliere al merito della Repubblica italiana con onorificenza ricevuta dal presidente Napolitano, che ho incontrato nel suo studio in colloquio privato Giovanni Paolo II, che mi occupo di cultura da quarant’anni, che sono stato e sono direttore di giornali, che ho fondato una galleria d’arte, che faccio il consulente editoriale e ho curato centinaia di importanti libri anche con mie presentazioni, che scrivo d’arte da moltissimi anni e che sono invitato a convegni.
          Si sta scompisciando dalle risate, Maurizio?
          Io sì, invece, pensando al suo chiosare con “Barretta assessore subito”, altra sua ingenua asserzione visto che ha letto il mio curriculum e visto che non c’è alcun riferimento alla politica che non ho mai praticato e né ci penso a farlo a 64 anni, mentre Minini ci pensa – eccome, se ci pensa! – a 69 anni quest’anno. Einstein affermava che “due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Della prima non sono sicuro”.

          • Maurizio

            su Barretta non se la prenda!

            Non aveva mica pensato di gettare spazzatura on line così impunemente,
            sono io l’ingenuo?

            Almeno le faccio un po’ di pubblicità (non richiesta)…
            Così qualcuno nel mondo dell’arte contemporanea si accorge che esiste anche lei,…
            e non solo come saccente scrittore di commenti on line ma anche come pseudo “gallerista” tremendamente invidioso di un collega immensamente più grande di lei.

            Risate? si e parecchie:

            leggo dal suo sito:

            “Andrea Barretta: già fin dagli anni Settanta tra i protagonisti di un progetto culturale nell’ambito del mondo delle arti visive, della poesia e nei percorsi creativi della comunicazione”.

            Protagonista??!!
            ma scusi: ma chi la conosce?

            E lei con qualche illazione di infimo livello (stile Brunetta) vuol fare le pulci a Minini?

            Li chiama argomenti?

            Ma dai….sia serio!

            Occupi meglio il suo tempo, si impegni a far conoscere bene le sue mille attività (giornalista, scrittore, ART DIRECTOR*, collezionista e appassionato d’arte) e lasci perdere i giganti che dalla sua statura accademica neanche intravede.

            Cavalliere? si certo, ne abbiamo tanti In Italia e abbiamo visto i risultati…

            Non tema, dorma tranquillo!
            presto verrà rieletto un altro Arcai!
            e finchè ci saranno persone come lei, non ne mancheranno mai.

            * un po’ scarsino il suo sito, ma è in linea con il resto…

  • Rosario Bini

    Le Istituzioni non sono di centro-destra o di centro-sinistra così come non dovrebbe essere la cultura. Si collabora con tutti ma non ci si piega rispetto alla propria posizione politica. Ma quali controversie! Ma è possibile che qualcuno possa pensare che la galleria Minini ne possa trarre qualche vantaggio? O qualcuno pensa che se Kapoor decidesse di fare un intervento a Brescia e lo farebbe solo grazie a Massimo, il collezionismo locale si ecciterebbe a tal punto magari dimenticando le tantissime sculture già presenti a Chicago, Bilbao, New York, Londra ecc… Siate seri nell’argomentare. Massimo vai avanti.

    Rosario Bini

    • Andrea Barretta

      Egregio signor Bini,sorprende che lei non sappia ancora che le “istituzioni” sono impregnate di “politica” da qualunque “parte” si voglia stare. Se, invece, lei intendeva dire che non dovrebbero esserlo, allora sono in perfetto accordo con lei, e chi non lo sarebbe soprattutto in riferimento alla cultura. Ma, mi permetta, affermarlo significherebbe anche comportarsi come gli struzzi e non vedere quanto invece è sotto gli occhi di tutti. In quanto al “collaborare”, poi, c’è stile e stile, e se proprio non desideriamo entrare nell’etica potremmo limitarci a definire confini che andrebbero mantenuti, perché quel suo “tutti”, mi consenta, proprio non ha o non dovrebbe avere ragion d’essere … per nessuno, e questa è una seria argomentazione. Così per un possibile conflitto d’interessi che non lo si può far valere una volta sì e una no, a seconda di tornaconti o di amicizie. Trovo sterile, poi, il citare Kapoor, tirandolo per la camicia in un discorso lontano; ma lei lo fa e potrei pensare – con malizia – che … la lingua batte dove il dente duole. Preferisco, però, solo puntualizzare che la scultura di Kapoor già presente a New York fu selezionata durante una competizione di design e quella di Londra (e altre città) è arrivata dall’intervento del sindaco e di un mecenate. Qual è la differenza? A Brescia sembrerebbe che nulla più possa muoversi in arte se non con la presenza di Massimo Minini: un mercante d’arte, un gallerista, appunto, che ormai è come il prezzemolo.

  • Come ho già detto, non sono all’altezza per le discussioni che volano troppo in alto ma, conoscendo Massimo Minini fin da quando. lui piccolo ma, più piccolo di me, si andava asciare in Val Palot con i nostri genitori … allora non c’erano gli impianti di risalita e si raggiungeva quel paradiso a piedi da Pisogne: ci si incominciava a divertire dalla partenza. Che tempi! Da allora io ho sempre visto Massimo fino ad avere vent’anni, quando studente di legge era nella Pro Loco con me e si interessava già di arte … e che cose egregie fece! Fummo fondatori insieme ad altri della Valle Camonica del Carol (con la dieresi sulla o), un circolo culturale itinerante per fare missione d’arte in genere, tra inostri convalligiani ed avemmo un discreto successo. Poi Massimo si sposò e se ne andò via ma, siamo sempre stati in stretto contatto … io non lo trovo arrogante, sig, Barretta … le mando un abbraccio. Enzo Sorlini

    • Andrea Barretta

      Carissimo, non posso non apprezzare il suo affetto per Massimo Minini che leggo viene da lontano, da un’infanzia che racconta – s’intuisce – con quel riserbo della persona perbene … altri tempi, appunto!, ed è evidente anche che lei non ha avuto rapporti con il “gallerista Minini” al di fuori di un’amicizia mantenuta negli anni. Ma ora, egregio, siamo cresciuti. Una precisazione: non ho scritto che il suo amico è arrogante, giacché mi riferivo al “potere”, e non voglio certo qui fare la parte di chi “attacca” impropriamente (Davide e Golia?) perché è il contrario, almeno da quando Minini ha scritto di “stupidaggini” che mi riguarderebbero (senza neanche conoscermi!) ed io con pazienza ho lasciato correre pensando a un anziano signore cui concedere una falsità. Ora – dicevo – Minini scende in campo per le elezioni comunali e tutto cambia, perché lo fa “prenotando” l’assessorato alla cultura o meglio – dice! – la Fondazione Brescia Musei … perché “vorrei qualcosa di più”, afferma. Ecco, allora, che il potere arrogante – già da questo “vorrei qualcosa di più” (non crede?) – potrebbe farsi largo (non più servire la res pubblica ma cosa “voglio”), e comunque per Brescia, credo, l’ipotesi di passare da Arcai a Minini rende inquieti tutti perché sarebbe come cadere dalla padella nella brace, e – nel caso – ad esempio, il timore sarebbe che tra “i tanti collezionisti bresciani” che chiamerà “a lavorare insieme per animare gli spazi con grandi mostre” ci potrebbe essere anche lui. Allora sembrerebbe di sentire … me la canto e me la suono. A cominciare dal volerci far credere che ci “smena” e che dovrebbe essere “l’amministrazione che dovrebbe scusarsi con me”, scrive qui nel suo commento. La nuova gestione della cultura a Brescia inizierebbe proprio bene, e se questa, dunque, non è arroganza, glielo concedo, come vogliamo definirla?

      • Marina

        Di solito evito commenti e mi limito a leggerli divertita, in particolare quando sono teneri come quelli di Enzo Sorlini o goliardici come nel caso di Maurizio, ma onestamente da bresciana, il leggere:

        “l’ipotesi di passare da Arcai a Minini rende inquieti tutti perché sarebbe come cadere dalla padella nella brace”, oltre ad essere un’ affermazione falsa (perché scrivere tutti??) fa veramente accapponare la pelle.

        Chi non è di Brescia non può capire:
        Arcai (Assessore Cultura uscente) oltre a non avere nessuna competenza in ambito culturale (imbarazzanti i suoi interventi di presentazione delle mostre), oltre a non avere nemmeno nessuno interesse e attitudine personale in tale ambito, è stato al centro del più grosso scandalo degli ultimi anni in fatto di arte a Brescia; parlo della vicenda Artematica a cui il comune di Brescia affida l’organizzazione di varie mostre (INCA, Matisse) attraverso un contratto che prevedeva un bonus totale per l’organizzatore di oltre € 500.000 in virtù dell’affluenza di pubblico, ma non prevedeva nessun strumento di verifica degli effettivi biglietti staccati; in pratica soldi pubblici dati sulla fiducia a chi, è stato dimostrato dalla SIAE, ha gonfiato vergognosamente per oltre 200.000 unità il n. di ingressi. Tant’è che il sindaco è stato costretto a ritirare alcune deleghe ad Arcai

        E Minini dovrebbe essere peggio? Ma per quali ragioni?

        – perché ambisce ad un posto di potere a Brescia Musei?
        Perdonatemi, ma cosa se ne fa la città di Minini semplice consigliere o assessore senza un posto di reale comando? Chiunque entri in politica desidera poter davvero decidere, e Minini lo dichiara pure chiaro e tondo.

        – perché è gallerista ed esiste conflitto di interessi?
        Minini ha già collaborato a belle mostre pubbliche portando a Brescia artisti di indiscussa fama (vedi mostra chiusura Pinacoteca), cosa ci ha mai guadagnato? Spesso neanche le spese vive. Addirittura nemmeno gli agguerriti grillini, nel caso di Minini, hanno mai posto il problema, il che è tutto dire; è evidente che qui non si tratta di scendere in politica per non finire in carcere oppure per mantenere licenze televisive, no? E nemmeno per vendere di più grandi artisti che hanno certo bisogno di Brescia.

        – perché desidera ospitare a rotazione e gratuitamente in un museo pubblico le migliori collezioni di privati bresciani?
        Ma ben venga! Abbiamo tante collezioni prestigiose nascoste nelle case di tanti facoltosi collezionisti, accessibili solo a loro e relativi amici; da che mondo e mondo tutte le città hanno nutrito i loro musei con queste risorse. Che problema c’è? Anche lei cav. Barretta, vista la sua grande attenzione per l’arte, potrebbe contribuire a divulgare le sue opere in luogo pubblico conosciuto e di prestigio.

        Insomma perché tutta questa “dietrologia” nei confronti di Minini che, come tutti sanno, è anche persona politicamente autonoma che non ha mai risparmiato taglienti critiche alle giunte amiche di sinistra (vedi Corsini e mostre di Goldin).

        Guardi azzardo una previsione, se eletto è più facile che lo caccino (o la facciano dimettere) per le solite strategie politiche e non sarebbe il primo.

        Non esiste alcun ragionevole motivo di temere che Minini possa in alcun modo danneggiare la città

        Scusate se mi sono dilungata.

        • Andrea Barretta

          Carissima e gentilissima Marina, di solito anch’io non uso questi mezzi per colloquiare e anzi in verità non mi soffermo neanche a leggere blog o altro: impegni e orari non me lo consentono. Ma il gran parlare della cultura a Brescia in questi ultimi anni mi ha attirato e quindi ho seguito i vari incontri e dibattiti, sempre restando – come lei – in disparte, perché una sola cosa desidero: tranquillità, buone amicizie e il piacere della cultura e della bellezza. Ma non potevo non intervenire sulla bella notizia di Arcai che non si ricandida (cerchi in rete il mio commento inviato alla stampa digitando “Arcai martire è troppo”) e sulla pessima notizia che Minini si candida: “dalla padella nella brace”, appunto, e mi sembrava di aver già spiegato il perché, mentre mi scuso se le ho fatto accapponare la pelle.
          Lo faccio, però, sgombrando il campo da alcuni equivoci e inizio sorvolando sul suo scrivere “chi non è di Brescia non può capire”: perché io non sono di Brescia? Sorvolo anche sulla vicenda Arcai che ormai tutti conoscono … mi perdoni, non vorrei dire una “falsità”: per “tutti” intendo, in un frasario discorsivo, molti, moltissimi, tanti, e le assicuro che sono tantissimi coloro che non approvano la discesa in campo politico di Minini, ne sarà prova il numero dei voti che prenderà … poi ne potremmo riparlare. “Tutti”, allora, da me usato come lei ha usato “accapponare la pelle”, come una esagerazione linguistica che serve per accentuare un’idea e nulla più, come per le parole onomatopee, insomma.
          Tutti, allora, conoscono i guai dell’assessore Andrea Arcai ma non “tutti” – ha ragione – conoscono l’accompagnarsi di Minini con lui, come lei stessa rivela in merito quando precisa che “ha già collaborato a belle mostre pubbliche”. Ma lasciamo stare, perché è da comprendere: ha un’impresa che deve produrre lucro e quindi giustamente si dà da fare. Minini quindi è molto bravo, indubbiamente, e ripeto che ho il massimo rispetto per la sua competenza e professionalità, e mai e poi mai ho pensato o soltanto lasciato intendere che abbia commesso qualche malversazione o che intenda farlo.
          Ma, pregiatissima Marina, è proprio qui il punto. Sono talmente convinto della bravura di Minini come imprenditore che deve produrre profitto per la sua azienda (una s.r.l.) che per questo il mio pensiero va alla “brace”. Ci penso e lei mi ha convinto ancora di più, soprattutto quando scrive che non “ci ha mai guadagnato, e spesso neanche le spese vive”, ed è solo per questo che afferma che non ci potrà essere conflitto d’interessi.
          Sulla prima ipotesi non posso dire nulla, salvo che Minini potrebbe quantificare queste “spese vive”, cosa comunque fattibilissima mediante la Legge sulla Trasparenza degli atti amministrativi, ma lasciamo starre ancora, acqua passata. E lasciamo stare che ad oggi il candidato Minini non interviene in questo dibattito per dire le sue ragioni o smentire quelle degli altri: in fondo è lui che deve spiegare e non noi qui ad affannarci a dibatterne. Pertanto questo sarà il mio ultimo commento in attesa di leggere il diretto interessato, che potrebbe illuminarci anche su quanto lei, Marina, afferma, ovvero che nel “mondo tutte le città hanno nutrito i loro musei con queste risorse”: ma dove ha appreso questa notizia?
          Resta il fatto che lei stessa dice che di “spese vive” ne ha incassate, ma non sa a che cifra ammontano. Sul “mai guadagnato”, invece, ho qualche perplessità e chi fa parte del mondo dell’arte lo sa benissimo, giacché il “guadagno” ha molti significati e non si riferisce solo a un incasso di danaro immediato. Ora un gallerista e – badi bene formulo pensieri in senso generale e non personale – o un “collezionista” che porterebbero in un museo pubblico un artista “trattato” (si dice così in gergo) oppure un’opera d’arte di proprietà privata, il “guadagno” c’è, eccome se c’è!, e sta nel fatto che tali opere acquistano sul mercato un valore aggiunto, e saranno pubblicate in un catalogo importante, schedate e oggetto di pubblicità: tutto con danaro pubblico. A queste condizioni, io personalmente non chiederei neanche le spese vive e accenderei una candela a sant’Andrea per grazia ricevuta, per aver posizionato mie “opere in luogo pubblico conosciuto e di prestigio”.
          Gli artisti contemporanei che poi un gallerista proporrebbe sarebbero molto probabilmente della sua “scuderia”? E questi – è bene che si sappia – passando in un museo o in grandi mostre pubbliche raggiungerebbero quotazioni maggiori con il loro indice di riferimento sul mercato dell’arte. Ed è noto, inoltre, che i galleristi hanno ricevuto opere dagli artisti (gli stessi?) per la loro collezione in via gratuita come “segno” di passaggio nelle loro gallerie con una mostra, o al massimo pagandole il cinquanta per cento del loro valore e, da buoni mercanti, un giorno rivenderanno a un prezzo maggiore di dieci o persino cinquanta volte il prezzo d’acquisto. Tutto legittimo, stia tranquilla.
          Dicevo, allora, che se Minini ha convinto lei e “tanti” che addirittura ci “smena”, ecco che sento ancora più forte il fuoco della brace. E se è riuscito a far passare la bufala che Brescia deve ringraziarlo perché nella sua galleria si entra gratis, omettendo che in tutte le gallerie si entra gratis (perché una galleria d’arte è tanto quanto qualsiasi altra attività commerciale aperta al pubblico), allora siamo al massimo della bravura nella comunicazione; e se lei e “tutti” insieme, non ragioniamo sul possibile “conflitto d’interessi”, allora sì, la questione è preoccupante per la cultura a Brescia, fermo restando il mio apprezzamento per il “gallerista” Minini ma non il mio condividere il Minini “politico” le cui capacità, comunque, sarebbero tutte da dimostrare, giacché un buon gallerista non è detto che sia anche un buon amministratore della res pubblica, così come un buon giornalista non è detto che sia anche un buon direttore di giornale. Ecco, dunque, il perché ho commentato con una semplice analisi politica non riferibile alla persona in sé ma a quello che rappresenterebbe o vorrebbe rappresentare per sua stessa ammissione e auto-candidatura (altro fatto anomalo).
          Concludo ponendo un quesito: forse si vorrebbe che il sistema dell’arte nel suo specifico “pubblico” dipenda fondamentalmente dal mercato grazie a un possibile gruppo influente di galleristi e collezionisti? E riesce lei a spiegarsi perché un medico, per esempio, non può esercitare la sua professione e avere una farmacia? Il problema è che si guarda la pagliuzza negli occhi degli altri e non la trave nei propri, e se è vero che ci sono conflitti d’interesse ben più importanti è anche vero che in campo locale uno meno importante risuonerebbe come una “trave”, appunto!
          E’ bene spiegare, infine, visto che me lo chiede, che – esulando sempre dal personale caso – si verifica un conflitto di interessi quando viene affidata un’alta responsabilità decisionale ad un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità, che potrebbe venire meno visti i propri interessi in causa. Il verificarsi di un conflitto non costituisce di per sé prova che siano state commesse scorrettezze, può tuttavia costituire un’agevolazione nel caso in cui si cerchi di influenzare il risultato di una decisione per trarne un beneficio. L’essere in conflitto di interessi ed abusare effettivamente della propria posizione restano però due aspetti distinti: un soggetto coinvolto, infatti, potrebbe non agire mai in modo improprio. Tuttavia un conflitto di interessi esiste a prescindere che ad esso segua una condotta impropria o meno. In politica, è il caso di chi, rivestendo cariche pubbliche – e dovendo quindi perseguire l’interesse generale con imparzialità, è anche titolare di interessi particolari, legittimi o non legittimi che siano, che potrebbero essere favoriti dalla sua posizione pubblica.
          Uno dei paradossi anche in campo nazionale, infatti, è vedere un pericoloso abbraccio tra pubblico e privato, e non percepire i conflitti d’interesse che pur essendo numerosi non sono avvertiti come tali. Per questo abbiamo l’Italia che ci meritiamo. E se il conflitto d’interessi è una situazione oggettiva, che prescinde dalla effettiva attuazione di comportamenti che producano vantaggi personali a chi li compie, comunque è da rimuovere in via preventiva, con provvedimenti che sanciscano a priori l’incompatibilità.
          Intanto, la ringrazio, cara Marina, per la stima dimostrata nell’invitarmi grazie alla mia “grande attenzione per l’arte a contribuire a divulgare le mie opere in luogo pubblico”, ma mi dispiace, l’etica non me lo consente, e non vorrei essere tacciato per chi predica bene e razzola male.
          Un cordiale saluto

          • Marina

            Grazie sentitamente per il tempo dedicatomi.

            Rispetto la sua opinione “conflitto dinteressi”, comprensibile, mi rendo conto, come “questione di principio”, peraltro mi creda, esclusivamente nel caso del gallerista Minini, continuo comunque a non temere nulla. Quel pochino che potrà guadagnare in termini di prestigio personale (i suoi artisti non hanno davvero bisogno di Brescia), ritengo sia poca cosa rispetto al contributo che ha dato e darà alla città. Io, come tanti altri, ho potuto nella mia città, toccare con mano le opere dei big dell’arte contenporanea grazie a lui. Questo per me, nel “deserto” culturale di Brescia, è più che sufficiente per dargli fiducia; allo stato attuale della politica, migliori soluzioni non ne vedo, dopo tutto la perfezione non esiste.
            Mi congedo anch’io, sperando che i tanti musei pubblici italiani ed esteri (la lista è lunghissima), nati e/o vissuti, da sempre anche grazie alle collezioni di lungimiranti collezionisti, continuino a nascere e moltiplicarsi; se poi i collezionisti che hanno sostenuto coraggiosamente validi artisti, nella latitanza tutta italiana dello Stato, ne hanno un tornaconto personale, lo trovo anche giusto, d’altro canto hanno rischiato in proprio . Se mai Massimo Minini, dovesse ad un tratto prendere un colpo in testa e proporre artisti non all’altezza, solo per fini speculativi, saro’ la prima a fare ammenda; penso che al massimo sarà solo un po’ vanesio, come al solito.
            Gradisca i miei più cordiali saluti.

  • Rispondo subito: nel 1966 eravamo, sia io che Massimo, già adulti. In quell’anno si svolse a Pisogne un importante premio di pittura, l’unico e poi non se ne fece più così esaltante.Gli artisti che vi parteciparono furono: Accardi, Del Prato, Di Muzio, Forgioli, Fratel Venzo,Ghitti, Magrini, Melotto, Dimitri e Pietrro Plescan, Solimeno e Vesconi …e non era od è, gente da poco!? l’organizzazione ED IL COMPITO DI IMPIANTARE IL CATALOGO FU DATO A MASSIMO … fu un successo! Da allora, andato via Massimo da Pisogne, non si fece più nulla. Ma i contatti con il nostro amato Paese sono continuati … però io ho una grande nostalgia di quel tempo in cui c’era il Massimo Minini a darci la sveglia. Come vede, sig, Barretta non sono solo i ricordi di quando eravamo piccoli, ad infondermi l’affetto che ho per Massimo ; pertanto voglia gradire i miei cordiali saluti,
    Enzo Sorlini di 80 anni, molti più di Minini!

    • Andrea Barretta

      Carissimo, le fa onore scrivere di valori come l’amicizia che in una società nichilistica e relativista reggono sempre meno. Lei conservi il suo affetto per Massimo Minini nel suo cuore che ritma saggezza e per questo gli stia vicino perché mai come ora ha bisogno di capire il perché di “abbagli” che sembrerebbe stia commettendo, e potrebbe così aiutarlo dando per una volta lei la “sveglia”.
      Tanti auguri per i suoi ottanta anni e un cordiale abbraccio, al piacere di poterla conoscere di persona.

  • Andrea Barretta

    Non trovo il pulsante Rispondi per Maurizio e allora scrivo qui.
    Caro Maurizio, lei cerca di girare la frittata in padella, ma non sente che c’è già puzza di bruciato? Se proprio vuole fare il gregario di Minini sia almeno convincente con una opinione sera e costruttiva e non cercando di spostare l’attenzione dal candidato Minini a un signor Nessuno come me. Contento? Resta il fatto, dunque, che il dibattito e l’analisi “politica” è su Minini che entra in politica e non su Barretta conosciuto o protagonista tanto o poco, che importa? Il suo è un gioco vecchio e ormai scoperto da tempo, ed è quello di spostare l’attenzione su argomenti futili e forvianti.
    Lei continua ad usare termini “ingenui” per confondere chi ci legge e chi dovrebbe farsi un’idea se votare Minini o non votarlo, ma lei con il suo frasario sta lavorando tutto sommato a favore di chi deciderà di non votarlo e, a mio parere, sta portando danno alla “sinistra” che già ha di suo molti problemi, mentre alla Lista Civica per Del Bono ci avrebbe già pensato, appunto, Massimo Minini.
    Il suo scrivere che spargerei “spazzatura”, e l’aggravante “impunemente”, non afferma nulla di intelligente giacché altri hanno ben capito che ho espresso soltanto una legittima opinione non su Massimo Minini gallerista ed esperto d’arte, su cui nulla ho da dire, ma su Minini candidato, su Minini politico, e allora mi dice che ci azzecca apostrofarmi con un sarei invidioso della sua “grandezza”? Sarebbe come, in un dibattito, diciamo a Ballarò, un esponente del PDL dicesse a un rappresentante del PD che questi è invidioso di Berlusconi. Mai sentita una cosa del genere nella storia dei dibattiti civili e politici. L’invidia, egregio, non è mai stata parte di me, anzi il contrario, giacché è un qualcosa di negativo mentre io sono positivo e solare.
    In quanto alla “pubblicità” le assicuro che non ne ho bisogno e la mia attività è ben conosciuta anche oltre i confini, ma ripeto non è questo che interessa. Allora, per una persona ignorante come lei, nel senso che quanto lei ignora, cioè il dire che non mi conosce, significa che lei esiste e gli altri no, ovvero … glielo spiego con il cucchiaino: se lei non conosce una persona questi è nessuno, nel senso più dispregiativo della parola, come lascia intendere? Altro bell’esempio di convivenza civile di “sinistra”, altro “aiuto” a Del Bono! Non solo. Lei non ha capito che non sono in discussione le capacità professionali di Massimo Minini, storico gallerista di Brescia cui – l’ho scritto nel primo commento – va il rispetto dovuto, ma proprio perché “vecchio” mercante d’arte avrebbe fatto meglio a lasciar stare l’attuale discesa in campo nella politica creando un possibile conflitto d’interessi. Qui diventa personaggio pubblico e qui chiunque, secondo la nostra Costituzione, può dire la sua opinione. Opinione, caro anonimo, non “illazioni”, che con l’aggiunta triviale di “infimo livello” pone altri termini triti e ritriti – magari da sessantottino ancora arrabbiato? – di chi non ha un vocabolario. Complimenti! Infine, se lei pensa che io voglia un altro Arcai, ancora una volta si sbaglia di grosso, e la invito a leggere il mio commento di “saluto” che ho inviato all’assessore tramite la stampa locale e che può trovare cliccando nel seguente link
    http://www.bresciatoday.it/social/forum/arcai-martire-e-troppo.html

    • Maurizio

      Gentile sig. Nessuno (la cito)
      che è diverso da anonimo, appena smetto di ridere per le capriole linguistiche che usa per giustificare e ribadire la sua opinione di bassissimo livello circa il conflitto d’interessi di Minini, le rispondo.
      Per ora la saluto,
      penoso, ottuso e sgradevole signor Nessuno con l’opinione dell’uomo qualunque.

      • Andrea Barretta

        Lei ride troppo e il riso sta diventando isterico come per chi è stato colto con le mani nella marmellata. Non rispondo agli insulti, e l’indifferenza è la miglior cura per lei. Ma un’ultima cosa voglio dirle. Guardi che è l’uomo “qualunque” che si reca alle urne per votare e sono le donne e gli uomini qualunque a formare la società che evidentemente lei giudica di “bassissimo livello”.

  • Non commento gli insulti, da qualsiasi parte essi provengano! A Brescia siete in campagna elettorale e se vi insultate per ottenere un applauso vi comportate male e non fate l’interesse di chi sostenete … il povero Andreotti è stato sulla cresta dell’onda e nell’agone politico fino a quando morì, senza mai offendere l’avversario … grande politico anche se discusso!

    Enzo Sorlini

    • Maurizio

      nessuna la obbliga a commentare!

      con immutata stima e grazie per i suoi commenti

    • Andrea Barretta

      Tranquillo, signor Sorlini, non è mio costume insultare e non rispondo agli insulti, lasciando a chi li pratica tutto il peso di una provocazione che non avrà risposta, perché ignorare queste persone e non dare soddisfazione è l’unica soluzione.

  • Non capisco perché sotto la dicitura “LASCIA UN COMMENTO” appaia sempre il mio nome cognome e la mia email, … qualcuno me lo può spiegare? o cancellare?
    Non mi sento così importante! Grazie …
    Enzo Sorlini

  • Ah, adesso capisco: il mio indirizzo appare solo a me! Come marinaio nel grande mare di internet, (e lo scrivo minuscolo)non sono che un mozzo! Se sostenessi Massimo Minini nella sua “discesa in campo” rischierebbe di affogare! O annegherei io per farlo stare a galla … tanto sono anche stato bagnino d’acqua dolce, ai tempi in cui in Pro Loco di Pisogne eravamo noi. Con il Beppino Negrini da Presidente … chissà come la penserebbe lui ora se ci fosse: forse il compianto Avvocato potrebbe dare a Massimo lui la “sveglia”, non io che sono “SECCHIA MENO DI NULLA”, come nel gioco dei cucchi … chi se li ricorda? Noi ci giocavamo spesso … .

  • rasoio

    che palle

  • Andrea Barretta

    Concludo qui, dopo la mia risposta a Marina, il mio partecipare al dibattito aperto non da me ma da altri sul gallerista Massimo Minini candidato alle prossime comunali. Ad oggi, infatti, il candidato Minini non ha ritenuto di intervenire per dire le sue ragioni o smentire quelle degli altri: in fondo è lui che deve spiegare e non noi qui ad affannarci a dibatterne. Pertanto restiamo in attesa di leggere il diretto interessato.

  • Mi collego alla risposta di Maurizio dell’8 maggio 2013 per dirgli che ho commentato poiché pensavo di essere io a doverlo fare, (ah la mia sprovvedutezza di fronte all’elettronica!) perché sollecitato a farlo, dal momento che subito dopo appariva il mio nome ed il mio email. Capito quanto ignorante sono e di quale ingenuità sono dotato? Però, a lungo andare, sono riuscito a capire il meccanismo. Ergo, anch’io ho scoperto di avere un po’ di intelligenza! Però su Massimo siamo d’accordo e facciamo gli scongiuri che venga eletto. A Marina, se è quella che intendo io, voglio mandare un abbraccio da lontano; anche per lei sono dispiaciuto che non la vedrò così spesso come, viceversa, ne avevo la possibilità prima. Se invece Marina è un’altra, la saluto meno confidenzialmente e le mando un bacetto per finta soffiato sulle dita dei una mano rivolta a lei, per ringraziamento di parteggiare per Massimo.

  • Massimo minini

    Eccoci qua, miei litigiosi o litiganti lettori o elettori.
    Calma e sangue freddo. Calme, luxe e volupté ( Baudelaire).
    Troppe parole, come disse il principe a Mozart ( troppe note).
    Il vecchio gallerista scende in campo, come il babbo di Benigni.
    Intanto votatemi….
    Non c’è altro modo per vedere se prometto invano. Poi vedremo.
    Vedrete.
    Ma se non mi eleggerete vi mancherà la prova…
    Dàmmi la prova che mi ami, mio lettore ed elettore, poi ne vedrai delle belle.
    Ma naturalmente capisco che qualcuno possa non essere d’accordo.
    Si può continuare come prima.
    Se invece qualcuno vuole provare a cambiare, eccomi qua.
    Un gallerista srl, certo, ma anche nell’ultima mostra in santa giulia, ho pagato io
    Personalmente le installazioni.
    Anche per la citata mostra in Pinacoteca, naturalmente non potete saperlo, trasporti, cene , telefono, tutto pagato presonalmente e zero rimborso.
    Ma allora chi te lo fa fare?
    Appunto, arrivato alla terza età ( ma ho ancora un certo successo con le ragazze e quindi mi pare di non essere proprio stracotto ) mi fa piacere concentrare su Brescia le mie conoscenze.
    Chissà che possano servire alla causa.
    Qual’è la causa?
    Ma quella di incrementare il patrimonio della citta’.
    Non pretendo di essere il solo capace di farlo. Sicuramente anche Labolani può farlo.
    Quindi ognuno voti per chi preferisce….
    Certo dall’alto della mia età, ahimè, capisco certe cose meglio di prima. I dottori mi hanno dato quindici anni di aspettativa di vita.
    Mi è preso un colpo. Devo fare slla svelta. Quindici passano in un lampo.
    Cinque, se mi votate in massa, li perderò dietro questo sogno di dotare Brescia di strutture diverse, nuove, importanti.
    Si
    Perchè mentre voi litigate sui miei artisti, sul conflitto eccetera, io penso che mi darò da fare per aprire luoghi adatti ad ospitare opere e collezioni, biblioteche ed archivi che mi farò regalare dai miei amici per lasciarli alla città.
    Non penso di proporre mostre di miei artisti, che tanto di una bella mostra a Brescia non saprebbero che farsene. Penso a qualcosa di più importante, per voi, miei lettori
    che litigate per me mentre io me ne sto qui zitto, si, ma ad un certo punto chiedo silenzio ( elettorale) per parlare.
    E poi Paroli, Arcai… Perchè no? Da che parte sto lo sanno tutti, è dal sessantotto che sto da quella parte. Ma un Sindaco o un Assessore lavora per la città intera, non solo per il proprio orto. Quindi secondo la mia recente trovata del campo neutro per la cultura ho dato una mano per progetti condivisibili.
    Ma quando la lotta arriva al dunque desidero che sia chiaro da che parte sto.
    Cifre alla mano, statistiche, previsioni…. Non sarà facile che io venga eletto, a meno che non vi mettitate d’accordo tutti per tirarmi la volata, anche Sorlini che mi vuole così bene per motivi che risalgono ai tempi di Carlo Codega…
    Dunque VOTATE E FATE VOTARE MASSIMO MININI un nome nuovo per la cultura, un vecchio signore
    con soli quindici anni davanti.
    e diamogli questa possibilità, che diàmine, magari col voto lo incastriamo, vediamo se racconta fesserie, anzi vogliiamo proprio vedere cosa farà di così diverso,questo Minini ( civica per del Bono by the way ) lui che chissà chi si crede di essere…..

  • Massimo, sei bravo. Solo Chiasera non ti perdonerò mai. I’m so sorry. :)

  • Mirco

    Dear Massimo Minini from New York City (Frieze).

    Il fatto che lei intervenga già oggi, la dice lunga di quanto vola in alto.

    Thank you very much and good luck!

  • Dal “BRESCIAOGGI” del 5 maggio 2011

    UN’ASTA DI DIPUNTI FINANZIERA’ IL NUOVO – HOSPICE – DELLA R,S.A. DI Pisogne A firma di Domenico Bertoni

    … omissis …

    “La vendita di dipinti avverrà 7 maggio nelle Chiesa del Romanino alle ore 17. A lanciare l’iniziativa è stato il gallerista Massimo Minini, che memore delle sue origini pisognesi, si è fatto regalare da colleghi di Verona, Bologna, Venezia, Milano, Torino, Livorno e Brescia oltre che da donatori privati, alcune di quelle opere
    che rimangono invendute.”

    … omissis ..

    Da parte sua Minini ha anche pubblicato un libro degli affreschi del Romanino, dal titolo –IL TEATRO DEGLI SGUARDI” — : il ricavato “andrà” a beneficio della struttura assistenziale.”

    … omissis …

    E questo, se me lo permette Massimo, lo scrivo io: il resto della realizzazione benefica e positiva è storia recente (e non dei tempi di Carlo Codega o di Matusalemme). Non mi risulta che Massimo Minini abbia ricevuto un compenso, fra l’altro, per avere occupato il suo tempo, oltre che avere speso del danaro!

    … omissis …

  • Castigat ridendo mores

    Che cosa non si farebbe per una poltroncina!!!!!!!!

  • Io, l’unica poltroncina a cui anelo è quella di casa mia su cui riposo e medito pensando agli errori che ho commesso nella vita ed al tempo in cui stavo seduto davanti alle scrivanie di lavoro d’ufficio, e seduto sui sedili delle autovetture durante i viaggi, sempre di lavoro e, sulle sedie nelle lunghe attese per essere ricevuto dai funzionari vari a cui mi rivolgevo … per lavoro .. ecc. ecc. ecc…. Se è a me che si riferisce, si sbaglia di grosso, sig, “Castigat ridendo mores”, poiché non sarò per niente pericoloso per il futuro di questa società, data la mia età … (al traguardo degli ottanta già superato): ergo, speranze di vita futura ne ho ben poche! … E se mi sono sbagliato ad interpretare la sua risposta, le chiedo scusa, però io la saluto cordialmente.
    Enzo Sorlini

  • E Massimo dove sarà in questo momento? Ci penso sempre come per i miei figli e per i miei cinque nipoti. Mia moglie è qui con me, purtroppo … per lei! E Lisetta? Sai massimo che mi ha lasciato una mail in risposta alla tua, per posta normale che mi hai inviata rispondendo alla mia non pubblicata al “CORRIERE DELLA SERA”. Sembra sia “fuori dalla barella”. Te ne produrrò copia. Auguri intanto: speriamo di vederci presto per brindare col Franca Corta. Ciao
    ENZO (quello vecchio)

  • benon, largo ai giovani, si ricordi di fare un grande applauso a quelli della sua generazione che hanno distrutto la nostra di generazione e quelle a venire (ovviamente), non prima di aver sbrodolato ipotetiche via di fuga miracolosamente apparse nella sua mente nelle ultime settimane. anni anni cieco. quanti ciechi che hanno visto la luce ultimamente..distesi prima come ratti a contar banconote e ora capitani di VIRTU’. starsene a casa con il pannolino per gli adulti, indiscreto,…non sta roba qua

  • rasoio elettrico

    Informarsi prima di parlare, troppo difficile?

    E’ giusto 30 anni che Minini fa proposte alla città in tema di arte.

    Qui sotto uno delle tante, di 15 anni fa

    “Per il progetto di una Galleria d’ Arte contemporanea” a cura di Massimo Minini.
    Sta in: Citta’ & dintorni. N. 65/66 (1998), N. 65/66 (1998), p. 24-34″

  • Massimo minini

    Dopo mia ultima apparizione mi aspettavo un po’ di più da Voi e- lettori.
    Sorlini continua a fare l’amico Friz, con la mente rivolta al passato. Qualche battuta
    Ma. I temi sono altri. Bisogna pensare al presenteve al domani
    Mi date una mano?
    Qualche domanda? Un pò di curiosità, diavolo!
    Ve le faccio io ( me le faccio io) le domande

    ..ma chi te lo fa fare?
    ..ma cosa vuoi cambiare in quella città.
    ..sono 40 anni che ci provi e ti ci metti solo ora?
    ..ma davvero vuoi fare l’assessore?
    ..e quando dici che no, vorresti di più che ti gira x la testa?
    ..e cosa è questa storia del patrimonio?
    …e allora se vincono gli altri e ti propongono di fare qualcosa con loro…
    ..ma non ci sono soldi, dove credi di andare
    ..e poi guarda boeri e pisapia: tra cultura e politica no way.
    …e che farai col. MUSIL
    .. E la Pinacoteca glli diamo una mossa?
    ..mancano 32 milioni di euro, non c” è bilancio di previsione, la cultura vada acramengo, chi se ne frega
    ..e poi i problemi sono ben ltri, occupzione, territorio, inquinmento, sicurezza.
    ..e li pianterai i cedri del libano?
    …e cosa faresti del Crociera, Maggigambara, corte d’appello?
    ,e dove trovi i soldi oer restaurarli?
    ..e la rrete bergamo cremona mantova verona come farai a metterla in piedi?
    ..e il comitato dei sette saggi viglio oroprio vedere se Aldo Budi non ti insulta.
    Eccetera

    • Angelov

      non si può negare il proprio consenso
      ad un politico che sa esprimersi
      in modo così spiritoso e intelligente

  • rasoio elettrico

    Mah vediamo….

    In realtà qui a Brescia (che non è Frieze) ci stiamo ancora riprendendo dalla profanazione di piazza Duomo da parte di Silvio… che tra le altre cose ha lasciato parlare per ben 1 minuto e mezzo il sindaco Paroli, su cui, dopo tale imbarazzante ma indicativa apparizione, mi astengo dal pronuciarmi…

    Quindi… visto che taluni credono che verrà ri- eletto, in cosa consiste la sua proposta di “campo neutro” per la cultura a Brescia?

    Che pensate di fare insieme?

    Vi riunite all’abbazia Olivetana, anzichè a quella di Spineto?

    Mi sembra che il problema con questi non sia tanto “cosa fare”, ma “chi fa finta di farlo” (poltrone sempre e comunque, mettere lì qualcuno di innocuo…).

    Cosa farà quindi?
    Se la eleggono?
    Se non la eleggono?

  • Marina

    Oopppsss… mi ero ripromessa di non intervenire più…

    gentilissimo Minini, eviterei di scomodare Aldo Busi che di recente sul Corriere ha dichiarato che lui normalmente non si muove di casa per meno di € 5.000 ad intervento.

  • Lorenzo Marras

    Dott. Minini, Le chiedo, se Lei da Assessore alla Cultura , che sicuramente è a conoscenza del vincolo di bilancio, noto come PATTO di stabilita’ interno, ritiene alla luce della impossibilita’ di spendere denari sia Moralmente accettabile pensare a finanziare Eventi culturali , COME PRIMA in termini di importi oppure a destinare semmai gli stessi soldi al mantenimento della Assistenza a favore delle categorie aventi piu’ disagio economico come Cassa integrati o espulsi dal mondo del lavoro.

    ( spero che sappia che sappia che tra assessori esiste una non sempre cristallina concorrenza nella gestione del denaro da destinare ai rispettivi budget )

    Va bene questa domanda ?

  • Massimo minini

    Con angelov ho dunque un voto.

    Per rasoio elettrico ricordo che qui non siamo alle olimpiadi. Corro x vincere non
    Per partecipare.
    Se vince del bono avrò, credo, voce in capitolo, faremo qualcosa di bello x i musei
    Per il patrimonio.
    Niente mostre blockbuster. Niente grandi mostre inutili.
    Ma ccomunqurpe mostrecscientificamente fondate e utili si.
    Se vince paroli, deciderà lui.
    Se ha uomini e idee e progetti bene.
    Altrimenti potrebbevoffrire all’opposizione alcune posizioni, vome si fa a livello nazionale dove l’opposizione ha qualche presidenza di commissione.
    So checda più parti avrebbero volutonuna mia assenza preelettorale per poter dopo
    Eventualmente avviare una collaborazione ” a campo neutro” come diconio.
    Mavho preferito dischiararecda checpartecsto.
    Così è piùbchiaro.
    Poibsi vedrà

    Per lorenzo marras, primo non sono laureato.mi mancano ancora slcuni esami…
    Non si sa Mai, dopo i recenti casi nazionali e bresciani.
    Secondo ricordo che, sindaco Ghislandi, primo dopoguerra, questi rifiutò la collezione feroldi per settanta milioni. Dentro c’era il grande nudo rosa di Modigliani, che oggi vale un centinaio di milioni di dollari…
    Poi dechirico metafisici, morandi, direi altri cento…
    Quindi se mi propongono un affare x la città, io faccio un mutuo, ma non lo mollo.
    Lacdomanda è ottima. Soero di esserecstato all’altezza.
    Comunque votatemi, ne vedrete delle belle.
    Massimo minini

  • Lorenzo Marras

    Signor Minini, ( spero cosi’ le sia gradito), il dottore era un segno di stima verso la persona che si è distinta nell’attivita’ arti visive in un ruolo svolto sempre all’insegna della qualita’ piu’ indiscussa.
    Confido con cio’ di essere stato chiaro e anche per sgombrare il campo da un sospetto di sciocca piaggeria.
    Detto questo , e con la dovuta considerazione (visto dalla sua logica) verso l’episodio Feroldi che ha posto in evidenza, sento tuttavia il dovere di richiamare alla sua attenzione che Brescia come altrove, in tutte le Comunita’, vive gli stessi problemi di disagio sociale , perché i tempi sono difficili a causa dei motivi piu’ svariati.
    La domanda che gli ho posto carissimo Minini, era volta alla verifica se nella sua Persona IL ” politico” (nel suo significato piu’ sublime sia chiaro) PREVALESSE nella capacita’ di mediare tra esigenze entrambi nobili, Cultura e sociale , con riguardo apprezzabile per entrambi. , RISPETTO alla figura dello SPECIALISTA , ovvero di colui con un osservarzione della realta’ piu’ circoscritta.
    Tutto qui, caro Minini.
    La ringrazio per la cortese sua risposta.

    • SAVINO MARSEGLIA (critico ad’arte sui generis)

      LA CASTA CULTURALE DIRIGENZIALE ITALIANA SE LA CANTA E SE LA SUONA!!!!

      Arte e cultura per chi? La critica compassionevole per fare meglio o per fare peggio è per sua natura leggera e non pesante, quando si parla in termine di responsabilità nella gestione culturale, e si può dire, che oggi in Italia non è utile a nessuno se non ad una casta dirigenziale o ristretta cerchia “culturale” che se la canta e se la suona da molto tempo.

      Lo Stato italiano ha elargito (a partire dal dopo guerra), fiumi di denaro pubblico per la crescita cuturale e civile degli italiani, ma se si guarda in termini di risultati concreti, possiamo constatare solo il fallimento in termini economici, di formazione, di educazione e di partecipazione all’arte e alla cultura dei cittadini. le conseguenze sono musei senza visitatori,, teatri vuoti, ma stadi pieni, libri non letti, ma la gazzetta dello sport è il giornale più venduto.
      In Europa , siamo all’ultimo posto della classifica.

      Per non parlare della malagestione del patrimonio storico culturale, dove i segni del degrado, le clientele hanno preso il posto delle competenze. Un’inefficienza che si è radicata nel tempo e in questi ultimi 25 anni è diventata rifiuto governativo, politico verso le nostre radici culturali ridotte, oramai, con faciloneria dalla casta politica e culturale a mercato o fiere di bestiame da vendere..

  • Cristiana Curti

    Caro Lorenzo, mi inserisco per una volta in una questione che non mi appartiene (non posso votare a Brescia, se potessi voterei Minini all’assessorato alla Cultura). C’è una questione importante che sollevi e che mi rode da tempo, perché riflette il pensiero di molti (e giustificatamente).
    Perché quando si tratta di ricordare che ci sono problemi molto più urgenti da risolvere e moltitudini (purtroppo ormai) di persone che stentano davvero a vedere la fine mese, lo sforzo sia di ingegneria economica sia di povertà si chiede alla Cultura e mai alla Difesa o ad altri settori che non danno ad esempio i risultati che ci si prefissava dopo ingenti investimenti pubblici? Perché la richiesta di porre attenzione “ad altro” e non investire non la si fa a quegli scranni che hanno davvero sperperato (anche se dai titoli altisonanti, come “politiche comunitarie”, “politiche agricole”, ecc.) e che non hanno reso nulla, anzi hanno contribuito al deficit di un Comune o di una Regione e si chiede sempre di comprendere a un ambito ritenuto “voluttuario”, “straordinario”, di cui occuparsi solo se c’è la possibilità e quando rimangono gli avanzi?
    Pur comprendendo che ognuno deve fare la propria parte, perché chiedere sempre alla Cultura di fare il primo passo? A forza di primi passi non ci saranno più risorse e senza risorse non ci sarà – semplicemente – più cultura pubblica. E’ davvero questo che auspichiamo?
    Mi auguro invece che Minini sappia combattere per ridare dignità al suo settore (senza sprechi e uno come lui è ben abituato a fare i conti con i propri soldi, non con quelli degli altri, quindi credo opererà con lo stesso discernimento).
    Chiediamo piuttosto con forza che, da Brescia a Catanzaro, siano garantiti i fondi per RICOSTRUIRE la nostra dignità culturale, fondi per il teatro, per gli archivi, per la musica, per politiche culturali che abbandonino le orripilanti mostracce “comprate” e coinvolgano invece le forze private con prestiti importanti, interventi, collezioni “aperte”, discussioni. C’è una grande opportunità per chi saprà lavorare: si parte dallo zero al quoto. Per fare peggio c’è sempre spazio, ma anche per fare meglio. Non è chiedendo altri sacrifici alla nostra Arte e Cultura che possiamo risalire la china, anche etica, che ancora discendiamo.

  • Lorenzo Marras

    Ti ringrazio innanzitutto tutto per il gradito intervento Cristiana. Ti rispondo subito e lo faccio per meglio chiarire la portata del pensiero contenuto nella domanda fatta a Minini. Ecco il chiarimento : La domanda non era indirizzata ad una questione di merito; nel caso , se in situazioni particolari (quella che viviamo è una situazione particolare) il primato spetta al Sociale piuttosto che a quello , erroneamente definito voluttuario, come la “cultura” la , domanda. Lo so, e potra’ sembrare antipatico, la domanda appariva posta in quei termini ma volevo capire se , nel Minini , aspirante Assessore Vi fosse quella vocazione “politica” (bada, non pragmatica) saper tenere nella dovuta considerazione , ANCHE e sottolineo ANCHE problemi di inequivocabile URGENZA sociale. La mia domanda non aveva altro scopo che porre in luce, il MININI uomo non di CULTURA fine a stessa ma di CULTURA TOTALE inclusa quella parte di egli , sensibile a questioni , che a prima vista sembrerebbe non riguardargli affatto.
    Da parte mia Carissima Cristiana, posso tranquillamente affermare (perche’ lo penso profondamente) che la “cultura” (non il sapere e basta eh) ma che la cultura sia per il sottoscritto un cibo che al pari della Giustizia , sia prevalente rispetto a quello occorrente al corpo. Ma le motivazioni che ti faccio sono quelle personali di un folle che brucia di passione per le cose che lo circondano e dunque non hanno il diritto di parola sulle esigenze di ALTRI NUMEROSI che devono mangiare e fare la loro vita.
    Te lo dico, ripeto, a titolo personale e dunque non coinvolgenti gli altri che hanno i loro diritti ecc ecc ecc .

  • rasoio elettrico

    Gentile Minini,
    la mia era una provocazione diretta a un noto “anticonformista”…
    Era divertente che un candidato, per una volta, facesse una campagna elettorale anche al contrario “se non verro’ eletto faro’…”

    Ad ogni modo, ha il mio voto, anche solo per essere tra i pochissimi In Italia che usa la cortesia di rifiutare il titolo di dott. non avendo la laurea; e lo dico a nome di tutti i laureati, merci…

    Mi sembra che il dibattito si faccia interessante (vedi Cristiana Curti) ….

    Detto brutalmente:
    se non ci sono i soldi non si va in “vacanza” (la vacanza dell’Arte e della Cutlura, intendo), prima bisogna trovare il pane da mettere in tavola.
    Bingo!
    Ma se in Italia storicamente (ecc. dopoguerra) il “pane” è sempre stata l’Arte e la Cultura,
    come si puo’ pensare che sia uno optional?
    In un mondo globalizzato dove ti vesti cinese da capo a piedi con 20 euro,
    dove le auto non si vendono o si vendono a poco,
    dove mangi tutte quello che vuoi con 10 euro dagli orientali
    dove voli in Europa con 9,99 euro
    dove hai tutta la tecnologia che vuoi a due lire
    l’Italia a cosa serve, cosa puo’ dare?
    l’Italia non puo ricordarsi chi è?
    il made in Italy “del fare Arte e Cultura” ce lo ricordiamo?
    i soldi nel mondo non sono spariti, li vogliamo fare arrivare?
    o pensiamo di andare avanti con le piccole/medie imprese…
    che producono cosa di tanto speciale o tecnologico?

    Riduco subito il discorso a Brescia, per ovvi motivi…
    Centinaia di migliaia di turisti tedeschi/inglesi sui laghi, non sono gli stessi che magari le mostre (belle) se le vanno a vedere in casa a Monaco, Dusserdolf o Londra?
    Qui no, perchè?
    perchè non sono interessanti,
    e non sono interessanti perchè tanto “questi italiani” non sono interessati…
    e allora le nuove generazioni e gli stranieri, dove li mettiamo?
    Le nuove generazioni, come sempre diverse dalle precedenti, il “contemporaneo” lo cercano, taluni ne fanno più modestamente uno “status symbol”
    Guardate i dati delle università italiane in ascesa per n. di iscritti (comunicazione, marketing ecc..) pensate davvero che questi siano gli uomini o le donne che apriranno l’aziendina di trafilati in acciaio o di confezioni?
    Magari non è tutta gente che educata e formata, ad un dato momento puo’ dire:
    bene c’è crisi, cosa ha l’Italia da offrire?
    Se stessa!
    Ottimo impariamo a venderla!

    p.s. Per Minini, visto che in Italia vige il voto di scambio, io la voto ma se viene eletto desidero opera pubblica di Alberto Garruti, siete amici no?

  • Angelov

    Il Mahatma Gandhi aveva elaborato una strategia della Non-Violenza che si articolava quasi capillarmente in comportamenti mirati al raggiungimento di una precisa finalità: la liberazione dell’India dal dominio Inglese.
    Forse se quelle strategie povere, fossero riprese e messe in atto oggi, anche nell’ambito culturale, si potrebbero veder realizzate le proprie aspettative.
    Ma il presupposto di base, è forse quello di una solidarietà diffusa e di una sincera fratellanza non inquinata, come purtroppo tutto oggi tende ad esserlo: perché l’inquinamento, è prima dentro le menti delle persone e poi, di conseguenza, si manifesta all’esterno.

    Minini for President.

    • SAVINO MARSEGLIA

      Un giovane laureato in restauro dei monumenti, mi ha detto: “quando lascerò questa Italia di raccomandati dal papà potente e dal politico di turno, il mio unico rimpianto sarà lasciare i miei affetti familiari…

  • Maurizio

    Il discorso si fa generale. whitehouse che ne pensa?

  • Penso che ci siano troppi commenti e troppo lunghi, non si riesce a seguire niente.

    • Maurizio

      ok siamo arrivati qui.
      semplifico al massimo (scusate)
      Oggi in Italia si deve “tagliare” tutto: prima della lista è sempre l’Arte e la Cuttura perchè alla gente interessa meno o non interessa del tutto

  • @Maurizio: per quanto riguarda il contemporaneo il pubblico in questi ultimi 20 anni NON ha avuto opportunità, la mostra è una mezza opportunità, come se volessimo insegnare ad una classe dando solo i compiti in classe. Non si può pretendere di interessare ed appassionare con le mostre, servono nuovi spazi: io collaboro ad un corso, che è anche workshop, che vuole offrire questo spazio opportunità, cercando modi e tempi inediti rispetto ai laboratori che fanno molti musei.

    Minimi ha contribuito, in minima parte, a mantenere il contemporaneo spazio per un elite…e a livello italiano questo provoca danni enormi, perchè giustamente siamo in un deserto e i musei e le gallerie diventano cattedrali per difendere ostinatamente 4 addetti ai lavori in croce.

  • Maurizio

    d’accordo, ma allora ci si deve rassegnare?

    quindi l’arte contemporanea è ormai come uno yacht (elite) e l’italia non se lo puo’ permettere?

    allora stiamo tutti perdendo tempo: artisti che non andranno comunque da nessuna parte, galleristi che non verranno eletti, curatori e critici disoccupati, blog d’arte che non leggerà quesi nessuno, musei deserti come le chiese?

    • NO. A mio parere c’è il modo per mantenere l’elite e coinvolgere il pubblico (che non può essere quello da stadio o multisala, ma una via di mezzo oltre il nulla attuale). Provate a scattare una foto durante l’opening di una mostra in una galleria o in un museo, e guardate quanti addetti ai lavori e loro amici, e quanti invece persone interessante alla mostra senza conoscere nessuno e senza essere collezionisti.

      Ci vogliono capacità e volontà, idee. Nel mio piccolo ci provo, ma da solo faccio poco.

      • Maurizio

        sorry…non capisco, ma l’elite la intendi in senso positivo o negativo?
        provoca “danni enormi” o no? perchè bisogna mantenerla?
        si è vero alle inaugurazioni c’è sempre il solito “entourage” ma quest’ultimo si guarda bene dal condividere con altri quello che vede.
        Io ne parlo con tutti, se parlo di Ian Wilson a uno/a che non è mai entrato/a in una galleria, difficilmente non mi fa domande, non è incuriosito, non desidera capire, saperne di più, capire perchè si è arrivati a questa evoluzione dell’arte

        Invece spesso l’entourage ha quell’altteggiamento un po’ cosi’…
        tipo… ma che te ne parlo a fare a te?

        • A mio parere elite e pubblico più vasto possono dialogare, e scambiarsi i ruoli. Dovrebbe essere così. Negli ultimi 20 anni molti operatori italiani hanno mantenuto un vuoto con il pubblico per non essere giudicati dal pubblico…sostenendo che l’arte contemporanea fosse solo per un elite…ed invece è per tutti….ma bisogna saperla comunicare…ci vuole confronto critico, bisogna mettere al centro necessità e urgenze delle opere…non l’aperitivo…se no tanto vale andare altrove

  • vittoria de sanctis

    spero tanto che minini non sia uno di quei galleristi che hai tempi di schifano gli dava la droga per farsi fare le opere….perchè riflettevo la differenza tra la Fondazione Archivio Gino De Dominicis e l’Archivio Gino De Dominicis consiste infine proprio in questo : tra tanti difetti che si possono imputare a questo archivio sgarbi è di non avere tra i suoi iscritti gente che, se sa che un artista è un drogato, pur di avere le sue opere, fa in modo che abbia tutta la droga di cui ha bisogno…o altri vizi…c’è gente che gli artisti li salva dalla droga e chi invece incentiva questo uso.E’ una questione di etica, di morale…ora io mi chiedo…come possiamo considerare morale un gallerista sul genere di un certo Mazzoli, del quale girano voci, che ai tempi delle mostre di Schifano pur di farlo lavorare gli procacciava quanto serviva per continuare nella sua rovina…..la massaioli diversamente da tanti se sa che un artista fa uso di droga o di alcool lo mette nelle condizioni di salvarsi…ah si ah si …ma si sa la massaioli è una strana…star,ba..etc etc..etc….ma certo non entra in accordo con il vizio do un artista per lucrarci sopra…questione di etica e di morale…ma certo di etica che ne possono sapere galleristi che della pornografia scambiata per arte fanno il loro cavallo di battaglai????…sapete esiste un certa differenza tra la pornografia (il bordello di fine secolo trasportato in una qualsiasi galleria) ed un opera d’arte….e tu minini da che parte stai? Sei dalla parte dell’arte, quella con l’A maiuscola, quella che salva la gente dalla rovina o dalla parte di quell’arte che la gente la rovina e la getta nel burrone per un pugno di dollari???? facci sapere..che non abbiamo ancora capito da che parte stai. L’arte che salva o l’arte che distrugge? E vedete bene che troppi artisti sono morti male per colpa di un arte che distrugge….

  • Bg

    Barretta for president

  • rasoio elettrico

    per vittoria de sanctis: si ok però stavamo parlando di altro, eravamo rimasti ai tagli sempre e solo all’arte perchè il contemporaneo interessa a pochissimi. Quindi la gente li percepisce come giustificati ma a noi, anche se c’è la crisi, fanno girare le palle, perchè per l’italia l’arte è sempre stata una risorsa.

    e poi c’è l’elite del contemporaneo che effettivamente oggi ha distanze siderali rispetto all’uomo della strada.

  • massimo minini

    intanto, bravi! abbiamo passato gli ottanta.
    secondo grazie, via il Dottore, mi pareva di essere Alberto Sordi (un personaggio di)
    poi per marras Politico o sociale o tecnico? Bel dilemma cerco di mettere tutto assieme. Se acquisto opere o documenti per la città non faccio forse qualcosa di socialmente utile? Io direi che, se passo, e mi trovo dei soldi da spendere per la cultura, li spendo. Altrimenti come faccio a riempirmi la bocca col primato della cultura e poi mi lascio impietosire? Certo in caso di disastro si dovrebbe ripensare tutto. Ma se crediamo che la merce stia calando e la cultura salendo, se la vediamo come una zattera cui aggrapparci, non possiamo tagliare il ramo sul quale siamo seduti.

    (poi mi scuso x gli errori di battitura del precedente. scritto con IPAD : ho schiacciato un tasto sbagliato, lui è partito prima delle correzioni. Ancora scuse.

    In quest’ottica Cristiana Curti ha ragione, penso anche io cosi’. Risparmiamo sulla difesa, sugli aerei, quanti soldi buttati. Ricorda Antelope Kobbler e compagni? Oppure perchè non aboliamo le regioni a statuto speciale? sa quanto costano? Soldi dati alla Sicilia perchè non chiedesse autonomia, val d’Aosta per non farla andare in Francia. Alto Adige per l’Austria. Ma ora che abbiamo l’Europa, l’Europa!, anche se se ne vanno con la Francia o con l’Austria che differenza fa? Quindi via le Regioni a statuto speciale.
    E meno male che non è passato il federalismo, una jattura peggiore dell’ EXPO.
    Il Federalismo sarebbe stato l’ennesimo carrozzone da foraggiare dopo i comuni, provincie, regioni, comunita montane, bim…
    E l’EXPO? Finirà come le Combiadi e i campionati di calcio. Scommettiamo?
    Un terzo alla mafia, un terzo alla ndrangheta, la Compagnia delle opere avrà lavori da eseguire. Tutti contenti.

    Per Rasoio Elettrico. Benissimo, finalmente, dopo mio ultimo intervento, mi pare di leggere interventi concreti, senza litigi. Perfetto, questi sono i problemi da affrontare.
    Caro rasoio (ma non è quello di Occam, che elettrico non era per impossibilità…) Certo Garutti me lo fa. e già anche Gilberto Zorio lo ha promesso ma… allora posso ‘attivare ‘ anche i miei artisti? io lo farei senza problemi, alcuni di loro lo farebbero per me. chi ne godrebbe sarebbe la città, ma sicuramente qualcuno che non conosce i meccanismi direbbe che io ne approfitto…
    sai cosa ti dico? Ch se passo ne approfitto, ne approfitto! Lo dico subito cosi’ che non ci siano fraintendimenti. Se io chiedo ad un artista bravo e importante, con l’unico neo di essere ‘mio’ di fare un’opera e lui me la fa a poco nulla, sarà conflitto? sarà inciucio? sarà vietato? Bene io lo farò ugualmente e se qualcuno avrà da ridire che lo dica, vedremo. Se nel frattempo avranno abolito il conflitto di interessi ci assoggetteremo.
    Ma ricordo, non a te ma ai lettori, che il conflitto si configura quando un soggetto trae vantaggio privato da una sua posizione pubblica. Se non ne tra alcun vantaggio non c’è conflitto.
    Comunque si, rasoio, se non verrò eletto farò di tutto per far succedere quello che avrei voluto fare io . ok?
    E poi verissimo, se vogliamo trasformare la cultura nel pane del futuro, vista la caduta della merce, non possiamo togliere il concime alla cultura. Sarebbe come darsi delle martellate.

    Whitehouse: siamo pochi rtispetto alle folle degli stadi, ma possiamo aumentare, anzi dobbiamo. Sodoma e Gomorra, se almeno ci fossero stati tre giusti…Una volta arriva da me Luciano Fabro, porta le opere della mostra scaricano il camion. scende un’opera, una Italia. Io lo guardo, lui capisce che vorrei dire: ” tutto qui?” E mi fa: ” meglio un’opera buona che dieci così così”
    Vedi Casablanca, noi lavoriamo sulla qualità, non sulla quantità. Poi la prima provocherà la seconda. Ma bisogna cominciare e non dagli Impressionisti…

    MAURIZIO: si le cose stanno così, esatto, ma non è sempre stato così. abbiamo avuto tempi migliori e sai perchè? ma perchè ci credevamo! Come si fa a credere nell’arte? la si sostiene! Siamo pieni di ultraricchi che hanno cinquanta appartamenti, porsche, sessanta ferrari, e alle pareti al massimo una rovina standard del settecento… I Medici non avevano opere di tre secoli prima. No, loro FINANZIAVANO il loro contemporaneo, permettevano agli artisti di diventare grandi di fare ricerca, di litigare, di stare bene. Noi siamo stati rovinati da Van Gogh, non perchè cattivo artista, ma per quella storia che non ha mai venduto nulla e poi si è rivelato mil più grande. ERGO da qui l”equanzione artista povero fa belle opere. quindi teniamoli poveri e che soffrano un po’. quindi anche gli artisti ( dall’altra parte) che non ce la fanno perchè non hanno le opere pensano che sia colpa degli altri etc.
    Tutti hanno una giustificazione per commiserare i propri insuccessi.
    Io voglio un grande successo per Brescia. Una città potente, ma piena di capannoni e supermnercati e automobili. Basta adesso è ora di pensare a lasciare qualche traccia dietro di noi.
    Lo so che sono lungo, ma …siamo in campagna elettorale.

    whitehouse:
    “Ci vogliono capacità e volontà, idee. Nel mio piccolo ci provo, ma da solo faccio poco.”
    esatto! facciamo rete, da soli si perde.
    El pueblo unido jamàs sera vencido…
    pensa al Cile, appunto, finanziato da Henry Kissinger Pinochet fa il colpo, governa col terrore per un bel po. ma il popolo resiste e alla fine vince.
    Non dico che il popolo si occupi di arte, ma basta che sappia che laggiù sullo sfondo l’arte esiste.

    MAURIZIO parla di Ian Wilson. Ma allora il cerchio si stringe! E’ uno che viene da me. Chi conosce Ian Wilson in Italia? direi circa ottocento persone, non molte di più. Maurizio fa parte di una elite pazzesca, ristrettissima.
    Ma le elites sono necessarie, sono i tre giusti di Sodoma e Gomrra che, se ci foissero stati, avrebbero salvato le città.
    Inveec a Sodoma nessuno conosceva Ian Wilson e Jahvè la distrusse. A Gomorra nessuno sapeva di Mario Mafai,e il Dio s’infuriò. Ignoranti! a morte! Inutili! che ci fate qui? e zot, via, bruciati.
    L’arte salva la vita….
    Comincio a divertirmi. sono sicuro che da non assessore, se mi eleggete, ve ne farò vedere delle belle.
    Intanto, anche se non vi è simpatico, ventite a sentirmi parlare con PHILIPPE DAVERIO, Brescia, Mercoledi 22 Maggio ore 20,45 via gasparo da Salò, Museo Diocesano, chiostro grande. ci sarà da divertirsi.

    Poi scrive Vittoria de Santis.
    Tranquilla, non ho mai dato droga nè a Schifano nè ad altri. Anzi Schifano l’ho sempre schifato proprio x non restare coinvolto. detto fra noi un grande x tutti gli anni sessanta, poi basta.
    Però, però, mi pare che lei non sia informata. Mazzoli non possiamo dire, senza prove, che drogava gli artisti, Mentre la Massaioli ha diverse pendenze penali con i tribunali italiani per falsi. io sono stato testimone in alcuni di questi e se necessario ho qui le convocazioni e tutti gli incartamenti.
    Per favore non dica sciocchezze se non è informata sui fatti, anche se lei fosse un’amica della Massaioli, Anzi soprtattutto in questo caso. Sparisca! niente prediche da chi non conosce .
    io conosco, invece, ed a questo punto mi sento autorizzato a dire, fare, baciare…
    Basta così (per ora).

  • Nome Richiesto

    Massimo, sei un grande!
    Non ti conosco. Personalmente intendo.
    Di fama ti conosco bene (chi non ti conosce?) e conosco la tua onestà intellettuale.
    Sono convinto tu abbia deciso di scendere in campo (non come il padre di Benigni dai..) per un’unica motivazione: la GLORIA di Brescia!
    Solo chi ha raggiunto importanti traguardi nella vita sa che la gioia si raddoppia se condivisa e tu la vuoi condividere con la “tua” Brescia.
    Da bresciano tifo e voto per te!
    Forza Massimo!
    Complimenti a Del Bono che dimostra di capire qualcosa!!

  • Maurizio

    Minini pardon…
    Ian Wilson l’ho scoperto qualche anno fa, era citato da Flash Art, mi ha incuriosito e….
    A lei invece, devo la scoperta del grande Andre Cadere, scovato nel suo recente libro “Pizzini-Sentences”; però mi sa che Cadere è più noto di Ian Wilson, quindi in verità non sono proprio un conoscitore d’arte “d’elite”, ma grazie comunque.

    leggo oggi che il Mart affida “di fatto” a sponsors privati la gestione delle sue prossime mostre per carenza di quattrini, per cui in bocca al lupo!

  • Ragazzi, dormite? Nessuno ha piú niente da dire?
    Mercoledì ho invitato Philippe Daverio a parlare con me.
    Gli chiederó della sua esperienza di assessore a Milano ai tempi della lega.
    Come si fa a impostare un programma culturale per una cittá.
    Quali tranelli, quali trucchi. Gli chiederò se gli piace Hitccock, che a volte mi sembra
    Lui lo imiti. Faremo un po’ di polemiche, un po’ di teatrino. Proviamo e sicuramente riusciremo ad alzare il tono di un dibattito elettorale appiattito sui temi soliti e noiosi.
    Avete qualche domanda da porgerei in modo che io le giri al Maestro?
    Mercoledì 22 minini versus Daverio ore 20,45 chiotto grande di San Giuseppe, museo Diocesano via Gasparo da Saló .per chi viene da fuori parcheggio piazza Vittoria 3 min a piedi. Di sera solo un euro! Tempo illimitato fino al mattino

  • Alex Gianotti

    @ Minini, Philippe Daverio maestro di che? Preferisco tenere l’euro del parcheggio!

  • rasoio elettrico

    Eccone 2 di domande per Daverio:

    1) in una puntata di passepartout di qualche anno fa, Daverio si muove nella provincia francese, visitando belle chiese misconosciute; bel servizio, belle opere, scorsi suggestivi, luoghi preziosi ma deserti e TAC! scatta l’elogio della solitudine di quei luoghi lontani dal turismo di massa e sconosciuti ai più; subito dopo la riflessione esplicita:
    quanto quei luoghi sarebbero stati poco affascinanti se ci fosse stata gente a visitarli.
    Me la ricordo ancora quella frase e torno alla questione “elite”:

    non è che alla fine è bello parlare di condivisione ma poi alla fine, a certi livelli, prevale sempre quell’atteggiamento di snobismo causa di tanti mali anche dell’arte contemporanea?

    a forza di snobbismo poi le trasmissioni chiudono (anche per altri motivi).

    2) Minini scrive “artista povero fa belle opere. quindi teniamoli poveri e che soffrano un po’”
    ma allora di cosa parliamo di arte o di “resistenza”?
    e gli artsti che poi cedono e smettono?
    non erano abbastanza forti, non erano artisti? quindi meglio perderli che trovarli?
    sono obbligati a resistere?
    questa logica la si vuole combattere almeno a livello pubblico o no?
    come???

  • Nome Richiesto

    QUI BRESCIA del 20 febbraio scorso:

    “Artematica, la società di Treviso, ora messa in liquidazione e guidata dall’ex ad Andrea Brunello, è stata ammessa al concordato preventivo.
    Una notizia che va contro gli interessi di Brescia Musei che all’azienda organizzatrice della mostra su Matisse e sugli Inca chiede la restituzione di 800mila euro che, secondo gli inquirenti, sono stati indebitamente percepiti falsificando il numero degli ingressi alle esposizioni. Brunello, ex patron della società è indagato per truffa aggravata. Artematica dichiarò che i visitatori alla mostra “Matisse, seduzione di Michelangelo”, furono 248mila, a fronte di quelle poi certificate dalla Siae, che risultavano essere, invece, “solo” 124mila. Biglietti “gonfiati” per incassare il “bonus” da 300mila euro messo a disposizione da Brescia Musei e quindi, anche, dalla Loggia, evitando una penale di poco inferiore, 250mila euro, se tale numero di ticket non fosse stato raggiunto. Analogo discorso per la mostra sulle civiltà precolombiane: in questo caso Artematica incamerò 250mila euro.
    La decisione è stata emessa da Tribunale di Treviso in conseguenza del parere positivo della maggioranza dei credito (il 75% delgi aventi diritto). Tra questi, però non figura Brescia Musei, che sperava di rifarsi in via esclusiva sulla sede della società di Treviso, stimata in circa un milione di euro.
    Artematica risulta esposta per circa quattro milioni di euro. Il socio di Brunello, Giuseppe Stefanel, ha messo a disposizione 587mila euro. La Fondazione Brescia Musei ha poi ottenuto il sequestro dei beni personali di Andrea Brunello.”

    P.S. La foto di Brunello che taglia la torta con Arcai la trovate pubblicata con l’articolo

  • Nome Richiesto

    OK, non è Brunello quello in foto con Arcai ma il critico d’arte Maurizio Bernardelli Curuz… La sostanza dell’articolo non cambia.
    Io l’euro del parcheggio per Daverio lo spendo.
    Prenderò anche un caffè.
    Totale 2 euro.

  • Cristiana Curti

    io preferirei che invece di Daverio si intervistassero le persone che hanno lavorato con lui durante il suo assessorato milanese. Si farebbe un servizio migliore alla comunità e si capirebbero certi ingranaggi molto meglio che dalle immaginabili litanie apologetiche dell’interessato. e q

    • Cristiana Curti

      E questa dovrebbe essere una regola, anche e soprattutto per gli “assessorandi”.

  • Maurizio

    per Daverio:

    A quando, in quest’Italia ammalata di esterofilia, il primo talent show italiano per artisti contemporanei? manca solo questo, c’è già un talent per qualsiasi cosa….

    Per il vincitore: mostra di 6gg. a Roma da Gagosian !

    Accetterebbe Daverio? dopo tutto queste sono le “regole del gioco” per stare in TV oggi.

    Mi immagino già la giuria: Daverio (se accetta), Aldo Busi (che porta il pittore Fabio Romano), Oliviero Toscani ecc…, con inteventi di Vittorio Sgarbi

    Fa ridere? eh si ma per la gente comune l’arte oggi in Italia è questa!

  • Mica facile fare domande a Daverio o altri.
    Parlare in pubblico, reggere la scena, avere qualcosa di sensato da dire, avere un progetto in testa…
    Ci provo con Philippe domani, venite, venite, voglio vedere almeno mille persone.
    Se possibile di piú.
    Spero che venga anche Daverio…non si sa mai !
    Gli faró le domande vostre. Me ne date altre?
    Poi vi sono le mie di domande e qualche affermazione.
    Un progetto forte per l’arte e la cultura a Brescia, una cittá importante, che ha perso posizioni, che deve ritrovare l’orgoglio per risalire, una cittá economicamente importante che non esprime grandi artisti da secoli. In un momento storico in cui la produzione di merci migra lontano, in un epoca dove i primi quattro livelli mondiali di economia sono, nell ordine: turismo, agricoltura, industria, finanza, Auspico che Brescia riesca a collocarsi, tra arte e cultura, sul nuovo versante mondiale della produzione di ricchezza.
    Un progetto culturale non fine a se stesso ma teso a creare lavoro, a dare sbocchi a tutti quei giovani spinti sulla via del miraggio para artistico ( universitá, beni culturali, comunicazione…) e poi mollati ad attendere il nulla.
    So che non sará facile ma dobbiamo provarci.
    In questo senso Brescia potrebbe tornare ad essere una cittá che elabora nuove strategie.
    utopia?
    Si, grazie, una quota di utopia serve a provare strade nuove.
    Io vorrei avere un comitato di sette saggi che mi affiancasse, anche con Busi, soprattutto con lui, che desse fastidio, con Severino, con Daverio, con Terraroli, Branciaroli, Pecorelli Rettore Magnifico della Statale, un comitato che muta man mano e porta suggerimenti e provocazioni, contraddizioni e conferme.
    Un organismo che elabori idee, che litighi e produca cultura, che legga il presente per progettare il futuro.
    Progettare il futuro vuol dire capire dove va il mondo, e non aprire una fabbrica di forchette quando ormai le forchette le fanno i cinesi a un decimo del nostro costo.
    Vuol dire prevedere cosa succederá e prepararsi al cambiamento.
    Un futuro dove la merce scema costringendoci a trovare nuove vie di sopravvivenza,
    Con meno sprechi di risorse,territorio, materie prime, con piú attenzione per le idee, l’acqua, l’aria, l’arte, con meno produttori di armi e finalmente qualche artista,scrittore,musicista, architetto di grande livello che nasca qui a Brescia, cittá solida ma poco incline a queste finezze…

    • Cristiana Curti

      Daverio NON è il giusto interlocutore (o collega di confutazione) per argomenti che trattano di sana politica culturale pubblica. Mi spiace. Preferirei vedere lei da solo.

  • …Domani prendo il treno e vado fino a Sanremo….

  • rasoio elettrico

    eh no Minini, non facciamo un minestrone! non ne ha bisogno!

    se parliamo di cultura a favore del Paese (pubblico), Busi proprio no!
    e poi Busi da fastidio anche senza essere coinvolto, figuriamoci doverlo pagare, per cosa poi?
    per fargli scoprire nuovi pittori figurativi di quarta categoria?

    (vedi lettere a Flash Art .http://www.flashartonline.it/inclusioni/newsletter_det.php?pagina=newsletter_det&id=447&det=ok )

    Alla seconda seduta naufragherebbe tutto per le sue crociate, a proprio uso e consumo. L’Arte a Brescia non è “l’Isola dei famosi” e lei non è Simona Ventura; la gente ha bisogno di equilibrio, buon senso, competenze e relative intuizioni

    Busi è popolare perchè fa le piazzate in Tv non perchè la gente legge i suoi libri, peraltro di asfissiante pesantezza lessicale, secondo me nemmeno lei riesce ad arrivare alla fine di un suo libro.

    p.s. A Brescia non si parla mai di tutti i parchi del Castello, possibile che tutti questi giardini debbano rimanenere sempre lì a contorno (modestino)?

  • Maurizio

    ha ragione -rasoio elettrico- Minini ha scritto: “artista povero fa belle opere. quindi teniamoli poveri e che soffrano un po’”

    nessuno dice niente?

  • Maurizio

    MEMORABILE SERATA IERI CON DAVERIO!

    GRANDE MININI!

  • Marina

    Bellissima serata di cultura, grazie Minini.

  • rasoio elettrico

    serata con Daverio:

    suggestiva e visivamente molto artistica.

    Unico neo: troppi complimenti a scena aperta a DelBono.

  • massimo minini

    Cristiana, preferirebbe vedere me da solo? volentieri.
    eugenio santoro: il treno dei desideri…..
    rasoio elettrico, si Busi non lo reggo, come scrittore, ma nemmeno d’Annunzio o Testori.
    Ma in un comitato di saggi ce lo metterei, gratis. so che non verrebbe.
    l’ultima volta mi ha scritto, rispondendo ad un mio invito:”non sono nemmeno andato al funerale di mia madre” al che gli ho risposto
    “avessi saputo, ci andavo io al tuo psto”
    Si Busi ha provato a farmi fare mostre di artisti da lui scoperti, tra cui l’incolpevole Fabio Romano per il cui lavoro ho avuto una lunga conversazione scritta con Busi, che, devo dire, è stato gradevolmente paziente e non mi ha nemmeno troppo insultato.
    Anche Busi ha un cuore.lui sa scrivere bene, anche se la sua scrittura sapiente mi da fastidio.
    ma il castello che ci azzecca?
    MAURIZIO
    artista povero ma bello, cerrto ma era detto in senso ironico, anzi al contrario, nella vulgata, van gogh, l’eroe che non ha mai venduto niente, funge da alibi. No lo dicevo proprio nell’altro senso.
    tanto è vero che io “lavoro” con artisti ricchi (anche)
    Poi un paio di bravo! per il docesano.
    io penso che avete assistito ad un ‘comizio’ che non dimenticherete facilmente.
    comunque uno può sempre andare a sentire parlare Labolani o Romele Giuseppe, se preferisce.
    adesso silenzio, si vota.
    questa sera ero a cena con 50 persone tutte rigorosamente di destra. non credo di essere distante dalla verità se dico che almeno 40 mi votano.
    fatelo anche voi, ne vedrete dele belle.
    e comunque non resteremo nei confini della città.
    voglio che ne parlino anche fuori le mura, magari a Basilea tra poco facciamo un Brescia day,, opppure Brescia dài…
    buona fortuna (per Voi) se arrivo io cambio le carte in tavola. altrimenti lasceremo ll vecchio gioco, e io continuerò a fare il mio mestiere, a coltivare le mie perversioni, come mi ha detto Busi un giorno.
    e ne aveva ben donde.
    adiòs.
    mm

  • rasoio elettrico

    il riferimento al castello era solo un auspicio alla valorizzazione artistica di quei giardini un po’ abbandonati, che so… farli divenire parchi delle sculture o altro… con opere pubbliche di qualità.

    In bocca al lupo, confermo il mio voto!

  • Ottimo articolo, ne faro’ un punto di riferimento, chissa’ che quanto letto non possa aiutare anche me.