La rosa del Turner Prize. Laure Prouvost, Tino Sehgal, David Shrigley, Lynette Yiadom-Boakye: quartetto eterogeneo, tra pittura, disegno, video, performance. A dicembre il vincitore

Prouvost, Sehgal, Shrigley, Yiadom-Boakye. È questo il poker d’assi del Turner Prize, edizione 2013, come annunciato oggi dalla Tate Britain. Uno tra i maggiori art prize al mondo, per prestigio e incidenza sul percorso professionale dei selezionati, il Turner, istituito nel 1984, nasce per premiare e valorizzare artisti britannici sotto i cinquanta che si siano […]

Lynette Yiadom Boakye, Politics, 2005, olio su tela, 183 x 168 cm

Prouvost, Sehgal, Shrigley, Yiadom-Boakye. È questo il poker d’assi del Turner Prize, edizione 2013, come annunciato oggi dalla Tate Britain. Uno tra i maggiori art prize al mondo, per prestigio e incidenza sul percorso professionale dei selezionati, il Turner, istituito nel 1984, nasce per premiare e valorizzare artisti britannici sotto i cinquanta che si siano distinti per grossi progetti internazionali nei dodici mesi precedenti  le valutazioni. Ed ecco le motivazioni che hanno indotto la giuria a scegliere i quattro artisti di quest’anno. Laure Prouvost, la cui ricerca si concentra sul linguaggio cinematografico e sull’installazione,  si è distinta per il suo nuovo lavoro, Wantee,  commissionato da Grizedale Arts, per l’inclusione in Schwitters in Britain, mostra in corso alla Tate Britain che celebra il periodo britannico del grande Kurt Schwitters, e per la sua residenza in Italia, con tanto di progetto site specific, offerta dal premio Max Mara Art for Women, in collaborazione con la Whitechapel Gallery.

David Shrigley, Don’t make wild promises which you can’t keep, 2004
David Shrigley, Don’t make wild promises which you can’t keep, 2004

Tino Seghal, ormai una star celebrata in tutto il mondo per il suo approccio assolutamente inedito agli spazi, ai linguaggi, alle stesse dinamiche dell’art system, nonché per la capacità sorprendente di coinvolgere il pubblico nelle sue azioni, vanta la recente e intensa partecipazione a dOCUMENTA (13) e il suo intervento, altrettanto radicale, per la Turbine Hall della Tate Modern.
Di David Shrigley ha convinto la mostra personale alla Hayward Gallery, in cui emergeva quel suo tipico tratto cerebrale, condito di humour nero, ironia sottile e gusto per il macabro, declinato nei disegni, nella fotografia, nella scultura, nei film.  Lynette Yiadom-Boakye, infine, ha colpito per la mostra Extracts and Verses alla Chisenhale Gallery: una pittura colta, raffinata, apparentemente ispirata alla più tradizionale ritrattistica, che rivela in realtà un approccio fortemente contemporaneo, sia nella scelta dei soggetti – protagonisti di narrazioni immaginarie – che nella gestione dello spazio, del gesto, del colore.
I quattro si contenderanno il primo premio di £ 25.000, ma tre  gettoni da £ 5.000 saranno comunque garantiti agli altri finalisti. Il Turner si celebrerà quest’anno a Ebrington Square, nella città di Derry-Londonderry, come parte del programma di UK City of Culture 2013; il vincitore sarà annunciato durante una cerimonia di premiazione il prossimo 2 dicembre.

–          Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.