Milano Updates: il sipario si alza domani, ma un paio di immagini ve le anticipiamo: fervono i preparativi a MiArt, tra le futuribili aree comuni e gli stand in fase di allestimento

Sarà che è l’annata del Duca Bianco, tra nuovo album e mostra al Victoria & Albert, ma la futuribile biglietteria del MiArt griffato Mousse riporta alla mente le immagini dei tempi di Aladdin Sane. Prima passeggiata tra i padiglioni in fase di allestimento e prima fotogallery: ci piace il nido in lamiera plastica ondulata che accoglie […]

La biglietteria di MiART

Sarà che è l’annata del Duca Bianco, tra nuovo album e mostra al Victoria & Albert, ma la futuribile biglietteria del MiArt griffato Mousse riporta alla mente le immagini dei tempi di Aladdin Sane. Prima passeggiata tra i padiglioni in fase di allestimento e prima fotogallery: ci piace il nido in lamiera plastica ondulata che accoglie l’area talk, proprio vicino allo spazio per l’editoria – si sa che i giornalisti hanno il sedere pesante; e ci piace che proprio quest’area sia arrangiata stile open-space, fuori dalla logica dello stand cubicolo. Sbirciando tra gli espositori non puoi non notare il mega stand di Continua e la frizzante wunderkammer Moroso, che replica per eclettismo l’allestimento che la Triennale ha già dedicato a suo tempo all’azienda. A proposito di allestimenti: bello il tavolo da ufficio vintage scelto da Thomas Brambilla, cattedra di metallo da soviet che si sposa benissimo con le opere di Revoir, Anastasi e Giaconia. In fase di messa a punto l’area THENow, dove la curatela di Andrew Bonacina propone incontri più o meno curiosi tra artisti di più generazioni: ottimo il binomio tra Goshka Macuga e Miroslav Tichy, con l’ironico omaggio dell’artista polacca a Carl Marx. E lo stand di Artribune? Già, pronto ovviamente, con tanto di spazio relax, lettura e chiacchiere…

Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • jacopo trivelli

    ma di San Paolo vi siete dimenticati? nessuno di Artribune parla della fiera più importante del Sud America? Forse, visto il fermento di una fiera che rappresenta il futuro, varrebbe la pena mandare qualcuno e spendere due parole…. Tanto si sa che Milano è morta, l’Italia è morta (per ora)….e Miart in questo contesto non ha chance