Il Paradiso sulla Terra? È il Louvre. Tutto pronto a Parigi per il “Contrepoint” di Michelangelo Pistoletto: ecco le prime immagini

Sala della Maquette, Dipartimento dei Dipinti, Dipartimento di Antichità orientali, Dipartimento di Antichità greche, etrusche e romane, Giardino delle Tuleries. Tutto un museo, anzi tutto il più importante e visitato museo al mondo, si apre alle opere e alle installazioni di Michelangelo Pistoletto: è con lui che il Louvre inaugura un nuovo ciclo di Contrepoints, […]

Michelangelo Pistoletto al Louvre - Terzo Paradiso - obelisco

Sala della Maquette, Dipartimento dei Dipinti, Dipartimento di Antichità orientali, Dipartimento di Antichità greche, etrusche e romane, Giardino delle Tuleries. Tutto un museo, anzi tutto il più importante e visitato museo al mondo, si apre alle opere e alle installazioni di Michelangelo Pistoletto: è con lui che il Louvre inaugura un nuovo ciclo di Contrepoints, le mostre che da qualche anno dedica ad artisti contemporanei.
Dai primi Quadri specchianti, alle ultime opere come The Mirror of Judgement o Il tempo del Giudizio, e poi diverse installazioni ideate per l’occasione: con una particolare attenzione al “passaggio ad una nuova era, quella di una trasformazione umana, sociale, culturale, politica, celebrata nel mondo intero il 21 dicembre 2012 per mezzo di diverse installazioni e performances”. E poi l’installazione interattiva ideata e realizzata da Cittadellarte – Fondazione Pistoletto in collaborazione con Studio Azzurro, che immerge il visitatore del Musée – è esposta presso il Louvre Medieval – negli spazi e nel contesto di questo “laboratorio di arte e vita”.
La mostra parigina – titolo Année1 – Le Paradis sur Terre – sarà arricchita da un ampio programma di incontri con i diversi servizi educativi e culturali, oltre a dibattiti e performances presso l’auditorium e nel giardino delle Tuileries. Apertura al pubblico domani, 25 aprile, fino al prossimo 2 settembre: ma nella gallery vi facciamo dare un’occhiata alle installazioni pronte per l’opening…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Angelov

    Il più geniale Straccivendolo al mondo, non poteva che essere italiano…

  • Pistoletto pesantemente sopravalutato, ottimo intessitore di pubbliche relazioni anche e sopratutto grazie alla felice intuizione (per lui) della fondazione università delle idee (di cui non si capisce la funzione se non attrarre finanziamenti per borse di studio che poi vengono reinvestiti negli studenti in minima parte). Le teorie del terzo paradiso sono da setta anni 70, con teorie che di un ingenuità e una banalità soffocanti. Basta vedere la recente retrospettiva al Maxxi di Roma..una continua forzatura, con opere debolissime e anche storicamente ritardatarie rispetto al nuveau realisme francese. Ma complimenti per le pubbliche relazioni e per il luogo. Oggi la materia delle opere è questo: raggi che come relazioni tra punti incontrano un luogo, e quindi uno standard, una sorta di vuoto (…plays…, Varsavia 2013/Kremlino project).

  • Credo che l’opera di Michelangelo Pistoletto sia fortemente sopravvalutata. Quanto meno perchè non esiste mai un’analisi critica dell’opera che possa argomentare luci ed ombre. La recente retrospettiva al Maxxi presentava opere deboli, forse sarebbe bastato il metro cubo di infinito. Questa intoccabilità critica è un tabù che si riflette nell’incapacità critica che vediamo anche fuori dal mondo dell’arte. Il concetto del Terzo Paradiso è lacunoso e poco chiaro; viene accettata una teoria e una simbologia che richiama quella di una setta, ma in modo più svogliato e prevedibile. Non si capisce quale sia l’obbiettivo di questa collaborazione tra “tante persone” e “tanti soggetti”..sembra una retorica fine a se stessa. La retorica del “fare di gruppo”, quando in realtà permane monolitica la sola presenza di Pistoletto. Credo che Pistoletto goda di ottime pubbliche relazioni, intrecciate sapientemente negli anni; anche attraverso la felice intuizione della Fondazione (felice per la sua carriera) che attira molti, ma molti, più denari di quanti ne investe negli studenti. Studenti che passano ogni anno e poi spariscono come fossero tronchetti sacrificali per il fuoco del “maestro”.