Hollande manovratore, Filippetti femminista e il “terzo uomo”. Francia col fiato sospeso per la scelta del futuro direttore del Louvre: la soluzione il 9 aprile

Se l’Italia è dilaniata dalle tensioni per l’assoluta incertezza sugli esiti di questioni centrali come il nuovo Premier ed il nuovo Presidente della Repubblica, anche la Francia vive questi giorni di inizio Primavera in un clima di sospensione e attesa. E non è detto che le tensioni che corrono più o meno sotterranee siano di […]

Il Louvre

Se l’Italia è dilaniata dalle tensioni per l’assoluta incertezza sugli esiti di questioni centrali come il nuovo Premier ed il nuovo Presidente della Repubblica, anche la Francia vive questi giorni di inizio Primavera in un clima di sospensione e attesa. E non è detto che le tensioni che corrono più o meno sotterranee siano di minore intensità: in ballo c’è la poltrona di direttore del più importante museo del globo, quel Louvre che si è confermato nel 2012 il più visitato al mondo, con quasi 10 milioni di ingressi.
Tensioni testimoniate dai protagonisti che scendono in campo: addirittura il presidente François Hollande, che nei giorni scorsi si è incontrato con il “re sole” Henri Loyrette, che il 14 aprile lascerà la direzione dopo 12 anni. E – non si sa se in seguito all’incontro o meno – è spuntato un nuovo candidato nella corsa, che pareva dovesse limitarsi ad un paso doble: Laurent Le Bon, curatore d’arte moderna al Centre Pompidou di Metz. Sarà lui il “terzo uomo”, per tanti giorni restato misterioso, che potrebbe andare a rompere le uova nel paniere ai due che erano rimasti in corsa dopo la prima selezione: ovvero Sylvie Ramond, direttrice del Musée des beaux-arts de Lyon dal 2004, e Jean-Luc Martinez, direttore del dipartimento delle Antichità greche, etrusche e romane dello stesso Louvre.
La soluzione dell’enigma? Il 9 aprile, quando una cerimonia alla quale dovrebbero partecipare Hollande e il ministro Aurélie Filippetti sancirà il successore di Loyrette. Intanto fervono le “consultazioni”: ma pare che la ministra “italiana” non nasconda il suo sogno di vedere una donna a capo di una così importante istituzione…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.