E a New York è di scena la fotografia con AIPAD. Fra August Sander e Ansel Adams, in un panorama assai americano e assai storicizzato, alla fiera spunta qualche nome forte italiano: ecco la fotogallery…

Park Avenue Armory, New York. Ha aperto i battenti AIPAD Photography Show, evento fieristico che affianca la photography week newyorkese, in corso da ieri, 4 aprile, fino a domenica 7. Collezionisti e visitatori di ogni sorta possono accedere ai padiglioni delle ottantadue gallerie dell’Association of International Photography Art Dealers (AIPAD, appunto). Primo giro d’impressioni. Un’edizione […]

New York, AIPAD 2013

Park Avenue Armory, New York. Ha aperto i battenti AIPAD Photography Show, evento fieristico che affianca la photography week newyorkese, in corso da ieri, 4 aprile, fino a domenica 7. Collezionisti e visitatori di ogni sorta possono accedere ai padiglioni delle ottantadue gallerie dell’Association of International Photography Art Dealers (AIPAD, appunto).
Primo giro d’impressioni. Un’edizione superconservatrice che punta tutto sui maestri essenzialmente americani tra gli anni Trenta e Settanta del secolo che fu. Qualche piccolo, necessario margine di divagazione si apre verso la fotografia del XIX secolo e verso gli artisti viventi. I fotografi americani, s’è detto, mangiano il grosso della torta, non più di cinque o sei i nomi italiani, ad esempio, intercettati nelle prime ore. Non manca poi qualche malinconico “anonimo italiano” in tinte seppia.

New York, AIPAD 2013
New York, AIPAD 2013

Le gallerie che battono bandiera stelle e strisce sono l’80%, di queste il 53% ha sede a New York. Su un totale di ottantadue, le gallerie internazionali sono sedici, nove europee – tre gallerie ciascuna per Germania e Inghilterra, e una galleria per Francia, Belgio e Austria. Le orientali fanno rima con Cina e Giappone, con due gallerie per Paese. Fanno la parte degli outsider la Stephen Bulger, con base a Toronto, e l’israeliana Vision Neil Folberg.
Il range dei prezzi è molto elastico, la tendenza insiste però sulle opere che si situano nella forbice tra i 10mila e i 20mila dollari. Poche le gallerie-mercatino – le più divertenti – e pochissime le cifre a cinque zeri.

New York, AIPAD 2013
New York, AIPAD 2013

Per la storicissima foto di August Sander Three Farmers on Way to Dance (1929) (nella foto, in alto a destra), bastano $10.000. Le opere di Ansel Adams sono invece le ammiraglie delle vendite, Moon and Half Dome (1964) – al centro della foto – sfiora i $50.000.

New York, AIPAD 2013
New York, AIPAD 2013

Da Vision Neil Folberg Gallery questo Menendhall Glacier, Alaska (1973) firmato Brett Weston vale $14.000. Con $9.500 si riscatta da Catherine Couturier un sempre eccellente Robert Doisneau, nella foto a sinistra, con La Dame Indignee (1948/1956).

New York, AIPAD 2013
New York, AIPAD 2013

Ancora classici. Per questo irresistibile scatto di Diane Arbus (Child Teasing Another, 1960) – foto sulla destra – bisogna scrivere sul libretto degli assegni $23.000. Decisamente più abbordabile, per chi può, lo splendido ritratto di Georgia O’Keeffe (1956) a firma di Yousef Karsh, $11.000 da Scheinbaum&Russek.

New York, AIPAD 2013
New York, AIPAD 2013

Per la serie Ritratti, poter appendere in salotto il volto di Abraham Lincoln nella foto di Alexader Hesler (sulla destra) potrebbe essere uno sfizio per pochi, almeno per tutti quelli che se la sentono di investire $30.0000 in una fotografia, seppur del Presidente. Ma sono spiccioli; è la Galerie Johannes Faber di Vienna a registrare i vertici delle quotazioni (foto sulla sinistra), lo sguardo intenso del compositore tedesco Richard Strauss (1904) vale, tenersi forte, $540.000. D’altronde porta la firma di Edward Steichen.

New York, AIPAD 2013
New York, AIPAD 2013

Piccoli investimenti per collezionisti sbarbati. Le opere recenti di Pentti Sammallahti in piccolo formato si aggirano sui $1.000, e con $90 ti porti a casa anche la cornice.

New York, AIPAD 2013
New York, AIPAD 2013

Gli italiani, rarissimi in questa edizione di AIPAD, tengono botta con Mario Giacomelli (sulla sinistra), Nino Migliori (sulla destra) e le grandi stampe di Massimo Vitali, tra l’altro uno dei pochi tocchi di colore fra tanto bianco e nero. Per un estratto dalla serie Io non mani che mi accarezzino il volto (anni ‘80) del fotografo di Senigallia si superano i $10.000, per lo storico Il Tuffatore (1951) di Migliori ce la si cava con $4.750.

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Colore vuol dire giovane, almeno dentro il Park Avenue Armory. Il lavoro dell’americano Alec Soth Michelle, Rome del 2011 (foto in alto) arriva a $13.000. Bisogna più che triplicare la cifra per questo Female Nude (foto in basso) del celebratissimo e patinatissimo Nobuyoshi Araki.

– Luca Labanca