David Bowie addicted? Arriva a Londra il concept store per i fan sfegatati. Gadget, memorabilia, riviste, trucchi, costumi: una collaborazione tra Selfridges e il V&A

David Bowie is all yours porta i fan del Duca Bianco nel cuore della Londra dello shopping, tra i corridoio del grande magazzino di lusso Selfridges, che in collaborazione con il Victoria & Albert Museum ha messo su un concept store interamente dedicato alla camaleontica rockstar. In contemporanea con la grande mostra al V&A, sold […]

Selfridges, Londra - David Bowie concept store

David Bowie is all yours porta i fan del Duca Bianco nel cuore della Londra dello shopping, tra i corridoio del grande magazzino di lusso Selfridges, che in collaborazione con il Victoria & Albert Museum ha messo su un concept store interamente dedicato alla camaleontica rockstar. In contemporanea con la grande mostra al V&A, sold out fino ad agosto, a chi non si accontenta dell’esperienza espositiva e vuole avere un pezzettino di Bowie a casa, Selfriges offre una vasta scelta. Portafoglio pieno permettendo.
Accanto al classico merchandising, chicche irresistibili, degna di una vera mecca per collezionisti. Ci sono le riviste d’epoca dedicate a Bowie di Idea Books, le foto di Brian Duffy per la copertina di Aladdin Sane (1973), oltre a una selezione curata da Decades con abiti creati da stilisti di fama internazionale, che si sono lasciati ispirare da Bowie: da Gianni Versace a Yves-Saint Laurent, da Dior ad Gucci, da Vivienne Westwood a Alexander Mc Queen.

Selfridges, Londra - David Bowie concept store
Selfridges, Londra – David Bowie concept store

E poi presenta gadgets che rispecchiano le intersezioni tra arte e moda, performance e teatro, musica e sperimentazione, tipiche del Bowie world. Mentre per chi volesse calarsi ancora di più tra le suggestioni più fashion legate al mito singer britannico, Illamasqua offre diverse combinazioni di make up, per ricreare i leggendari volti di Bowie, a casa o con l’aiuto di un esperto. Del resto, proprio il trucco è sempre stato uno strumento di trasformazione fondamentale per i molti alter ego della rockstar, che tanto scandalizzava i puritani dell’epoca e che, come mostra un video esposto al V&A, si concedeva un make up artist personale per farsi dipingere le unghie d’argento. Dandy per vocazione.

– Roberta Minnucci 

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Roberta Minnucci
Si laurea in Lettere all’Università di Bologna con una tesi in Fenomenologia dell’arte contemporanea. Durante gli studi trascorre un anno all’estero all’Université Le Mirail di Toulouse (Francia) e a Bologna svolge un tirocinio nella Fondazione Federico Zeri ed un altro nella Galleria d’Arte Maggiore. Nel 2011 collabora con la Fondazione-Museo Pino Pascali in occasione della mostra dedicata a Bertozzi & Casoni, vincitori del premio. Successivamente trascorre un periodo nella Southampton City Art Gallery (Southampton, UK), dove cura la mostra dal titolo “Red: A Coloured Sensation”. Si trasferisce poi a Londra, dove si trova tutt’ora. Scrive per Segno ed Artribune.