Chi vuol esser direttore (di Rivoli)? A meno di un mese dalla scadenza del bando, si infittisce il totocandidato: e intanto la Regione sblocca i fondi per la cultura

Scade il 21 maggio il termine per proporre la propria candidatura. Il posto è per dirigere il Castello di Rivoli, nientemeno. Al momento, dopo che il condirettore Andrea Bellini si è trasferito a Ginevra, a capo del museo c’è Beatrice Merz. Che non è escluso – come emerge dall’intervista che Artribune ha pubblicato qualche giorno […]

Il Castello di Rivoli

Scade il 21 maggio il termine per proporre la propria candidatura. Il posto è per dirigere il Castello di Rivoli, nientemeno. Al momento, dopo che il condirettore Andrea Bellini si è trasferito a Ginevra, a capo del museo c’è Beatrice Merz. Che non è escluso – come emerge dall’intervista che Artribune ha pubblicato qualche giorno fa – si ricandidi per un secondo mandato triennale.
Ma prima di cominciare a tastare il terreno delle candidature ufficiose (perché di plichi al Castello pare non ne siano ancora arrivati), sarà il caso di dare uno sguardo al bando. Dove i requisiti richiesti sono quelli dello storico e del curatore, sia delle attività temporanee che della collezione, la capacità di fare network con i propri omologhi e con coloro che “possono contribuire al raggiungimento degli scopi associativi”, ma anche – “considerato il particolare contesto economico finanziario” – una serie di skill di natura economica: leggasi trovare fondi. Della durata triennale s’è detto; quanto al compenso, sono 90mila euro annui (lordi, s’intende) e, a partire dal secondo anno, fino a ulteriori 20mila se si raggiungono gli obiettivi. Fra i requisiti minimi, due dati: non è necessario aver già diretto un museo, poiché “basta” avere un’esperienza di almeno cinque anni, anche come freelance; e occorre parlare inglese e italiano, il che taglia di netto la possibilità di partecipare al concorso da parte di molti stranieri. Esito reso pubblico entro il 30 giugno, dopo la valutazione di una commissione i cui membri (“fino a cinque”) per ora non sono noti.
E veniamo al toto-direttore. Un secondo mandato di Beatrice Merz avrebbe il sapore di quello richiesto in questi giorni al Presidente della Repubblica, ma – al posto della nuova legge elettorale – a Torino servirebbe a traghettare il museo verso la ormai celeberrima super-fondazione, che lo riunirebbe alla GAM e ad Artissima. Per restare in area piemontese, stupirebbe che non partecipassero due figure come Luca Beatrice e Guido Curto, i quali hanno entrambi mosso critiche importanti alla gestione del museo negli ultimi anni e che a questo punto avrebbero la possibilità di mostrare la bontà delle proprie alternative (in soldoni: più pop nel primo caso, più centro culturale e volano con l’Accademia nel secondo). Sicura la partecipazione di Andrea Bruciati, reduce dall’esperienza della Civica di Monfalcone, mentre fra gli occupati che stanno facendo un pensierino alla ricollocazione ci sarebbero Ludovico Pratesi (il quale è fra l’altro vicepresidente dell’Amaci, diretto da Beatrice Merz) e Gianfranco Maraniello.
Situazione che è dunque ancora molto fluida. C’è però una buona notizia che potrebbe smuovere qualche indeciso: questa mattina si è riunito il CdA del museo, che ha approvato il bilancio del 2012 e il previsionale aprile/giugno 2013. E la Regione ha sbloccato i fondi per la cultura, ovvero 46 milioni di euro. Nulla di clamoroso, ma “considerato il particolare contesto economico finanziario”…

www.castellodirivoli.org/bando-nuovo-direttor/

  • Anna Daneri

    Qualcuno può spiegare perché il bando “internazionale” per la direzione del più importante museo d’arte contemporanea italiano è solo in lingua italiana e perché non sia stato annunciato, almeno su e-flux, come è avvenuto anche per le ultime mostre in corso a Rivoli? Mi sembra surreale, quantomeno. Se qualcuno dall’estero venisse a sapere del concorso, dovrebbe ingegnarsi per farselo tradurre, magari usando google…. http://www.castellodirivoli.org/bando-nuovo-direttor/?lang=en

  • Claudio Cravero

    Anna solleva una questione irrisolta sulla quale non so se, chi di competenza, risponderà.
    Inoltre, a parte la lingua (dettaglio certamente non irrilevante che va ad esclusione di tutta una fetta di possibili e “papabili” direttori stranieri), credo che ci sia anche da considerare l’assenza totale di un’indicazione, anche solo approssimativa, circa le risorse a disposizione. In qualsiasi altro bando per direttore museale di natura simile, specie in istituzioni straniere, è dichiarato in fase di application il budget a disposizione al quale l’ “applicant” deve fare riferimento per articolare un programma di massima.
    Ma anche questa rimarrà una questione aperta.