Arte urbana per riflettere con ironia sul senso della crisi economica. Per le strade del centro di Barcellona spuntano le mani in gesso del progetto “Hands”

Una sintesi leggera e divertente per ricordare che la crisi economica è fatta prima di tutto dalle piccole difficoltà del quotidiano. E se la quotidianità si consuma per strada, nessun luogo come il centro urbano poteva essere più adatto a esprimere il disagio della cittadinanza. Il traffico pedonale di Barcellona si imbatte così in Hands, […]

Hands, Octavi Serra, Mateu Paugarcia, Daniell Lugany

Una sintesi leggera e divertente per ricordare che la crisi economica è fatta prima di tutto dalle piccole difficoltà del quotidiano. E se la quotidianità si consuma per strada, nessun luogo come il centro urbano poteva essere più adatto a esprimere il disagio della cittadinanza. Il traffico pedonale di Barcellona si imbatte così in Hands, una serie di mani a grandezza naturale che spuntano senza criterio da muri, bancomat o saracinesche di negozi: mani senza corpo, o forse con un corpo qualunque, che stringe minacciosamente cappi e corde, o che regge un cartello con su scritto “help Spain“, oppure ancora che cerca monete dentro le cabine telefoniche.
Il progetto è presentato da un video, in cui le immagini dei principali telegiornali del mondo ricordano le odierne difficoltà economiche della Spagna: dalle spaventose cifre relative al tasso di disoccupazione alle manifestazioni, dagli indignados alle principali azioni del governo o della Comunità Europea. Dopo la sequenza sulla “crisi secondo i media”, il video torna alla realtà di tutti i giorni, aalle strade del centro di Barcellona, alla Pedrera di Gaudí e alla Plaza Catalunya. Octavi Serra, Mateu Targa, Daniel Llugany e Pau Garcia sono i giovanissimi artisti catalani che hanno dato vita all’iniziativa, a cui tutti i media spagnoli hanno dedicato larga attenzione.

– Enrichetta Cardinale Ciccotti

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Enrichetta Cardinale Ciccotti
Enrichetta Cardinale Ciccotti (Napoli 1986, vive a Barcellona). Storica dell’arte, generazione erasmus. Per evitare la tanta agoniata sindrome post-erasmus ha fatto una serie di giri, ma dall'estero non è più tornata. Dopo le ricerche per tesi a Monaco di Baviera si è trasferita a Barcellona per studiare exhibition design. In Spagna ha collaborato per la galleria masART, la fiera d’arte contemporanea SWAB e l’Istituto di Cultura Italiana. Si occupa di stampa internazionale, contenuti web e social media per eventi culturali e portali. Collabora per il Sónar Advanced Music and New Media Art Festival. Scrive per Artribune dal 2012.