Werner Herzog, Riccardo Muti e… Giuseppe Verdi. Insieme a Roma per l’allestimento de “I due Foscari” al Teatro dell’Opera: intanto vi raccontiamo la presentazione

Il foyer del Teatro dell’Opera di Roma è un posto di sogno. Nonostante a Roma siano giornate splendide, qui il sole non entra. Luci basse illuminano quanto basta i costumi usati per le opere del passato che stanno rigidi su manichini addormentati. Gente di tutti i tipo siede su seggioline di plastica, e fissa la […]

Il foyer del Teatro dell’Opera di Roma è un posto di sogno. Nonostante a Roma siano giornate splendide, qui il sole non entra. Luci basse illuminano quanto basta i costumi usati per le opere del passato che stanno rigidi su manichini addormentati. Gente di tutti i tipo siede su seggioline di plastica, e fissa la proiezione di luce bianca sullo schermo, in attesa di qualche immagine. Dopo un’attesa né troppo breve né troppo lunga fa il suo ingresso dal fondo della sala Werner Herzog. I manichini si destano per un attimo e salutano ognuno a suo modo.
L’incontro aperto al pubblico dovrebbe essere la presentazione della sua regia de I due Foscari di Giuseppe Verdi, che torna al Teatro dell’Opera dopo oltre dieci anni di assenza. Si tratta della seconda delle tre opere dedicate a Verdi dal Teatro lirico capitolino, in occasione del bicentenario della nascita del compositore. A dirigere l’orchestra torna il maestro Riccardo Muti, direttore onorario del Teatro dell’Opera oltre che acclamato interprete verdiano. Herzog e Muti hanno già lavorato insieme. Nel 1992 alla Scala, in occasione della Donna del lago di Rossini e nel 1999 con il Fidelio di Beethoven. Dopo alcune parole di riscaldamento sul libretto, e dopo aver visto alcune immagini delle imponenti nuove scenografie, la conversazione prende vita e si muove in modo naturale sul rapporto tra il grande regista, la musica e il suo cinema, in cui a volte la musica crea le immagini e altre volte invece è creata dalle immagini.
Gli aneddoti si sovrappongono alle proiezioni dei clip che Herzog ha deciso di regalare agli intervenuti. Si parla del suo rapporto con l’opera, delle disavventure avvenute durante la realizzazione di Fitzcarraldo, dei suoi scherzi al maestro Muti, di come nel 1986 fu convinto dallo staff del teatro comunale di Bologna a lavorare alla regia del Doktor Faustus di Ferruccio Busoni. Poi alcune immagini dall’Ignoto spazio profondo con le straordinarie musiche di Mola Sylla con Concordu e Tenore de Orosei. La prima del nuovo allestimento del Teatro dell’Opera è in programma mercoledì 6 marzo alle 20. Alla stessa ora le repliche di venerdì 8, martedì 12 e giovedì 14 marzo. Domenica 10 lo spettacolo va in scena alle 16.30 e sabato 16 alle 18: su Artribune leggerete quanto prima la recensione, intanto qui trovate un po’ di immagini dell’incontro…

– Marco Annunziata

CONDIVIDI
Marco Annunziata
Marco Annunziata, nato e cresciuto a Firenze, vive e lavora tra Italia, California e Cina. E' laureato in Architettura con una specializzazione in comunicazione visiva. Le sue foto e i suoi articoli su arte, moda e lifestyle sono stati pubblicati da Vogue Italia, Time Out Beijing, Posi+tive Magazine, Rolling Stone Indonesia, Dossier Journal, GQ, Elitism, YHBHS, e altri.