Voglia di Salone. Milano scalda i muscoli e fa le prove generali con lo Zero Design festival, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica

Manca ormai meno di un mese al Salone del Mobile, l’Evento per eccellenza del design, e a Milano gli addetti al settore non stanno più letteralmente nella pelle. ZERO, che conosce il suo pubblico milanese, ha ben pensato di giocare d’anticipo per stuzzicare e stimolare l’attesa. L’hanno chiamato “riscaldamento” preparatorio, ma è stato un vero […]

Manca ormai meno di un mese al Salone del Mobile, l’Evento per eccellenza del design, e a Milano gli addetti al settore non stanno più letteralmente nella pelle. ZERO, che conosce il suo pubblico milanese, ha ben pensato di giocare d’anticipo per stuzzicare e stimolare l’attesa. L’hanno chiamato “riscaldamento” preparatorio, ma è stato un vero e proprio assaggio in formato maratona, lo Zero Design festival, che dal 15 al 17 marzo ha invaso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano. É partito venerdì in maniera semiseria con Mai dire design, un quiz che ha visto coinvolti, come concorrenti, i redattori delle principali riviste di settore, da Abitare a Interni, Domus, At casa ed Elle Decor, sfidarsi sulle basi e le tendenze del design.
Si è proseguito sabato con le scuole di design, che durante la Student rumble pitch si sono battute a suon di “studenti” presentando i propri allievi di punta, e con Pr d’incanto, in cui le principali agenzie di pubbliche relazioni hanno cercato di piazzare con un’asta i prodotti dei loro clienti. E poi domenica una performance di Riccardo Blumer, e un ultimo gioco, Design al Kilo. Durante tutti i tre giorni si è poi svolto un laboratorio di idee con lo sponsor Red Bull, in cui quattro designer capitanavano altrettante squadre per aggiudicarsi un prodotto appositamente pensato per il marchio. Già il primo giorno ha visto un’affluenza record, presenti quasi tutti gli addetti al settore, studenti e una gran folla di pubblico.

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.