Sardegna Abbandonata: un archivio online e poi un film, tutto in crowdfunding. Racconti della solitudine, esplorando luoghi derelitti dell’isola

Luoghi fatti di ruderi, di memorie e silenzio; spazi disabitati, sommersi da una vegetazione imperante e dall’oblio: saranno questi i protagonisti inconsueti del film che Sardegna Abbandonata sta iniziando a girare proprio in questi giorni, dopo aver concluso con successo la sua raccolta fondi su produzionidalbasso.it – l’ormai noto sito italiano per il crowdfunding – […]

Sardegna Abbandonata - Fondazione Brigata Sassari

Luoghi fatti di ruderi, di memorie e silenzio; spazi disabitati, sommersi da una vegetazione imperante e dall’oblio: saranno questi i protagonisti inconsueti del film che Sardegna Abbandonata sta iniziando a girare proprio in questi giorni, dopo aver concluso con successo la sua raccolta fondi su produzionidalbasso.it – l’ormai noto sito italiano per il crowdfunding – raccogliendo 6mila euro a copertura delle spese di produzione. Ma cos’è Sardegna Abbandonata? Nato come archivio online per catalogare, mappare e raccontare villaggi minerari fantasma, vecchie ville che alludono a fasti passati, ciminiere spente e fabbriche arrugginite – tutti luoghi variamente dislocati in Sardegna – il progetto è diventato il punto di partenza per un film indipendente.

Lo spirito di denuncia nei confronti dell’incuria umana, elemento che ci si aspetterebbe da un’opera di questo genere,  è vago, se non assente:  sfogliando le pagine del sito la sensazione prevalente è quella di perdersi, di lasciarsi rapire dall’occhio di chi narra, un po’ cercatore di tesori, un po’ antropologo, un po’ esploratore. Ed è lo stesso sguardo che sembra di intravvedere nei brevi trailer di presentazione del progetto cinematografico. Quest’ultimo, definito dagli autori come un “documentario onirico”, sarà girato nei mesi a venire e alla fine approderà in rete, restando a disposizione di tutti. Un traguardo collettivo, letteralmente: un sogno per chi sta lavorando oggi alla realizzazione, ma anche una soddisfazione per chi, chi nel suo piccolo, con appena dieci euro ha dimostrato di crederci davvero.

– Marta Pettinau

www.sardegnaabbandonata.it

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.
  • L’eterno fascino della rovina, sempre presente in Occidente dalla lirica alessandrina a Poussin…
    Non possiamo non apprezzare progetti del genere, che permettono a tutti, in qualsiasi parte del mondo, di conoscere luoghi poco accessibili e poco noti.
    Ma non possiamo nemmeno evitare di pensare che la totale prevalenza dell’estetizzazione come l’assoluta mancanza di riflessioni sul PERCHE’ tali aree siano in tale stato non faccia che rinforzare i meccanismi (e i soggetti) che creano tali situazioni. Soggetti e meccanismi che sono anche gli stessi che poi si disinteressano totalmente del destino di tali luoghi o del loro recupero.
    Diciamo che è un buon inizio…

    http://www.facebook.com/SpaziDocili

  • ivan

    D’accordo su quello che dice il commento sopra, solo che se si leggono i testi nel sito le riflessioni non mancano, anzi. Mi sembra vada oltre l’estetica delle rovine, della decadenza, ecc. Anche se resta indubbiamente – ma proprio nelle intenzioni – un punto di partenza, una suggestione che deve stimolare la riflessione. In questo senso il sito stesso è arte.

  • tamara

    In un mondo che cambia velocemente come il nostro la responsabilità di chi progetta e propone gestione di spazi comune è di grande importanza.