Rivoligotlove, una social night al Castello di Rivoli. Protagonista è il pubblico, tra speaker corner, spettacoli e raccolta fondi per il Museo. Senza dimenticare i social network…

“Quando gli altri chiudono noi apriamo con ingresso gratuito”. È il claim di Rivoligotlove, ultima iniziativa del Castello di Rivoli, che punta a un sempre maggiore coinvolgimento del pubblico, oltre gli orari consueti di visita e oltre la tradizionale modalità di approccio alle collezioni, agli spazi, agli eventi. Un’iniziativa che arriva, con aria festosa, a […]

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Quando gli altri chiudono noi apriamo con ingresso gratuito”. È il claim di Rivoligotlove, ultima iniziativa del Castello di Rivoli, che punta a un sempre maggiore coinvolgimento del pubblico, oltre gli orari consueti di visita e oltre la tradizionale modalità di approccio alle collezioni, agli spazi, agli eventi. Un’iniziativa che arriva, con aria festosa, a spezzare la tensione del momento, dopo il grido d’allarme giunto dai lavoratori del Museo, stanchi di una situazione di impasse politico, amministrativo, finanziario. Tempi duri, anche per i migliori realtà culturali del Paese. Ma nel frattempo di lavora, si fa resistenza e si continua a intercettare pubblico, interpretando il bisogno di coinvolgimento che arriva dal basso. Forse un modo per ribadire quanto conti, anche nella gestione di micro spazi di socializzazione, l’azione di un Museo d’arte contemporanea su un territorio.
Così, sabato 2 marzo, a partire dalle 19 e fino a notte inoltrata, Rivoli inaugura un appuntamento insolito, mai testato prima. La parola va al pubblico, che diventa protagonista di un percorso collettivo, attraverso gli ambienti della Residenza Sabauda. Qui, ognuno potrà scegliere a quale sezione del gioco prendere parte. Avendo, sempre e comunque, un ruolo attivo e un posto di fruitore-attore. C’è lo Speaker’s corner, dove chiunque si gode i suoi 5 minuti (esatti) di celebrità, salendo su un palco e cimentarsi al microfono: un discorso improvvisato, uno scritto autografo o un testo scelto in precedenza, da condividere col resto degli ospiti. C’è il Social cocktail non stop, dove con un’offerta minima di 5 euro si sostiene il museo: crowdfunding immediato e giocoso, giusto per qualche ora, per dare una mano alle attività di Rivoli.

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E per quelli che non rinunciano a godersi un momento di spettacolo, ci si fionda tra i suoni e le immagini del live set a cura di LÀ-BAS, in collaborazione con Paolo Leonardo, o tra le azioni/narrazioni del workshop-show “Il Castello dalle finestre che ridono“, a cura di Stalker Teatro. Infine, uno spazio anche per quelli con l’anima creativa, dove colorare il logo dell’account @rivolicast, un po’ alla maniera di Warhol, e portarselo appresso.
Nel mentre, su facebook e twitter si resta attivi, per continuare a incrementare la partecipazione, anche a distanza, anche virtualmente: sarà proprio il pubblico di Rivoligotlove a postare in rete, ovviamente in diretta, commenti sulla serata e scatti delle opere o delle sale preferite. Via libera dunque alle fotocamere di iPhone e smartphone, godendosi una serata nel segno della condivisione.
L’ultima opzione? Farsi semplicemente un giro per le aristocratiche sale del Castello e godersi tutta la bellezza che c’è, avvolti dalla magia del chiaro di luna e di un’insolita festa. Per un Museo fuoriorario, dall’anima social.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.