Quando le banche sono amiche dell’arte. Intesa Sanpaolo restaura opere dei musei pubblici, e presenta tutto nella mostra “Restituzioni”: quest’anno tappa a Napoli, qui ci sono le immagini

Che non sia un momento di grande popolarità per l’”oggetto” banca, non è una scoperta: è così da un bel po’, e probabilmente la sensazione è destinata a perdurare ancora. Questo – giustificato o meno che sia, ognuno fa le sue valutazioni – non dovrebbe incidere sul fatto che oggi siano molte banche a distinguersi […]

Che non sia un momento di grande popolarità per l’”oggetto” banca, non è una scoperta: è così da un bel po’, e probabilmente la sensazione è destinata a perdurare ancora. Questo – giustificato o meno che sia, ognuno fa le sue valutazioni – non dovrebbe incidere sul fatto che oggi siano molte banche a distinguersi per l’impegno a favore della diffusione e della conservazione del patrimonio storico-artistico. Uno dei casi simbolo in tal senso è – da un po’ di anni – il progetto Restituzioni, promosso dal gruppo Intesa Sanpaolo e giunto ora alla sua sedicesima edizione.
Il programma di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico pubblico stavolta si focalizza su Napoli, con una grande mostra delle opere d’arte restaurate nel biennio trascorso allestita al Museo di Capodimonte, alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano ed in altri luoghi d’arte della città. Il Busto-reliquiario di San Gennaro, ad esempio, restaurato nelle scorse edizioni del progetto, è esposto nella Sacrestia della Cappella del Tesoro senza paramenti sacri, ammirabile quindi in tutti i suoi dettagli di capolavoro dell’oreficeria francese dell’inizio del Trecento.
In totale 45 nuclei di opere d’arte, per un totale di oltre duecentocinquanta singoli manufatti: dal San Francesco in estasi di Jusepe de Ribera della Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, allo straordinario Trittico in alabastro con le Storie della Passione del Museo di Capodimonte, il cui restauro è stato ospitato all’interno del Laboratorio di restauro dello stesso museo. La mostra si apre al pubblico oggi, 23 marzo: ma nella gallery trovate già alcune immagini dalla preview…

www.restituzioni.com

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • anna valeriani

    pensavo di vedere le foto delle opere, o i particolari, invece ho visto una serie di mummie tronfie …………