Premio in diretta internet. Va allo spagnolo Joan Fontcuberta l’edizione 2013 del prestigioso Hasselblad International Award in Photography

Quel nome lo associate a qualità, perfezione, esclusività, ma anche a storia, museo, gloria passata? Per la prima parte avete mille ragioni, visto che la Hasselblad – di questo si parla – è “la” macchina fotografica per antonomasia, simbolo di non-plus-ultra nel settore. Basti pensare – ed è solo un esempio – che per le […]

Joan Fontcuberta (Foto Alex C)

Quel nome lo associate a qualità, perfezione, esclusività, ma anche a storia, museo, gloria passata? Per la prima parte avete mille ragioni, visto che la Hasselblad – di questo si parla – è “la” macchina fotografica per antonomasia, simbolo di non-plus-ultra nel settore. Basti pensare – ed è solo un esempio – che per le prime immagini dalla Luna, nel 1969, la NASA utilizzò una camera Hasselblad. Dove invece vi sbagliate è sulla seconda parte: perché l’azienda svedese non ne ha mai voluto sapere di essere relegata a “grande vecchia” della fotografia mondiale, restando sempre al passo con le innivazioni e le nuove tecnologie sui massimi livelli.
E una conferma, della disposizione techno, arriva dall’Hasselblad Award, prestigiosissimo premio assegnato annualmente dall’omonima fondazione basata a Göteborg: premio che – caso unico al mondo, a quanto ci risulti – viene “consegnato” in diretta web, con l’annuncio previsto sul sito della fondazione per una precisa ora. E per l’edizione 2013, questa ora è adesso: alle ore 11,30 del 7 marzo il riconoscimento – dotato peraltro di ben 110mila euro – è stato assegnato al fotografo catalano Joan Fontcuberta. “Uno dei più creativi fotografi contemporanei – si legge nelle motivazioni -, con all’attivo oltre trent’anni di impegno per indagare e mettere in discussione il mezzo fotografico. Il suo lavoro si distingue per gli originali e ludici approcci concettuali, che in particolare esplorano le convenzioni fotografiche e le diverse vie nella rappresentazione della realtà”. Fra i vincitori nelle ultime edizioni si contano nomi come quelli di Walid Raad, Sophie Calle, Robert Adams, Graciela Iturbide, Nan Goldin, Bernd & Hilla Becher, Jeff Wall, Hiroshi Sugimoto, Cindy Sherman.

www.hasselbladfoundation.org

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.