New York Updates: in aula, alla toilette, in cortile. Ma è una fiera d’arte: Spring Break Art Show “occupa” una scuola, e raccoglie fondi per il dopo-Sandy…

È una vecchia scuola del quartiere di Nolita la singolare cornice nella quale – nella frenetica settimana dell’Armory di New York – si svolge il vivace Spring Break Art Show. Impostata con una forte impronta curatoriale, l’esposizione si estende su tre piani di un colorato edificio, nel cortile del quale campeggia un lavoro emblematico dell’ormai […]

È una vecchia scuola del quartiere di Nolita la singolare cornice nella quale – nella frenetica settimana dell’Armory di New York – si svolge il vivace Spring Break Art Show. Impostata con una forte impronta curatoriale, l’esposizione si estende su tre piani di un colorato edificio, nel cortile del quale campeggia un lavoro emblematico dell’ormai noto JR (la sua street art in bianco e nero, fatta di foto di profili quanto mai diversi, affolla di recente sempre di più le pareti della grande mela).
L’argomento affrontato dagli artisti in questo secondo anno di Spring Fair è quello del Nuovo Misticismo (“New Mysticism”). Tanta videoarte, installazioni e opere prettamente di carattere figurativo si alternano in un percorso che inizia da un corridoio adornato dai lavori di Z-Behl (con la curatela di Ted Barrow), che ha lavorato per il film indipendente Beasts of the Southern Wild, e continua attraverso le numerose stanze, altri corridoi, e in tutto 20 classi (anche le toilette sono rese un’opera d’arte, con un’apocalittica installazione site specific), lungo le quali via via incontriamo Sarah Bereza (che rappresenta figure immerse in vividi mondi naturali), o Lita Albuquerque (con il video imperniato sulla ricerca delle relazioni dei corpi con lo spazio), o la messicana Melissa Goddy Nieto (che rende un’intera stanza, con l’uso di colori acrilici, il proprio “Templo”, meravigliosamente e dettagliatamente affrescato).

Uno spazio egregiamente orchestrato dai co-fondatori Andrew Gori e Ambre Kelly, dove il 10% del ricavato della vendita delle opere verrà devoluto alla NYFA Emergency Relief Fund and Arts in the Armed Forces (in sostegno degli artisti rimasti in qualche modo colpiti dall’uragano Sandy).

– Diana Di Nuzzo

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Diana Di Nuzzo
Scrive di Pop Surrealism e Lowbrow Art da tempo, e la sua passione per la cultura pop e underground l'ha portata a trasferirsi nella Grande Mela per conoscere da vicino il mondo delle gallerie dedicate e della Street Art. Qui trova pane per i suoi denti e tenta di fare la corrispondente all'estero cercando di dare voce a movimenti che in Italia restano ancora poco conosciuti. Appassionata di fumetti e toys di ogni epoca e tipo, è ormai ossessionata da Instagram e Facebook, al punto di averne fatto una semiprofessione. Nel campo delle arti visive predilige il mondo del figurativo e ha un debole per gli anni '80 e il suo universo di immagini trash, ipercolorate e molto spesso kawaii. Per il futuro confida di disintossicarsi dalla sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (di recente acuita da New York) e da quella dell'Analisi Semiotica.