Milano Updates: Affordable Art fair raccontata dalle gallerie straniere. Bassi i costi ma anche le vendite. E la qualità? Buona l’organizzazione, media quella degli stand

La presenza di gallerie straniere alla milanese Affordable Art Fair 2013 ha una sua consistenza: venticinque su settanta totali, molte provenienti da Francia e Spagna. Il loro parere riguardo a quest’edizione della fiera, che ancora fino a domenica 10 occuperà gli spazi di Superstudio Più, è diseguale. C’è chi lamenta, a dispetto di opere ritenute di buon […]

Milano, AAF 2013

La presenza di gallerie straniere alla milanese Affordable Art Fair 2013 ha una sua consistenza: venticinque su settanta totali, molte provenienti da Francia e Spagna. Il loro parere riguardo a quest’edizione della fiera, che ancora fino a domenica 10 occuperà gli spazi di Superstudio Più, è diseguale. C’è chi lamenta, a dispetto di opere ritenute di buon livello qualitativo, un’affluenza di curiosi più che di clienti e collezionisti: gli italiani sono più curiosi dei francesi, afferma un parigino. Insomma, pare che si venda poco rispetto allo scorso anno, e che si punti più su opere di tendenza, che non su artisti con un percorso solido e riconoscibile alle spalle.
Non manca chi sottolinea la professionalità organizzativa dello staff, tra cui Christine Bader Art Consultant, di Lugano: e se lo dicono due svizzeri c’è da fidarsi. Tra gli artisti più raffinati c’è Klaus Mülhäusser e lo stand si rivela uno fra quelli meno commerciali e meglio distinguibili da un supermarket. Poco più avanti, Monteoliveto Gallery (Nizza), in controtendenza, si dimostra soddisfatta delle vendite: vanno forte le opere di Gianmaria Giannetti e di alcune artiste coreane, come Bokyung Becky Kim.

Milano, AAF 2013
Milano, AAF 2013

Affollato lo stand della britannica Bleach Box (Cambridge), dove vanno a ruba le stampe firmate Richard Heeps; ma un occhio di riguardo lo meriterebbero anche le foto in bianco e nero di Samuel Field, che immortalano signori un po’ attempati stesi al sole. Da Alicia Rey (Madrid) spiccano gli artisti Silvia Lerìn e Tony Squance. Altra pittura che odori di pittura la si può trovare all’E5, lo stand di Villa del Arte: ancora una galleria iberica, ma stavolta di Barcelona, che sceglie le pennellate e gli accostamenti cromatici di Tomàs Sunyol.
La russa Odoevsky (Ekaterinburg), per la prima volta ad AAF Milano, reputa la città ospitante una buona piazza per il mercato dell’arte contemporanea, diversamente da quanto accade generalmente in Russia, dove ancora si sconta l’ostracismo del periodo comunista verso la ricerca e l’innovazione. Tra le rare partecipazioni extraeuropee, Retrospect giunge dall’Australia (Byron Bay): Carley Cornelissen e Jackson Thomas fra i nomi da appuntare.

– Lucia Grassiccia

 

  • massimo

    questa non è una fiera, quella esposta non è arte. smettetela di proporla come un evento internazionale imperdibile, e’ una bufula!
    quanto vi pagano per dare importanza a questa oscenità?

  • Laura

    Magari se nelle didascalie ci fossero anche i nomi degli autori delle opere…