Milano Updates: allo stand dell’Affordable Design Project pochi pezzi, grandi nomi e prezzi piccoli. Con un bel po’ di idee giovani e molto creative

L’angolo design di Affordable Art Fair sembra aver attirato parecchio l’attenzione dei media e dei collezionisti, tanto che già al primo giorno di AAF sono scomparsi sia lo Specchio stampato di Mimmo Paladino, venduto per soli mille euro, sia i Tavomatici del giovane Giacomo Mondini, crasi lessicale e reale tra tavolo e pneumatico: un oggetto […]

Carpe Diem , Divano Maria

L’angolo design di Affordable Art Fair sembra aver attirato parecchio l’attenzione dei media e dei collezionisti, tanto che già al primo giorno di AAF sono scomparsi sia lo Specchio stampato di Mimmo Paladino, venduto per soli mille euro, sia i Tavomatici del giovane Giacomo Mondini, crasi lessicale e reale tra tavolo e pneumatico: un oggetto che sta spopolando su internet e che è già un must-have per tutti gli affezionati del design. L’idea evocata da Mondini è quella di un ibrido semovente, che prelude a un futuro automatizzato e che parte, però, dal riciclo delle componenti dell’auto e del motore, ormai quasi appartenenti a un passato lontano ed ecologicamente insostenibile. Idea condivisa anche dalle Marmitte portatutto e Marmitte vaso, in cui fiori e oggetti del quotidiano alleggeriscono uno dei simboli per eccellenza dell’inquinamento, proponendone un utilizzo alternativo. Divertente anche l’allestimento a tema: le marmitte sono esposte su una mensola solcata da un lungo adesivo, a tracciare delle carreggiate stradali.

Giacomo Mondini, Marmitte vaso
Giacomo Mondini, Marmitte vaso

Altrettanto fortunata l’intuizione di Johnny Hermann, pseudonimo dell’artista milanese Mauro Savoldi, che propone qui i suoi Wooden Popsicles, ghiaccioli di legno chiaro, tutti diversi l’uno dall’altro, ispirati nostalgicamente all’Italia semplice del dopoguerra; alla base il concetto, giocato sulla contraddizione in termini, di una produzione industriale ma non standardizzata: cose da custodire gelosamente, come queste piccole sculture minimali, chiuse nei loro cofanetti.
Il tutto si può ammirare comodamente seduti sugli Sgabelli-Pugno, coordinati con un Tavolino-Pugno, del grande Cleto Munari, che coniuga la forza della mano chiusa con la delicatezza del cristallo.
Tra tanti bei pezzi di design, un po’ straniate sembrano le Modern Print di Gianfranco Chiavacci, magnifica pausa per gli occhi, tra astrazione e armonie concettuali. Poi, si ripiomba subito nel clima un po’ da sūq della fiera, che ci spinge a ritirarci nella lounge area, costellata di poltrone e divanetti della collettiva di designer Carpe Diem, quasi una versione metallica della storica “Poltrona Proust” di Alessandro Mendini.

– Giulio Dalvit

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Giulio Dalvit
Nato nel 1991 a Milano, ha studiato Lettere e si è laureato in Storia dell’arte moderna alla Statale di Milano. Ha collaborato anche con alcuni artisti alla realizzazione di mostre milanesi tra Palazzo Reale, il Museo del 900 e Palazzo Ducale a Genova. Ha scritto per Flash Art e, ora, Artribune. Sempre in sospeso tra l’antico e il contemporaneo, studia al Courtauld Institute a Londra, dove attualmente vive.