Milano Updates: “Get art, not fuel” invita la Affordable Art Fair. Campagna promozionale sui mezzi pubblici di Milano all’insegna dei consigli per gli acquisti; perché spendere denaro in arte è meglio della psicanalisi

Tutto non si può avere: i soldi sono pochi, la crisi morde e bisogna scegliere dove e come spendere. E per la sua campagna promozionale, allora, Affordable Art Fair punta alla sostanza: per farsi una cultura ci sono i musei, in fiera si va in primis per comprare; a maggior ragione se l’appuntamento è riservato […]

Affordable in metro

Tutto non si può avere: i soldi sono pochi, la crisi morde e bisogna scegliere dove e come spendere. E per la sua campagna promozionale, allora, Affordable Art Fair punta alla sostanza: per farsi una cultura ci sono i musei, in fiera si va in primis per comprare; a maggior ragione se l’appuntamento è riservato agli investitori minimi, con l’ormai assodato range di spesa che sta nella forchetta tra i cento e i cinquemila euro. La comunicazione, allora, non può non essere da supermarket chic; un filo comparativa. Parte la linea Get art , con il secondo termine di paragone a suggerire beni superflui ai quali è cosa buona e giusta preferire opere d’arte. Get art, not therapy: lo shopping, è noto, agisce al pari del cioccolato come felice stabilizzatore dell’umore; vuoi che acquistare un dipinto o una fotografia non valga una seduta di psicoterapia? Get art, not drugs non ha bisogno di commenti; Get art, not beauty: perché rifarsi il naso quando si può mettere quello che si ha nel mondo del contemporaneo? E l’elenco prosegue tra sport, adrenalina, sesso, felicità. Fino al Get art, not fuel che campeggia sui mezzi pubblici di mezza Milano: bici in spalla per il modello che invita a lasciare l’auto a casa e muoversi con tram e bus; la campagna viaggia tra pubblicità tabellare e commercial proiettati nelle stazioni della metro.

Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.