Look nuovo, prestigio immutato. Edizione numero ventisei per il TEFAF di Maastricht, l’Art Basel dell’antiquariato: dall’Italia arrivano in Olanda tredici espositori

Il tradizionale falcone è stato snellito e stilizzato nelle sue forme, con il preciso intento di accattivarsi un pubblico abituato al contemporaneo. Già, perché siamo a Maastricht, dove il TEFAF – superato ormai il quarto di secolo – si conferma con sempre maggior forza come fiera di riferimento per il settore antiquario a livello mondiale; ma da […]

Orazio Gentileschi - Riposo durante la fuga in Egitto, Galleria Cesare Lampronti

Il tradizionale falcone è stato snellito e stilizzato nelle sue forme, con il preciso intento di accattivarsi un pubblico abituato al contemporaneo. Già, perché siamo a Maastricht, dove il TEFAF – superato ormai il quarto di secolo – si conferma con sempre maggior forza come fiera di riferimento per il settore antiquario a livello mondiale; ma da queste parti già da qualche anno si sono resi conto dell’importanza, a livello strategico e comunicativo, di aprirsi all’attualità. Ed ecco quindi, a certificare questo approccio, comparire un nuovo logo ed una nuova grafica.
I contenuti parlano di un numero di espositori che raggiunge il ragguardevole livello di 288, quasi trenta in più rispetto alla scorsa edizione. Ventidue i paesi rappresentati, ben ventisei le sezioni che spaziano dall’arte antica al moderno, passando dai gioielli all’antiquariato. Circa 80mila visitatori e un fatturato che nell’anno scorso, nonostante il complesso momento economico, ha registrato un vorticoso aumento. I numeri parlano chiaro, la fiera risulta anticiclica ed è in costante sviluppo trascinata dal potere della Cina, che in volume d’affari avrebbe superato il tradizionale primato degli Stati Uniti.
Anche l’Italia conferma la sua fedeltà all’appuntamento olandese, con importanti nomi divenuti ormai presenza fissa dell’evento, ed una new entry: la Rita Fancsaly Gallery di Milano, specializzata in design da Mollino a Scarpa, da Venini a Mangiarotti fino a Giò Ponti. Tra gli espositori di punta spicca Buccellati che presenta alcune spille, pezzi unici dell’ultima collezione Animalier. Il nostro paese rimane comunque sul solco della tradizione, nonostante il trend di quest’anno sia orientato ai mercati emergenti e alle nuove proposte: sono gli old masters a tenere banco nelle file dei tredici espositori, nei cui stand si possono fra l’altro vedere opere di Orazio Gentileschi – presentato dalla Galleria Cesare Lampronti  – o Lorenzo Lippi, nella galleria Silvano Lodi & Due.

– A questa news hanno collaborato gli studenti del Master LUISS Costanza Boriani, Emanuela Casale, Angela La Rosa, Chiara Ranghino, Maria Caterina Schettini

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