La Tate Modern sposa la François Pinault Foundation. Per due giorni, torna il progetto didattico Turbine Generation: qui le immagini della prima giornata a Venezia

Il progetto si chiama Turbine Generation, ed è realizzato con diversi partner in tutto il mondo, dall’Hamburger Bahnhof di Berlino al Louisiana Museum di Humlebæk, dall’Instituto de Arte contemporanea di Inhotim all’Istanbul Modern, dalla Pinacoteca di San Paulo all’UCCA di Pechino. Parlando di Turbine, non sarà difficile intuire che di mezzo ci sia la Tate […]

Il progetto si chiama Turbine Generation, ed è realizzato con diversi partner in tutto il mondo, dall’Hamburger Bahnhof di Berlino al Louisiana Museum di Humlebæk, dall’Instituto de Arte contemporanea di Inhotim all’Istanbul Modern, dalla Pinacoteca di San Paulo all’UCCA di Pechino. Parlando di Turbine, non sarà difficile intuire che di mezzo ci sia la Tate Modern: che infatti è il promotore del progetto didattico che mette in contatto tra loro scuole, gallerie, istituzioni culturali e artisti di tutto il pianeta, che lavorano a un tema comune utilizzando un social network – www.turbinegeneration.co.uk – realizzato appositamente.
E per il secondo anno la “carovana” inglese passa anche per il territorio italiano, a Venezia: titolo Collective Action / Interactions, partner la François Pinault Foundation, per un’analisi del tema in relazione alle opere della collezione François Pinault presentate nella mostra Elogio del dubbio. Due giornate di lavori – 14 e 15 marzo – con workshop intensivi condotti dall’artista inglese Corinne Felgate e dedicati uno agli studenti delle scuole medie e superiori, l’altro ad operatori didattici, insegnanti, studenti universitari. Artribune illustra il tutto con le immagini della prima giornata di lavori…

www.turbinegeneration.co.uk

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.