La prima fiera del Giappone? Una fiera di Paese. Solo espositori giapponesi (e uno italiano) all’Art Fair Tokyo numero otto

Come sarà l’Art Fair Tokyo, evento fieristico che da otto anni tiene banco fra il 22 e il 24 marzo in una delle capitali più ricche ed ecumeniche del globo? Impossibile dirlo: o per lo meno, impossibile utilizzare termini di giudizio abituali per eventi del genere in tutto il mondo. Perché? Perché questa fiera poco […]

Art Fair Tokyo 2012 (foto Munetoshi Iwashita)

Come sarà l’Art Fair Tokyo, evento fieristico che da otto anni tiene banco fra il 22 e il 24 marzo in una delle capitali più ricche ed ecumeniche del globo? Impossibile dirlo: o per lo meno, impossibile utilizzare termini di giudizio abituali per eventi del genere in tutto il mondo. Perché? Perché questa fiera poco o nulla ha in comune con le altre equivalenti. Certo, non sorprende l’attaccamento alle tradizioni del gigante asiatico, spesso con forte impatto – anche filosofico – sulla creatività giapponese. Ma si è mai vista una fiera ambiziosa e dal nome altisonante come questa, completamente chiusa al confronto globale?
La rassegna si apre al pubblico domani, ma non si rischia l’azzardo basando un primo giudizio dai dati comunicati, in primis quello degli espositori presenti: pressoché totale monopolio di gallerie giapponesi, per un plafond di offerta che comprende oggetti d’antiquariato, artigianato, Nihonga paintings, arte moderna e – ultima opzione – arte contemporanea. Abbastanza normale che, su un centinaio circa di espositori, quasi tutti giochino in casa: con poche eccezioni, una delle quali proveniente proprio dall’Italia, con la veneziana Berengo Studio, che però si propone in joint venture con la giapponesissima Shintaro Akatsu Gallery, con la quale collabora dal 2008.

www.artfairtokyo.com

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Verdiana

    Come al solito l’Istituto Italiano di cultura di Tokyo se ne fregato di invitare o per lo meno di segnalare l’evento tramite comunicato stampa alle gallerie italiane…..L’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo …pronto????