È ufficiale. Chi vuole diventare direttore del Castello di Rivoli ne ha ora facoltà. Aperte le selezioni per il concorso internazionale: e Minoli “congeda” Beatrice Merz…

I dettagli non sono noti, visto che ancora l’annuncio non ha fatto la sua comparsa sul sito del museo. Ma una sintetica nota stampa annuncia oggi che “nel Consiglio di Amministrazione odierno del Castello di Rivoli è stato deliberato il bando di concorso per il Direttore del Castello di Rivoli”. Una cosa attesa, di cui […]

Il Castello di Rivoli

I dettagli non sono noti, visto che ancora l’annuncio non ha fatto la sua comparsa sul sito del museo. Ma una sintetica nota stampa annuncia oggi che “nel Consiglio di Amministrazione odierno del Castello di Rivoli è stato deliberato il bando di concorso per il Direttore del Castello di Rivoli”. Una cosa attesa, di cui anche Artribune aveva dato notizia nei mesi scorsi, ma che ora contribuisce a fare un minimo di chiarezza sul futuro di uno dei primi musei d’arte contemporanea del Paese.
In attesa che si diradino le nebbie che ancora avvolgono gli sviluppi della prevista “superfondazione”, il Castello di Rivoli fa un passo avanti: con una mossa che di certo sarà comunque contestualizzata nelle dinamiche che porteranno a ridisegnare le alte sfere del sistema museale piemontese. I concorrenti avranno 60 giorni di tempo dalla pubblicazione del bando sul sito di Rivoli, della Regione Piemonte e della Città di Torino per presentare le proprie proposte sulla base del bando.
Dallo stesso Cda il Presidente Giovanni Minoli ha ringraziato pubblicamente Beatrice Merz per lo straordinario lavoro e i risultati conseguiti, e per aver accettato di proseguire il proprio lavoro sino ad esaurimento della procedura legata al bando. Augurandosi che la stessa Merz “voglia concorrere al bando per la  nomina del nuovo Direttore che dovrà guidare il Castello di Rivoli nel prossimo triennio”. Parole di circostanza o appello sincero?

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • effe

    se rimane Minoli non cambia niente, e se cambia c’è il forte rischio che cambi al peggio, anche se appare difficile.. ma le ultime tre righe di questo pezzo ci dicono che sì, si potrebbe fare anche peggio.