È la scrittrice Lidia Ravera l’assessore alla Cultura della Regione Lazio. Giunta “tecnica” per il governatore Zingaretti, che si tiene la delega al Turismo

Dieci assessori, tutti esterni al consiglio regionale, quattro uomini e sei donne, per la giunta più “rosa” d’Italia. Questi i numeri dell’esecutivo nominato oggi dal neo presidente Nicola Zingaretti, a meno di un mese dalle elezioni che hanno visto il cambio della guardia alla testa della Regione Lazio. E la scelta di un “tecnico” – […]

Lidia Ravera

Dieci assessori, tutti esterni al consiglio regionale, quattro uomini e sei donne, per la giunta più “rosa” d’Italia. Questi i numeri dell’esecutivo nominato oggi dal neo presidente Nicola Zingaretti, a meno di un mese dalle elezioni che hanno visto il cambio della guardia alla testa della Regione Lazio. E la scelta di un “tecnico” – se la definizione non cozza troppo parlando di un’intellettuale – caratterizza quindi anche l’assessorato alla Cultura (e Sport), al quale viene chiamata la scrittrice Lidia Ravera, torinese ma romana d’adozione.
Un personaggio privo di pregresse esperienze politiche attive, ma questo nella situazione di oggi parrebbe rappresentare più un titolo di cui fregiarsi, che un limite da colmare. Ma un background politico – quello della Ravera – ricco di studi e frequentazioni, che ne hanno fatta fra i maggiori osservatori in Italia della generazione post-sessantottina. Esemplare in tal senso il romanzo che costituì il suo vero esordio letterario, Porci con le ali, scritto a quattro mani nel 1976 con Marco Lombardo Radice e divenuto un vero caso letterario. Nel 2008 il suo Le seduzioni dell’inverno fu tra i cinque finalisti del Premio Strega.
Nella composizione della nuova giunta, spicca la delega al Turismo, che il presidente Zingaretti ha scelto di tenere per sé: cosa che a primo impatto conforta, se assunta come testimonianza di speciale attenzione che il governatore vorrà riservare alla strategica materia. E noi ci auguriamo – ripetendo quanto ormai sosteniamo da sempre – che in questo abbia a lavorare frequentemente in collaborazione con l’assessore Ravera…

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.