Com’è andata Art13 a Londra? Più che le parole parlano i fatti: ecco chi (e cosa) ha venduto alla nuova fiera. Anche gli italiani…

Che la nuova fiera londinese Art13 sia partita col piede giusto, ce lo raccontavano proprio ieri i galleristi italiani che hanno scommesso su questa prima edizione, concordi – nelle videointerviste di Artribune – nel promuovere l’evento. Ma per definizione una fiera d’arte – date per acquisite le valenze socio-culturali, che ci sono e sono sempre […]

Tra l'incudine e il martello di Alighiero Boetti

Che la nuova fiera londinese Art13 sia partita col piede giusto, ce lo raccontavano proprio ieri i galleristi italiani che hanno scommesso su questa prima edizione, concordi – nelle videointerviste di Artribune – nel promuovere l’evento. Ma per definizione una fiera d’arte – date per acquisite le valenze socio-culturali, che ci sono e sono sempre più ampie – si valuta con le vendite che riesce a procurare. Per questo ci affidiamo al report – attendibile? In questi ambiti il condizionale è sempre d’obbligo – di un media specializzato, più incisivo nel raccogliere voci ed esiti reali.
Il primo è l’americano Art Market Monitor, che riporta per esempio di un’opera di Banksy venduta per 375mila euro dalla londinese galleria Lazarides ad un collezionista britannico, mentre l’ungherese Kalman Maklarky avrebbe piazzato sempre ad un collezionista inglese un dipinto di Judit Reigl del 1958 per 200mila euro. Grande attività sull’area asiatica: Pearl Lam Galleries – Shanghai/Singapore/Hong Kong – ha venduto un dipinto di Zhu Jinshi per 150.000 dollari, la coreana Hakgojae Gallery opere di Lee Yongbaek e di Seahyun Lee fra le 15mila e le 25mila sterline, mentre Alexander Ochs Galleries avrebbe trovato un acquirente italiano per l’opera Earth, Ink and Fire, di Young-Jae Lee, 50mila euro. E Art Market Monitor ha occhi anche per l’italiana/londinese Ronchini Gallery, accreditata di vendite su un’opera di Gianpietro Carlesso Curvatura Venti, del 2013 – per 22mila euro, e di Tra l’incudine e il martello di Alighiero Boetti, 1988, per 25mila euro.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.