Che significa oggi fotografia? E che significa fotografo? Temi adatti per un Talk Show: e infatti li trovate trattati nella rubrica di Artribune Magazine numero 12, in arrivo a giorni…

In che modo sta cambiando la fotografia? Quali nuovi scenari si stanno delineando in conseguenza dell’avvento delle nuove tecnologie e di un ecosistema visivo in continua mutazione? E come cambia il ruolo del fotografo in questo contesto? Questioni fra le più attuali, che un’ampissima fetta di popolazione – ben al di là dei soli addetti […]

Fabio Castelli - photo Angela Lo Priore

In che modo sta cambiando la fotografia? Quali nuovi scenari si stanno delineando in conseguenza dell’avvento delle nuove tecnologie e di un ecosistema visivo in continua mutazione? E come cambia il ruolo del fotografo in questo contesto? Questioni fra le più attuali, che un’ampissima fetta di popolazione – ben al di là dei soli addetti – si pone pressoché quotidianamente, da quando il mezzo fotografico ha visto allargarsi a macchia d’olio la propria diffusione anche grazie alle “devices” popolari.
Questioni che Artribune Magazine ha deciso di affrontare con sistematicità, ma tenendo l’asticella del contributo ad altissimo livello: e lo fa sul numeri 12, prestissimo in distribuzione, facendone il soggetto dell’attesissima rubrica Talk Show. E bastano i nomi dei contributors internazionali a dare la misura della qualità della trattazione: si va dai critici come Luca Panaro, Paul Wombell o Francesco Zanot, a Denis Curti, vicepresidente della FONDAZIONE FORMA, Fabio Castelli, collezionista e fondatore di MIA Milan Image Art Fair, Roberta Valtorta, direttore scientifico del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, fino al consulente e curatore Marc Prüst. Risposte? È inutile che vi stiamo a raccontare qualcosa qui: ancora pochi giorni, e trovate tutto su Artribune Magazine…

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  • Prima di questa rivoluzione tecnologica erano possibili due distinzioni: fotografi che preferivano la tecnica e altri un lato più artistico. Al giorno d’oggi è ancora valida questa suddivisione?
    L’approccio alla bella fotografia tecnicamente perfetta è alla portata di chiunque attraverso splendidi giocattoli tecnologici. Questo più che mai fa emergere la personalità e la profondità di chi scatta la foto cioè: prima viene il fotografo e poi la macchina.
    Foto tecnicamente perfette ma oltre al divertimento di chi le scatta che senso hanno?
    Qualcuno guardandole cambierà il suo pensiero?
    E’ possibile che qualcuno sia più felice o più arrabbiato dopo averle viste?
    Come deve essere una foto che cambia chi le guarda, che fa riflettere, pensare…
    Allora penso che alla fotografia ora sia chiesto non un significato ma che sia-significato…

    …questo per la mia esperienza…

    Loredana Sansavini