Che sia la volta buona? Esce dal buio la collezione Terrae Motus di Lucio Amelio: alla Reggia di Caserta in mostra con le scenografie d’artista del Teatro San Carlo di Napoli

Un vero e proprio museo, con pochi eguali in Italia per il livello delle opere in collezione, nomi come Robert Rauschenberg, Anselm Kiefer, Mimmo Paladino, Luigi Ontani, Giulio Paolini. Tale è la raccolta messa insieme dal grande gallerista napoletano Lucio Amelio, focalizzata attorno all’evento del sisma dell’Irpinia del 1980, dal quale prende il nome, Terrae […]

Un vero e proprio museo, con pochi eguali in Italia per il livello delle opere in collezione, nomi come Robert Rauschenberg, Anselm Kiefer, Mimmo Paladino, Luigi Ontani, Giulio Paolini. Tale è la raccolta messa insieme dal grande gallerista napoletano Lucio Amelio, focalizzata attorno all’evento del sisma dell’Irpinia del 1980, dal quale prende il nome, Terrae Motus. Poi nel 1992 affidata alle cure della Reggia di Caserta: e da lì soggetta alle sincopate vicissitudini dell’istituzione – di tutte le istituzioni italiane -, esposta per brevi periodi, poi relegata ai magazzini, poi magari presentata in piccola sezioni, per poi tornare nel silenzio.
Ora una selezione delle opere torna a vedere la luce con la mostra MeMus – Terrae Motus, che intende valorizzare la collezione facendola dialogare per la prima volta con “Arte all’Opera, Opera ad Arte”, la mostra con cui il primo ottobre 2011 è stato inaugurato il MeMus, Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo. Opere di Kiefer, Ontani, Paladino, Paolini e Rauschenberg, che si affiancano ai preziosi manufatti realizzati dagli stessi artisti per la messa in scena di rappresentazioni al teatro. L’auspicio è che questa nuova occasione sia foriera di una sistemazione definitiva: noi, intanto, rivediamo un po’ di lavori “ameliani” nella fotogallery…

Inaugurazione: mercoledì 27 marzo 2013 – ore 12.00
Dal 28 marzo al 3 giugno 2013
Palazzo Reale, Appartamenti Storici – Caserta
www.reggiadicaserta.beniculturali.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.