Adrian Paci nel Pantheon. La mostra personale al Jeu de Paume consacra lo spessore dell’artista albanese (e un po’ italiano): ecco tante immagini dalla preview

A poco più di due mesi dalla grande mostra personale nella Galleria Nazionale del Kosovo – a Pristina -, Adrian Paci compie un nuovo decisivo passo verso la consacrazione come protagonista di primo piano sulla scena internazionale. Si è infatti appena inaugurata una sua grande mostra al Jeu de Paume, che presenta il suo lavoro […]

A poco più di due mesi dalla grande mostra personale nella Galleria Nazionale del Kosovo – a Pristina -, Adrian Paci compie un nuovo decisivo passo verso la consacrazione come protagonista di primo piano sulla scena internazionale. Si è infatti appena inaugurata una sua grande mostra al Jeu de Paume, che presenta il suo lavoro dal 1997 a oggi su una piazza sempre nodale come quella di Parigi.
Lives In Transit – questo il titolo – mette in mostra una serie di opere estremamente diverse, dai video alle installazioni, dipinti, fotografie, sculture, sottolineando le virtuose interconnessioni ricercate fra tali diversi media e modalità espressive. “Essere sempre davanti a un bivio, alla frontiera fra due identità separate, è un sentimento che sta alla base di tutti i miei video e film”: parole dello stesso Adrian Paci, che negli anni ha spostato l’attenzione dalla sua storia personale all’esperienza collettiva.
Oltre a una selezione di opere storiche (tra cui Albanian Stories, 1997; Home to go, 2001; Piktori, 2002; Vajtojca, 2002), la mostra parigina presenta opere recenti, tra cui The Encounter (2011), Inside the Circle (2011, particolarmente legato all’Italia in quanto realizzato nella campagna friulana, durante la sua presenza alla RAVE Residency) e The Column (2013). La mostra resta visibile al Jeu de Paume fino al 12 maggio: ma noi abbiamo le immagini della preview…

www.jeudepaume.org

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.