Milano Updates: è partito il countdown per la terza edizione dell’Affordable Art Fair, la fiera d’arte per piccole tasche. A ventiquattro ore dal vernissage una prima fotogallery, sbirciando tra casse e imballaggi

La più lontana viene dai profondi Urali, la più vicina ha percorso poche centinaia di metri. Arrivano alla spicciolata le settanta gallerie che partecipano alla tappa milanese dell’Affordable Art Fair, la fiera itinerante riservata agli under 5000: dove la cifra indica, naturalmente, il costo massimo che è possibile spendere per un’opera. Arte per tutte le […]

Casse a Superstudio Più

La più lontana viene dai profondi Urali, la più vicina ha percorso poche centinaia di metri. Arrivano alla spicciolata le settanta gallerie che partecipano alla tappa milanese dell’Affordable Art Fair, la fiera itinerante riservata agli under 5000: dove la cifra indica, naturalmente, il costo massimo che è possibile spendere per un’opera. Arte per tutte le tasche, dunque; è il terzo anno che l’evento – nato ad Amsterdam ma presto esportato in giro per il mondo – fa tappa sotto la Madonnina, anzi, nel cuore di Zona Tortona. Ad aprire i propri spazi è Superstudio Più, per una quattro giorni e mezzo (si parte mercoledì 6 marzo alle 18, si chiude domenica sera) che vede aprire la caccia all’affare: frugando tra nomi sommersi, emergenti e già intercettati dal radar degli art addicted.
Prima passeggiata tra gli stand, a ventiquattro ore esatte dall’opening: una rapida fotogallery sbirciando tra gli imballaggi e i pezzi già allestiti. Rigore zen alla Debony Art Link, che arriverà anche da Singapore ma ha già allestito i coloratissimi pannelli firmati dai fratelli Mark e Gordon Hopkins; effetti grotteschi per la catalana Villa del arte con i ritratti in ceramica e porcellana di Johan Thunell; mentre bazzica tra pop e street l’olandese The Art Shop. Tante le casse ancora da aprire, in un turbinare svolazzante di pluriball e carta da imballaggio: meno uno al vernissage. Il tempo stringe.

Francesco Sala

CONDIVIDI
Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.