Un’opera d’arte unica, personalizzata, tascabile. The Blank, il network bergamasco, lancia Art Passport, un passaporto per timbri d’artista. E cerca donatori

Art Passport – The Blank The Blank, un’associazione in continuo fermento. A partire dalle giornate di Art Date, manifestazione lanciata nel 2011, l’art network bergamasco ha messo in rete oltre 27 istituzioni, project space e gallerie locali, attivi nel campo del contemporaneo. Adesso, The Blank torna all’attacco con il Passaporto dell’arte, iniziativa pensata per far […]

Art Passport 2012 - The Blank
Art Passport – The Blank

The Blank, un’associazione in continuo fermento. A partire dalle giornate di Art Date, manifestazione lanciata nel 2011, l’art network bergamasco ha messo in rete oltre 27 istituzioni, project space e gallerie locali, attivi nel campo del contemporaneo. Adesso, The Blank torna all’attacco con il Passaporto dell’arte, iniziativa pensata per far catturare agli amanti del feticcio da collezione.
Un prototipo, che potrebbe diventare realtà. Tra crowdsourcing e crowdfunding, il progetto lancia una sfida ai potenziali donatori: qualora si dovesse raggiungere il primo goal, fissato a 10mila euro, Art Passport sarà attivato a livello nazionale, con alcune importanti istituzioni culturali del Paese. Il raggiungimento della quota consentirà di realizzare il progetto grafico e di stampare gli stilosissimi passaporti. Ogni visitatore potrà collezionare sul proprio i timbri creati dagli artisti che rappresentano le istituzioni coinvolte: collezionandoli, vedrà comporsi tra le sue mani un’originale opera unica, personalizzata.

La quota di attivazione del secondo step corrisponde a 20mila euro e punta alla creazione di uno stesso circuito-format, ma sul piano internazionale. Con l’obiettivo 3, infine – 40mila euro – si prevede l’avvio di una piccola start-up aziendale, per garantire al progetto autonomia e sviluppo economico; un catalogo a tiratura limitata conterrà inoltre le riproduzioni di tutti i timbri d’artista, con le schede tecniche delle istituzioni e le gallerie partecipanti.
Il Passaporto dell’arte è uno strumento pensato per fare rete, chiamando a raccolta tutti i potenziali interessati, disposti ad investire, così da attivare nuove collaborazioni; ad oggi il progetto ha un sito internet, con tanto di testimonial, una pagina facebook e un video promozionale. A breve The Blank attiverà anche gustose cene con alcuni degli artisti invitati: la prima, prevista per sabato 23 febbraio 2013, vedrà Cécile B. Evans in veste di cuoca. Sotto con le prenotazioni…

www.artpassport.it
www.theblank.it

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Silvia Scaravaggi
Silvia Scaravaggi (Crema, 1979) è curatore d'arte indipendente, si occupa di scrittura d'arte e di progettazione culturale. Si è laureata in Teoria e Tecnica dei Mezzi di Comunicazione Audiovisiva alla Facoltà di Lettere dell'Università di Pisa e ha approfondito alcuni aspetti dei nuovi media alla Universiteit Van Amsterdam, nei Paesi Bassi. Si interessa di video, installazione, rapporto tra arte, scienza e tecnologia; cura selezionati progetti d'arte, con particolare attenzione al processo di costruzione di una dimensione collaborativa tra artista e curatore. Dal 2011 scrive per Artribune; dal 2005 fa parte del network di Digicult, pubblicando contributi per il magazine mensile Digimag. Per la Provincia di Cremona, dove lavora dal 2005, segue lo sviluppo del Distretto culturale provinciale, nell’ambito del progetto Distretti culturali ideato e realizzato da Fondazione Cariplo. Ha collaborato ad alcune edizioni di INVIDEO, mostra internazionale di video e cinema oltre, e a Techne05, mostra di installazioni interattive, a Milano.
  • luca z.

    mi sembra che il crowdfunding stia diventando una modalità di finanziamento molto utilizzata, anche alterazioni video se non sbaglio stava facendo qualcosa di simile. A vedere dai risultati e dai donatori presenti sul sito sembra che funzioni bene. Il video è molto bello e l’idea ha del potenziale.

  • andrea altieri

    bene che gli artisti di diverse nazioni facciano da testimonial e anche i timbri realizzati sono accattivanti (sia quello di Beretta che di Maloberti) ..ma come si fa a partecipare?

  • olivia

    spesso l’arte appare come un fenomeno elitario, oppure un bell’oggetto da guardare attraverso una vetrina: è bello che qualcuno abbia pensato di istituire una rete che colleghi artisti, galleristi, fruitori d’arte ed istituzioni!

  • Elena Belli

    Il proposito è buono, e il progetto sembra più che interessante … ma quando si saprà quali istituzioni potrebbero essere coinvolte? sarebbe bello che potessero partecipare anche i piccoli musei, e le gallerie emergenti, alle quali spesso non viene dato risalto.

  • Giulio

    un’ottima iniziativa, qualcosa di più che un feticcio da collezione!!!!!! :)
    gli artisti vengono scelti dall’associazione the blank o dai musei che partecipano al progetto?

  • stefano raimondi

    Gli artisti saranno scelti dai musei/gallerie/istituzioni culturali che partecipano al progetto. Mentre le linee guida, il coordinamento etc…sarà data dal team di Art Passport. Le istituzioni saranno coinvolte una volta che il traguardo per attivare il network nazionale (10.000 euro) si avvicinerà. Il progetto si dovrebbe attivare da aprile.

  • Maria Elena Scottadito

    Mi sembra un ottima iniziativa.

  • Per Luca Z., ecco tutto il progetto del film di Alterazioni Video, finanziato con modalità crowfunding (obiettivo raggiunto pochi giorni fa):

    http://www.artribune.com/2013/01/cercasi-satoshi-disperatamente-alterazioni-video-tra-cinema-e-finanza/

    • luca.z

      Grazie Helga per il link

  • Non prendeteci in giro. Non c’è nulla di nuovo, si stanno cercando semplicemente fondi…dove sta sta la novità? Il film remixa realtà e fantasia…dove sta la novità? La novità è che “alterazioni video” possono godere dell’amicizia di helga marsala la quale gli tira la voltata, con un lungo ,quanto inutile, testo…dove stanno le novità?

    Si tratta di uno standard (il film..) che è fatto di una materia fatta di PUBBLICHE RELAZIONI (in questo caso tra gli artisti e Marsala/Artribune). Il punto è che non serve necessariamente denaro per l’ennesimo progetto. Forse serve una nuova modalità che metta da parte questi artisti EGO-DIPENDENTI ancora legati ai soliti rituali da star spuntate…ricordo imprese similari della ex promessa non mantenuta Piero Golia. Alterazioni Video sulla stessa strada.

    Vi invito a visitare il sommario di whitehouse per vedere come per l’ennesimo progetto non serva denaro: http://www.whlr.blogspot.it/2013/01/sommario.html

    • luca.z

      Non so se il progetto di Alterazioni video non serva a niente, ma se anche così fosse penso che sia legittimo per loro proporlo e per la gente decidere se supportarlo o non supportarlo. Soprattutto nel caso dei progetti realizzati col crowdfunding non penso si possa “battere” più di tanto. Più che una nuova modalità quindi, continuando nell’ipotesi che il progetto sia inutile, per te servirebbe un nuovo pubblico o un cambio di contesto che escluda questi artisti Ego-dipendenti (non puoi nemmeno chiedere che si escludano da soli).
      Insomma vorresti un rosario come nuovo coro da stadio.
      Sul progetto Art Passport per non andare off-topic mi sembra valga la stessa cosa, anzi in questo caso c’è anche l’annullamento dell’ego artistico, visto che l’artista è a supporto di una rete ancora da creare, sia di pubblico che di istituzioni.

  • Giorgia

    Bel progetto, mi piace molto l’idea che tutti possano avere una piccola opera d’arte, collezionando sul passaporto personale i timbri d’artista! anche il video molto accattivante!

  • Patrizia Parimbelli

    Beh, e la novità quale sarebbe? Io ho gia la mia collezione di timbri dei rifugi dove sono andata e del cammino di Santiago !

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  • Marco Currodani

    Io giro un sacco di musei, lo finirei nel giro di qualche mese…

    Non è che poi che nel rinnovo mi tagliano il primo come accade per quello ufficiale :D

  • Laura T.

    Bella iniziativa!

    .. ma da quando potrò ricevere “veramente” il mio passaporto?
    basta richiederlo sul sito?

    Bacio!

  • Martina Sirtis

    Mi piace l’idea di un passaporto cartaceo al posto della solita app iPhone.

  • Vera Locati

    Divertente! credo che il crowdfounding in arte sia una modalità di partecipazione importantissima in questo momento… forse è l’unico modo per rendere l’arte libera dal sistema e per renderci attivi anzichè semplici spettatori di cio’ che ci propinano gallerie e musei.

  • Angelov

    Vorrei suggerire che forse meglio di un semplice timbro d’artista, si potrebbe decidere per un Tatuaggio .
    Vale a dire, che se viene tatuato il logo di un museo (ed in bella vista), si potrebbe avere l’entrata gratis a quel museo, per il resto dei propri giorni.
    Ed in bella vista, si intende ad esempio sulla fronte, o sul dorso della mano; ma forse anche in altri punti del corpo: ci si può sempre accordare con qualche curatore…
    Oppure, come avevo già proposto in altre sedi, una specie di Monopoli dell’Arte Contemporanea, dove invece del mondo della Finanza, è quello dell’Arte ad essere al centro del gioco; che ti permetterebbe di allestire i tuoi Musei o Biennali, con gli artisti che preferisci, incluso te stesso, senza troppi grattacapi o rotture.
    Si, le prospettive sono tante, le idee le più svariate e cangianti, le aspettative le più variegate, ma hanno tutte una cosa in comune, ed è il batter cassa…

  • Franci

    Meraviglioso ! Non vedo l’ ora di iniziare a collezionare i timbri !

  • viviana

    L’idea è originale…ma non so quale successo possa avere….mi sembra troppo impegnativo…tenere il passaporto sempre con se e girare per il mondo a visitare musei….mah…beato chi lo fa

  • Ellly

    Che idea interessante! Spero riusciate ad attivare il progetto, mi piacerebbe possedere un passaporto dell’arte cartaceo… un oggetto dal gusto retrò :)

  • elvira

    è possibile avere anche il timbro?..intendo l’oggetto timbro. Cosa ne verrà fatto di questi?

  • Claudio Ma.

    Il problema del crowdfunding come in un certo senso ammette anche il più famoso sito dedicato è che alla fine sono sempre gli amici/parenti/trisavoli a supportare questi progetti.

  • zoe neri

    Il problema del crowdfunding – come in un certo senso ammette anche il più famoso sito dedicato – è che alla fine sono sempre i soliti amici/parenti/trisavoli/amanti a supportare questi progetti.

    • Claudio Ma.

      Hai copiato il mio post per correggere la punteggiatura? O volevi dire qualcosa?

    • Sara

      Magari all’inizio una persona comunica alle cerchie più vicine che poi si allargano tipo sasso lanciato nell’acqua. Sul sito di Art Passport c’è una pagina con nome e cognome di tutti i donatori e mi sembra difficile che siano tutti amici/parenti o avi di qualsiasi tipo.

  • zoe neri

    Claudio, avevi dimenticato gli amanti nell’elenco dei supporter….io da sempre supporto i progetti che mi piacciono su siti di crowdfunding…e non conosco personalmente chi fa i progetti…mi sembra che tu abbia un pò di pregiudizi sulla cosa…

    • Claudio Ma.

      Ah ok, intendevi questo, mah… io ho qualche dubbio. Certo, bisogna sperare di avere un sacco di parenti ricchi per questo tipo di progetto, soprattutto in questo periodo di crisi, ci sono molto cose sa pagare prima di dare dei soldi per promuovere l’arte contemporarea!

  • Anna

    Una fantastica idea, sarebbe bello se riuscisse ad andare in porto! Non ho capito se il passaporto sarà distribuito gratuitamente o meno …