Saranno anche Francis Bacon, ma sono orrendi. In Inghilterra mettono su un business con tele abbozzate e poi scartate dal grande artista: ma il comitato le autentica

Attenzione: abbiamo ritrovato dai Bacon. Sono delle schifezze inguardabili, tele grossolanamente abbozzate che l’artista aveva scartate: ma quel che conta è il nome, troveremo qualche grullo che le pagherà 150mila dollari. Succede anche questo, nella società che ci ritroviamo, dove spesso conta il “marchio”: l’oggetto conta poco, io compro il nome. In breve: Heffer Gallery […]

Uno degli abbozzi di Francis Bacon

Attenzione: abbiamo ritrovato dai Bacon. Sono delle schifezze inguardabili, tele grossolanamente abbozzate che l’artista aveva scartate: ma quel che conta è il nome, troveremo qualche grullo che le pagherà 150mila dollari. Succede anche questo, nella società che ci ritroviamo, dove spesso conta il “marchio”: l’oggetto conta poco, io compro il nome.
In breve: Heffer Gallery di Cambridge si ritrovò ad un certo punto a fornire materiali a due pittori, Francis Bacon e tal Lewis Todd, un caricaturista che a tempo perso imbrattava – malamente, assai malamente – qualche tela. Il grandissimo artista irlandese restituì alcune tele inutilizzate o scartate, sulle quali aveva abbozzato – sul retro, peraltro – forme che richiamano le scene e gli elementi architettonici che stanno alle spalle dei suoi mitici “Papi”.
La galleria, per non buttare nulla, rifilò a Todd le tele di seconda mano, che egli riempì di pittura neo-qualcosa. Oggi, a una cinquantina di anni dai fatti, qualcuno ha scoperto i “capolavori” di Bacon sul retro di tali dipinti, e ora si grida al miracolo: tanto che sei di questi brandelli – addirittura con regolare placet del comitato di autenticazione Francis Bacon! – andranno all’asta il 20 marzo: stima appunto 100mila sterline. Inguardabili, tanto al recto, tanto al verso: vedete la gallery e poi giudicate…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Angelov

    Queste tele sono state usate da Bacon, come una specie di tavolozza, dove lui provava un particolare tipo di pattern, verificava l’impatto di un colore o di quel particolare ritmo di movimento del pennello, prima dell’inizio del lavoro che avrebbe dovuto iniziarsi altrove.
    Sono come degli attrezzi del mestiere, non dei quadri.
    Hanno valore di cimeli, come le lettere di un carteggio.