Restaurare la storia. A Firenze l’Opificio delle Pietre Dure avvia gli interventi sulla Porta Nord del Battistero, capolavoro del Ghiberti: qui ci sono le prime immagini

Fra polemiche più o meni strumentali sempre in agguato, uno degli ambiti nei quali Firenze sicuramente si distingue a livello nazionale e non solo è l’attenzione alla conservazione dei propri tanti capolavori. Eccellenza del resto sancita dalla presenza in città di uno dei migliori istituti di conservazione al mondo, l’Opificio delle Pietre Dure. Gli esempi […]

Restauro Porta Nord del Battistero di Firenze courtesy Opera di Santa Maria del Fiore foto Marco Mori

Fra polemiche più o meni strumentali sempre in agguato, uno degli ambiti nei quali Firenze sicuramente si distingue a livello nazionale e non solo è l’attenzione alla conservazione dei propri tanti capolavori. Eccellenza del resto sancita dalla presenza in città di uno dei migliori istituti di conservazione al mondo, l’Opificio delle Pietre Dure. Gli esempi sono tanti, ultimamente concentrati su quella gemma che è il Battistero. Ora, dopo il restauro della Porta del Paradiso è la volta della Porta Nord, anche questa come la precedente eseguita da Lorenzo Ghiberti. Realizzata tra il 1402 e il 1424, la porta è in bronzo e probabilmente oro, e pesa 8 tonnellate per un altezza di 5 metri e larghezza di 3.
Un’opera al centro della storia dell’arte, in quanto “teatro” del concorso che vide appunto il successo di Ghiberti su Filippo Brunelleschi, concorso al quale tanta storiografia assegna il simbolo dell’inizio del Rinascimento. Eseguito proprio dall’Opificio delle Pietre Dure, l’intervento è reso possibile dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dalla Guild of the Dome Association: in questi giorni è iniziata una prima pulitura, e noi abbiamo a disposizione le prime immagini…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.