Parte la road map per Siena Capitale Europea della Cultura 2019. E si porta dietro una tenda d’artista: un Punto Mobile di informazione, ma anche di cultura e spettacolo

Una struttura che, in varie tappe, attraverserà tutto il territorio della provincia, per illustrare gli intenti della candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019, informare e coinvolgere tutti i cittadini residenti, stranieri, turisti e semplici curiosi, nella grande sfida che la città e la sua provincia hanno deciso di accettare. Attraversare? Sì, perché la struttura […]

La tenda in una precedente installazione, nella Repubblica Ceca

Una struttura che, in varie tappe, attraverserà tutto il territorio della provincia, per illustrare gli intenti della candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019, informare e coinvolgere tutti i cittadini residenti, stranieri, turisti e semplici curiosi, nella grande sfida che la città e la sua provincia hanno deciso di accettare. Attraversare? Sì, perché la struttura di cui si parla è una grande tenda: è questa una delle chiavi con le quali Siena vuole tenere alta l’attenzione sull’obbiettivo, per il quale è ancora in corsa, ma con concorrenti agguerriti ed altrettanto attivi.
Una casa viaggiante che cercherà di rispondere ad alcune domande che in molti si sono posti in merito, come per esempio cos’è una Capitale Europea della Cultura? E perché Siena? Punto Mobile – questo il nome del progetto, a cura di Carolin Angerbauer – farà la sua prima apparizione il 1 e il 2 marzo, proprio a Siena, in Piazza Matteotti: “un ambiente polifunzionale dove sarà possibile, inoltre, divertirsi con giochi, arte, musica, teatro e danza”. Ma la creatività sta anche alle origini del Punto Mobile: la realizzazione si deve a tre artisti senesi, Serena Fineschi con S!C, Federico Fusi con Radioarte19 e Bernardo Giorgi con Between TR.T 002/019, ciascuno con un proprio apporto, individuale, ma integrato per realizzare una struttura che accompagni la candidatura nel suo lungo percorso.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.