Londra contemporanea. Dopo le aste di impressionisti e moderni, Sotheby’s, Christie’s e Phillips affrontano la settimana più attesa: occhi puntati su Bacon e Basquiat

Il mercato dell’arte contemporanea ha evidenziato nel 2012 una forte domanda e un mercato sempre più internazionale, pur con qualche difficoltà sul suolo europeo. Ma la settimana scorsa a Londra i Maestri Moderni hanno aperto il 2013 nel segno dell’ottimismo, che si spera contagerà anche le aste di Contemporary Art della settimana che sta iniziando. […]

Il mercato dell’arte contemporanea ha evidenziato nel 2012 una forte domanda e un mercato sempre più internazionale, pur con qualche difficoltà sul suolo europeo. Ma la settimana scorsa a Londra i Maestri Moderni hanno aperto il 2013 nel segno dell’ottimismo, che si spera contagerà anche le aste di Contemporary Art della settimana che sta iniziando.
Darà il via Sotheby’s, con l’appuntamento per la Evening sale del 12 febbraio stimata 63 milioni di sterline per 56 lotti; sarà poi il turno di Christie’scon un corposo catalogo di 74 lotti stimati £79 milioni; infine Phillips, che farà il suo esordio senza Simon De Pury il 14 febbraio, con una Evening sale da 36 lotti e £18 milioni di stima.
Top lot di Sotheby’s sarà Three Studies for a Self-Portrait di Francis Bacon, un trittico dipinto nel 1980, nove anni dopo il suicidio del suo amante George Dyer, stimato £10-15 milioni. Un’altra importante opera di Baconè presente in catalogo anche da Christie’s, Man in Blue VI del 1954, lo stesso anno in cui l’artista ha rappresentato l’Inghilterra alla Biennale di Venezia, stimato £4-6 milioni.
Accanto a Bacon, Christie’s presenterà una selezione di importanti opere dei grandi maestri inglesi di diverse generazioni, come Allen Jones (b.1937), David Hockney (b.1937), Peter Doig (b.1959) e Damien Hirst (b.1965). Quest’ultimo sarà presente con Away from the Flock (Divided), uno dei suoi primi lavori della serie Natural History, realizzato nel 1995 quando vinse il Turner Prize, stimato £1,8 milioni. Da Phillips e Sotheby’s troviamo opere più recenti: Forgotten Promises, 2010, stimata £1,5-2,5 milioni, uno dei suoi cabinet di medicine e da Sotheby’s due opere della serie Butterflies, It’s a wonderful world, 2001, stimata £500-700mila e Trinity, 2007, stimata £400-700mila.
Gerhard Richter sarà tra gli highlight per entrambe le due case. Da Sotheby’s con Abstraktes Bild (769-1), stimato £7,5-9,5 milioni, esibito a Roma l’anno della sua esecuzione nel 1992, in coincidenza con un periodo molto tormentato per l’artista, a causa della rottura della relazione che aveva con l’artista Isa Genzken. Inoltre, un bellissimo esempio dei suoi Cloud paintings del 1976, stimato £7-9 milioni. Da Christie’s un Abstraktes Bild più recente, 2004, viene presentato con stima su richiesta.
Ampia scelta di Basquiat nei tre cataloghi: da Christie’s è il top lot con l’opera Museum Security (Broadway Meltdown), eseguita nel 1983 al culmine della sua carriera, stimata £7-9 milioni, la stessa che aveva infuocato una disputa tra i Mugrabi e Lord Edward Spencer-Churchill lo scorso maggio a New York. L’opera era stata esposta alla Whitney Biennial nel 1984, nella sua seconda personale alla Gagosian di Los Angeles e nella recente retrospettiva alla Fondation Beyeler.
Da Sotheby’s troviamo un’opera del 1983, Untitled (Pecho/Oreja), stimata £7-9 milioni, appartenuta agli U2 dal 1989 al 2008. Da Phillips due opere dalla stessa stima di £1.2-1.8 milioni, Untitled del 1982 e For B.A.M del 1985, quest’ultima dominata dalla testa di una figura nera che richiama le maschere africane come è tipico nello stile dell’artista. L’acronimo B.A.M. è ancora aperto all’interpretazione, ma probabilmente è riconducibile a The Black Arts Movement.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • ma il primo è pietro roccasalva…

  • Cristiana Curti

    E basta. Che c’è contro Roccasalva? Perché è STORY STORY I LOVE YOU (o una boiata del genere)? E che vuol dire, di grazia? Perché un artista xy (a caso, tanto non ne va bene nessuno) dovrebbe essere non adeguato secondo il tuo (dei lr) modo di vedere (“vedere” si fa per dire…)? Solo perché un artista rientra in una categoria, fra l’altro del tutto arbitraria (lo dici tu, non il papa, che a quanto pare è più saggio e si ritira quando si sente inadeguato), allora PER IL SOLO FATTO DI ESSERE STATO INCASELLATO non vale nulla?
    Lo sa, lr, che anche Morandi fu accusato dalla critica militante del dopoguerra di essere avulso dal suo tempo e quindi non valido come ARTISTA? E a noi va bene questo: porre un veto su di un artista per il solo fatto che non si confà con le (presunte) correnti della contemporaneità? Chi stabilisce ciò che deve essere pertinente il XXI secolo e cosa (chi) no? Lucarossi che non esce mai dal PC? Il guru del cambiamento? Il profeta della parola come medium artistico dei nostri tempi, perduto l’arte in genere il senso della comunicazione e con questo il suo pubblico (e al suo posto inserito il canone della finta intervista come pseudo-manifesto)?
    E’ possibile che esista ancora questo modo di considerare l’arte solo come aderente al tempo che si sta vivendo? Questa sì che è una misura (tardo)ottocentesca della critica d’arte. E se invece l’arte fosse altro? Se fosse ciò che ci permette di annullare le distanze semantiche fra le epoche? Alcuni, anche qualche decennio fa, l’avevano già capito. Stiamo tornando indietro con lr (e tornare indietro che vuol dire)?
    Io credo che una delle funzioni dell’arte sia l’opportunità che si dà a tutti (artisti e pubblico) per comunicare attraverso il tempo e le poetiche. E questo con i mezzi della tecnica (che devono essere riconoscibili), della forma (altrettanto distinguibile), del senso (idem).
    Chi ha detto che tutto ciò deve essere aderente a una presunzione di contemporaneità? I “contemporanei” sanno davvero leggere e interpretare la contemporaneità? Sarebbe magnifico se fosse così. Tutti illuminati e tutti consapevoli. Non è vero invece il contrario, ovvero che le grandi opere e i grandi artisti sono in genere coloro che rompono gli schemi in assoluto sia con il proprio tempo che con il proprio linguaggio (e che la critica migliore seppe percepire queste rotture e promuoverle in qualche modo e mai all’inizio con successo)?

    Domanda: un lr avrebbe saputo davvero percepire un Mondrian negli anni ’20 (così almeno ci capiamo con un esempio facile facile)? O invece lo avrebbe ascritto fra i “persecutori” del modernismo e della bidimensionalità, e quindi gettato al macero perché Mondrian (per dirla con il nostro guru de no’antri) è un “giovane indiana jones”?

    lr, dimmi con parole tue, magari non copia-incollando, perché non ti piace Roccasalva? E non dire che non argomenti sul “mi piace/non mi piace” perché invece è nettissimo che sia il tuo personale (multiplo e annacquato) sentire a dettare le regole delle tue tirate. Perché “non va bene” Roccasalva? Non ha tecnica? Non ha una valida poetica? Non ha adeguati mezzi comunicativi? Non è del suo tempo (e di che tempo dovrebbe essere, meschino)? Non ha un apparato formale adeguato (a chi)? Non ha una dimensione collettiva o sociale del fare? Non si attiene ai canoni della tradizione? O forse, si attiene troppo ai canoni della tradizione?

    Che diavolo ha Roccasalva che non va bene a lr?

    E infine: ci importa poi così tanto saperlo?

  • Giovanni

    Cristina curti è un mito

  • Lorenzo Marras

    Cristia’ lascialo perdere , lo fa solo apposta perche’ è come l’ultimo della classe che nessuno si fila e che per attirare l’attenzione passa il suo tempo a tirare pallini con la cannuccia della penna a biro.

    E cosa ci vuoi fare Cristia’, anche questa secondo lui è CARRIERA. Contento Lui (o loro)

    • Cristiana Curti

      Hai ragione, Lorenzo, certe volte anch’io non so che mi prende…
      Un caro saluto e grazie sempre per le tue parole gentili