Lo Strillone: troppi tagli e poco personale, su La Stampa gli Uffizi chiudono per influenza. E poi il borsino di Luca Beatrice sugli artisti top e flop in vista della Biennale, Wim Wenders si racconta, lezioni su Piero della Francesca a Brera…

Quando si dice avere gli uomini contati: il custode si becca il raffreddore e sei già col fiato corto. Se poi i virus si mettono a girare e – la stagione è quella – ci scappa la mezza epidemia influenzale, il gioco è fatto: si chiude. Come hanno fatto le Sale Blu degli Uffizi, per […]

Quotidiani
Quotidiani

Quando si dice avere gli uomini contati: il custode si becca il raffreddore e sei già col fiato corto. Se poi i virus si mettono a girare e – la stagione è quella – ci scappa la mezza epidemia influenzale, il gioco è fatto: si chiude. Come hanno fatto le Sale Blu degli Uffizi, per la disperazione di una esasperata Cristina Acidini: la soprintendente si lamenta su La Stampa.

In vista della Biennale ecco il borsino dei gusti italici secondo Luca Beatrice: su Il Giornale la mappa di un Paese dove impera un conservatorismo “sobrio” e s’è perso il gusto per l’artista “gaglioffo”; ad essere out allora sono i Vezzoli, Cattelan e De Dominicis, mentre tirano Bonalumi, Baruchello e Tirelli. Grandi classici, intanto, su Quotidiano Nazionale: invito a Brera per incontri a tema dedicati a Piero della Francesca.

Di chi sono questi quadri? Italia Oggi rilancia la nuova campagna di indagini con cui la Francia intende svelare le identità dei proprietari dell’ingente patrimonio di opere confiscate durante la guerra a famiglie ebree, oggi in giacenza nei musei statali. Si tratta di almeno 2000 pezzi, attualmente senza casa. Escono in libreria – con Electa – il prossimo lunedì: anticipazioni su L’Unità per gli scritti e i pensieri di Wim Wenders; Corriere della Sera alla GAM di Torino per la retrospettiva su

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

CONDIVIDI
Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.