“La Melandri si deve dimettere”. Gli irresponsabili indignados di casa nostra fanno un polverone addosso al Maxxi perchè il presidente ha scelto un segretario generale non esperto d’arte contemporanea. Calmateli

Non ci crederete, ma dopo la patetica canizza dei giorni scorsi sulla non-proiezione del film di Bill Emmott, sul Maxxi piomba addirittura una richiesta di dimissioni per il neopresidente Giovanna Melandri. Una lettera, che analizzeremo, che enumera tutte le “colpe” della ex parlamentare del PD traendo le conclusioni di una sua inadeguatezza e addirittura, con […]

Francesco Spano

Non ci crederete, ma dopo la patetica canizza dei giorni scorsi sulla non-proiezione del film di Bill Emmott, sul Maxxi piomba addirittura una richiesta di dimissioni per il neopresidente Giovanna Melandri. Una lettera, che analizzeremo, che enumera tutte le “colpe” della ex parlamentare del PD traendo le conclusioni di una sua inadeguatezza e addirittura, con un arzigogolo non da poco, chiamando in causa Nicola Zingaretti il quale, in qualità di candidato presidente della Regione Lazio, potrà, in caso di vittoria elettorale, avere voce in capitolo nel Museo essendo la Regione azionista della Fondazione Maxxi. E già sale l’emicrania. Ma ripartiamo dall’inizio e analizziamo la lettera porzione per porzione. La missiva, che ancora reca poche decine di firme in calce, è una lettera aperta diretta a Giovanna Melandri, a Lorenzo Ornaghi, ai vertici del PD (???) ed al candidato Nicola Zingaretti (???). Bon.
Il testo parte amichevole: “la Melandri non ha competenze e titoli per gestire una roba così specialistica come l’arte contemporanea”. Certo, si può sempre far meglio, ma qui si rischiano di confondere il ruolo di presidente con quello di direttore. È quest’ultimo a dover avere competenze tecniche, non il primo che invece deve avere skills e caratteristiche differenti e complementari. La Melandri poi, secondo chi ha firmato, non sarebbe in grado di “interpretare il proprio ruolo in maniera autonoma rispetto alla sua precedente professione” politica e questo sarebbe dimostrato dalla nomina – è il caso degli ultimi giorni che ha infiammato le tastiere e i profili Facebook degli indignados di professione di casa nostra – “di un suo collaboratore come segretario generale del Maxxi”. Una cosa che secondo i firmatari lascia “davvero esterrefatti per modalità e sostanza” poiché non si sarebbe tenuto conto del “profilo curricolare del nominato, ma solo delle relazioni preesistenti”.
Ora, è fuori di dubbio che Giovanna Melandri abbia preferito – e come biasimarla vista la situazione delicatissima in cui versa la Fondazione Maxxi – di nominare un uomo di sua strettissima fiducia, ma è questo che lascerebbe esterrefatti? Il curriculum del nuovo giovane segretario generale del Maxxi Francesco Spano cozza con le sue mansioni? Qualcuno ha approfondito quali debbono essere quest’ultime? Qualcuno ha letto il curriculum trasparentemente pubblicato sul sito del Museo? Oppure in un’organizzazione complessa come una fondazione culturale si pensa che debbano essere tutti curatori e storici dell’arte? Il presidente deve essere curatore&storico dell’arte, il segretario generale deve essere curatore&storico dell’arte, pure l’addetto alla logistica deve essere curatore&storico dell’arte altrimenti significa che non si è tenuto conto del “profilo curricolare”, visto che ci sarebbero stati probabilmente alcuni curatori&storici dell’arte disponibilissi a fare i facchini e allora perché non loro… Siamo al nonsense, pericoloso però perché gioca con i destini di un’istituzione giovane e perciò fragile. La realtà è che il segretario generale, specie in base al nuovo organigramma del Maxxi, deve semplicemente far girare la macchina, scrivere i bilanci, far quadrare i conti. Spano lo saprà fare? Non lo saprà fare? Non lo sappiamo. Ma ci domandiamo perché nessuno ha vergato lettere di fuoco quando nello stesso ruolo venne eletto Alessandro Bianchi, laureato in… filosofia delle religioni. Per fortuna all’epoca nessuno domandò le dimissioni di Pio Baldi perchè infatti Bianchi si rivelò una buona scelta e portò avanti il museo con capacità tanto che resterà nella Fondazione Maxxi con un ruolo diverso. Il fatto è che pensare che un segretario generale di una fondazione dedicata all’arte contemporanea debba avere competenze d’arte contemporanea è qualcosa di oggettivamente demenziale. Giusto per chiamare le cose col loro nome.

Francesco Spano
Francesco Spano

Alcuni giornali poi (su questo per fortuna la lettera soprassiede) malignano sul compenso di Spano. Col trucchetto di mettere la cifra lorda (che va divisa esattamente per metà) e indicando il compenso annuale, si è sparata la cifra rotonda di 70mila euro. Scandalo. Miele per le orecchie dei “fattuttoschifo” e dei loro roventi profili Facebook. Anche qui la verità è un’altra a quanto ci risulta: nell’ambito di una revisione della spesa interna alla Fondazione (con tanto di percorsi per stabilizzare una certo numero di dipendenti), gli stipendi più alti sono stati un po’ calmierati mentre si è cercato di alzare quelli più bassi con l’obbiettivo di diminuire la forbice. Insomma sta di fatto che Spano guadagna circa un terzo in meno del suo predecessore. Nasometricamente qualcosa di meno di 3mila euro al mese. Però loro sono sempre “esterrefatti”. E appunto torniamo alla lettera.
Dopo l’imbarazzante mostra dedicata ad Alighiero Boetti e la cancellazione senza spiegazioni di mostre di un certo rilievo, ma anche dopo decisioni molto discutibili che hanno impedito la visione di film ritenuti incompatibili non vediamo cos’altro debba accadere per dimostrare una chiara inefficienza gestionale […]; quindi chiediamo alla dott.ssa Giovanna Melandri se non ritenga arrivato il momento di dimostrare un minimo di sensibilità istituzionale e culturale dimettendosi dalla presidenza del Maxxi”. Qui si mettono le pere con le mele come si fa quando si scrive con troppa foga e senza rifletterci su più di tanto, vinti da una sana (?) e civica (!) indignazione. Un giudizio critico sulla mostra di Boetti da una parte, un riferimento (senza far nomi, perché?) alla oggettivamente strana scomparsa della mostra di Jeff Koons dall’altra, insieme ad un ulteriore passaggio – ma non se ne era parlato a sufficienza? – sul film Girlfriend in a Coma di Annalisa Piras e Bill Emmott: un vero trappolone per il Maxxi che la Melandri ha agilmente schivato. Se avesse solo osato proiettare in campagna elettorale, nell’unico museo statale italiano dedicato all’arte contemporanea, un film anche solo velatamente anti-berlusconiano sarebbe stata lapidata lei – e ce ne può importare fino ad un certo punto – ma soprattutto sarebbe stata distrutta la già gracile crediblità e reputazione del Maxxi che di tutto ha bisogno meno che di polemiche politiche. Però ai nostri indignados non va bene neppure quello: la presidente accusata, all’incipit del suo mandato, di essere troppo di sinistra, si dimostra invece terza e imparziale, ma per loro diventa un censore!
La vera “sensibilità istituzionale”, invece, la dovrebbero dimostrare operatori, appassionati, addetti ai lavori: chiedere per tali autentiche inezie le dimissioni di un presidente appena insediato e che sta lavorando per trovare un direttore al Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo è qualcosa che definire “da irresponsabili” è un eufemismo. Adottare una condotta adulta è buona norma sempre, ma diventa obbligatorio in periodi di difficoltà, di incertezza, di passaggio.

  • Emilia Giorgi

    Grande Tonelli!

  • Ubaldo

    sostituitela con Raffaele Gavarro…..

    • walter bishop

      capirai che affare…

  • Guido Cabib

    I Agree!

  • alessandro

    fermo restando che per fare il segretario generale non serve essere un esperto di arte contemporanea credo che al presidente di una fondazione si possano chiedere criteri di selezione più trasparenti. L’avere la fiducia del presidente non è sufficiente per accedere all’incarico.

  • Lavatif

    Abbiate pazienza, ma perché dopo tutto questo bel pamphlet non rendete pubblici i nomi e i cognomi dei ciarlatani che hanno scritto sta trafila di stupidaggini?

  • Van Eyck

    Oh, i nomi sono qui http://maxxinostri.wordpress.com/about/ e spiace che ci sia gente con sale in zucca che forse troppo frettolosamente ha controfirmato un documento ridicolo che getta discredito su tutto il mondo dell’arte non solo romano. Claudia Colasanti, Anita Pepe, Giuseppe Stampone, Massimo Scaringella… ma non eravate persone ragionevoli?

  • Sm

    Caro Tonelli,
    Mi sembra che pubblicare una news sulla lettera sia darle troppa importanza. Ma dai… Per una letterina firmata da 40 persone, solo perché il tuo Facebook è stato infestato da qualche post infuocato di un groppuscolo di romani facinorosi.

  • daniela

    Bravo. Buon articolo. La lettera non aveva nessun senso. Poi questa è gente che fa critica d’arte su Facebook….(alcuni almeno)

  • Franco

    Secondo il mio modesto parere in un momento così difficile per tutto il sistema Italia, polveroni del genere non andrebbero sollevati e nemmeno presi in considerazione in quanto esclusivamente autoreferenziali e non mirati al bene collettivo. Da pochissimo tempo e’ stata fatta questa nomina al Maxxi per la quale non è richiesta una particolarissima competenza nel settore specifico, bensì buon senso, e modestia nell’approccio con l’argomento, doti necessarie per affidarsi alle persone giuste esperte. Cioè la funzione della Melandri deve essere quella di creare un pool di saggi ed esperti ognuno con le specifiche competenze affinché facilitino e non intralcino il suo lavoro e pensino esclusivamente al bene del Museo. E poi soprattutto deve trovare finanziatori con ” l’argent ” sulla cui gestione esercitare un certo rigido controllo sia culturale che amministrativo… E poi che c’entra lei con la Mostra di Boetti….. Assurdo, non l’ha decisa o curata lei.. E mi auguro che la mostra da circo e baraccone di Koons, con scarti di fondazione straniera abbia deciso lei di bloccarla…… ha iniziato a risparmiare…. Ecco deve lavorare con neutralita’ sulla qualità dei progetti circondandosi di persone competenti…. Ma se non trova i soldi, sarà difficile…. Mi sembra che stia ascoltando i consigli dei competenti pure per selezionare un direttore artistico di rilievo e capisco pure che possa avere difficoltà per il rifiuto dei migliori internazionali curatori. Quindi cari indignados aspettiamo qualche segnale prima di emettere sentenze, dopo di che tireremo le somme….Chi vi scrive non è di parte, anzi…, o ama particolarmente il Maxxi, e’ solo Franco…. L’Italia e’ fatta così …. Condanniamo prima che il fatto sia compiuto tirando l’acqua ognuno al proprio mulino…. Sono ottimista e spero nel Maxxi.

  • Limbo

    Non capisco, secondo me c’è qualcosa di personale nei confronti dei firmatari della lettera. Altrimenti non capisco il senso di questo articolo inutile.

    • BookF

      Forse se non capisci il senso dell’articolo dovresti leggerlo: è un articolo che smonta una richiesta di dimissioni ridicola nei confronti della Melandri. Difficile da capire?

  • giletti

    Le critiche sono opportune, specie se vogliono mettere in luce il carattere ingenuo e spontaneo di certe manifestazioni. Ma se vengono da chi sta curando la pagina di Lottomatica – Tonelli, quanti inviti hai spammato su Facebook? -, che penso abbia a che fare con il MAXXI (sbaglio?), allora il pesce inizia a puzzare dalla testa e la critica non è più tale ma faziosità. Si invita alla “calma”, ma con la penna intinta nel veleno di un “articolo” messo su in tutta fretta. In ogni caso, tra due giorni non se ne ricorderà più nessuno.

    • Redazione

      Il Maxxi non c’entra alcunche’ con Lottoeventi che è una collaborazione tra Artribune e Il Gioco del Lotto per dare visibilita’ su Facebook a tutte le tante le cose che fa Il Gioco del Lotto nella cultura (compresa, tra le mille iniziative, la didattica al Maxxi).
      Perche invece di fare dietrologie che dimostrano, ancora una volta ingenuita’ e immaturita’ chi non è daccordo con le posizioni di Artribune non risponde nel merito? Coraggio.

  • Ed infatti ha ragione Limbo,
    Artribune è entrato da poco nella stretta cerchia di consiglieri della Melandri.
    Impossibile quindi chiedergli di scagliarsi contro un sistema in cui tenta di entrare sgomitando. Difficile da capire?

    • Caro Luca, hai dato la notiziona vedo! Andiamo tutti regolarmente a cena con la Melandri, Artribune è entrato nel Cda della Fondazione Maxxi e siamo tutti attivisti del Pd, notoriamente. Ma come hai fatto a scoprirlo??!
      Ora, tornando seri, ti chiederei di evitare queste sciocche e malevole operazioni di disinformazione. Resta sui contenuti e, se ce la fai, lascia perdere basse dietrologie, menzogne e luoghi comuni. Abbiamo ricevuto una lettera, che per altro riportava ancora solo due firme. L’abbiamo letta e abbiamo ritenuto che non funzionasse minimamente. E, come sempre facciamo, abbiamo espresso un’opinione, sulla base di un ragionamento. Al di là di simpatie e antipatie verso la Melandri o chicchessia. Stai sul tema, per favore, invece di fare cortile. Ci faresti una figura migliore tu e il dibattito ne trarrebbe giovamento. Grazie.

      • Per una volta che non ho neanche letto l’articolo…ci sono Luca Rossi più idioti di me

        be stupid

  • Manfredo Fanti

    Questa protesta / petizione me ne ricorda un’altra : quando la Melandri divenne ministro dei beni culturali, allora come adesso c’era un capopopolo , il re dell’acquario romano accompagnato da suo fedele servitore, l’arculo di costantino, che seguendo propri interessi squisitamente personali coinvolse ingenui e acerbi artisti e curatori …….. e finì come finì, ve la ricordate ?

    • fausto

      Questi politici di casta farebbero buona cosa per l’arte e la cultura…, se si dedicassero alle colture biologiche…

    • Gianni T.

      Potresti fare i cognomi, sennò noi “giovani” lettori non capiamo queste ermetiche citazioni e risulta difficile capire il contesto generale.
      Grazie. :)

    • roberts

      a me ricorda quando Artribune chiedeva strillando le dimissioni Ornaghi, auspicando il crollo del ministero… memoria corta, nevvero? quante firme raccolse la testata leader nel contemporaneo bla bla?

      • Ma se ha la memoria così ferrea, dovrebbe ricordare che la nostra protesta nasceva dai ritardi nella nomina del curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura. E, seppure in ritardissimo, dopo una settimana circa dalla nostra protesta il curatore fu nominato

        • giove

          oh, Massimo Mattioli! uno che di Biennali ne sa qualcosa… vero?

  • giovanni

    e invece a me questa petizione ricorda un’altra: quando questa testata chiedeva a gran voce che la testa di Ornaghi cadesse mozzata e il Ministero distrutto da una catastrofe nucleare. Quante firme raccogliesti Tonelli? Te lo ricordi?
    p. s. come va la pagina Lottoeventi su Facebook? ho visto che la cura Artribune…

  • olga

    sapete che è veramente triste vedere da fuori la guerra dei poveri? provate, non avrete bisogno di popcorn tanta è l’amarezza che si prova leggendo quella lettera e questo articolo.

  • Ubaldo

    ripeto : sostituite la Melandri con il ” curatore indipendente ” al Cento per Cento in quota ex margherita / francesco rutelli…..

  • Franco

    Con ragionevolezza proviamo a soffermarci e riflettere cosi’ completo il mio precedente intervento, gia’ molto chiaro, Mi chiedo gli indignados che cercano e vogliono dato che non deve essere gradito a loro, che hanno altre competenze, o tantomeno scelto o suggerito da loro, un ruolo di super visione e ricerca e gestione delle finanze e non solo, da super manager, che anzi più neutrale e’, e distaccato dall’arte contemporanea,e meno conflitti d’interesse può ‘ far sorgere. Deve essere solo capace e sensibile alla materia … Riguardo alla Melandri, non conta arrivati a questo punto, come e perché sia arrivata, tanto al posto suo chiunque potrebbe essere discutibile e discusso….. Diamole il tempo…. Poi valuteremo il suo operato, o se dovesse in corso d’opera, commettere errori oggettivamente grossolani, allora facciamoci costruttivamente ed a ragion veduta , sentire…. E poi che c’entra ARTRIBUNE…… Che anzi è stata così corretta professionalmente e neutrale a riferire la notizia….e poi basta polemiche sterili mirate ad arte…. Aspettiamo i fatti…

  • Franco

    Ed il mio neutrale per Artribune vuol dire obbiettivo e quindi non fazioso….. Buona giornata.

  • roberts

    Artribune neutrale? Questa sì che è bella! Artribune+Lottoeventi… M__X_I!

  • adelaide

    vengo qui per cercare informazione, forse ho proprio sbagliato luogo.
    questo articolo non è un articolo, sembra più un commento di uno direttamente coinvolto nella questione.

    • l’informazione c’è tutta, ma c’è anche un’idea, un ragionamento. Non siamo l’Ansa Adelaide, ma un giornale che fa, oltre alla cronaca, anche critica e opinione.

  • the cleaner

    critica è un conto, insulto un altro. coi toni sprezzanti e sfottenti (è questo lo stile Artribune?). e da che pulpito, poi: com’è andata la questione Ornaghi? e vero o non è vero che la vostra testata ne chiese la testa? con quali esiti? e com’è la questione Lottoeventi? perché ho l’impressione che c’entri qualcosa con questa notizia? e soprattutto, è “giornalismo” attaccare in modo così veemente e puntiglioso chi ha creduto opportuno segnalare una situazione oggettivamente discutibile? mi sa che whitehouse ci ha preso.

  • Cristiana Curti

    Nessun politico che ha conseguito importanti incarichi di governo dovrebbe essere assurto alla presidenza di Enti fondamentali per la vita del Paese.
    Esser Presidente di un Museo conta solo per quanto puoi fare (in termini di relazioni e contatti) a favore del Museo. Essere uno specialista non ha molta importanza per ricoprire quest’incarico, spesso anzi è meglio non esserlo proprio per non rischiare di intromettersi indebitamente nel lavoro del Direttore.
    Scegliere un collaboratore di cui ci si fida può essere un problema solo per chi ha ancora mentalità talebana (per esprimersi alla moda). Bisogna vedere se la scelta è buona, piuttosto, ma non attraverso un nome e un cognome.
    Questa lettera è quasi sicuramente dettata da una certa prevenzione. Resta il fatto che la Melandri è un Presidente anomalo che rischia di soverchiare con la sua posizione (rendita di posizione?) anche l’attività del Museo, senza per ora portarvi molti benefici; ma è presto per giudicare. E’ pur vero che il MAXXI è in una situazione estremamente complessa, cui non sono del tutto estranei i diversi maggiorenti della politica, non ultimo il Bondi che vi appioppò tempo fa uno Sgarbi a far cernita di opere del deposito, i risultati (non tutti ascrivibili a Sgarbi, però) sono sotto gli occhi di tutti. E’ un fatto che il Comitato di privati che fa sponda alla Presidenza non abbia alcun margine di discussione, ma, assai di più, la mancanza di un Direttore di caratura è componente pesante della débacle del Museo. E che si tenda a confondere (inevitabilmente) la posizione di un operatore culturale con quella di un incarico di relazione è un grave portato di quest’anomalia.
    Che, poi, non si dovesse proiettare un film in ossequio a una campagna elettorale è questione discutibile e va discussa non con posizioni tranchant.; mi chiedo se lo stesso film avrebbe avuto platea (o onore di platea) in altro periodo che non fosse pre-elettorale e non necessariamente per colpa della Melandri.
    In questa lettera (un poco debole, per la verità) c’è sicuramente l’intolleranza ormai sulla pelle di tutti di chi non può più vedere pezzi di Stato in mano a chi contribuì (in un modo o nell’altro, per un motivo o un altro) a distruggerli o affossarli. Vien da chiedere, posto che la Melandri vanta a suo merito l’aver fatto da madrina al MAXXI, se non poteva agire prima di essere eletta Presidente – ovvero quando rivestiva incarichi politici – per aiutare il Museo? Che può fare ora che non poté fare prima? E se prima non fece, perché ora dovrebbe fare?
    Non riesco a essere né pro-lettera, per l’oggettiva debolezza delle motivazioni, né contro, per l’ineludibile problema dell’ingerenza della politica anche in campi che non le dovrebbero competere: il risultato di questa nomina è che un’importante carica culturale può essere prebenda di fine-cursus per qualsiasi politico in procinto di pensionamento, e questo è molto male.
    Forse il male peggiore, in questo frangente.

    • Piccole Pesti Crescono (e mordono)

      Cara Cristiana,

      Questo che dici purtroppo è certamente la causa principale del fallimento della maggior parte dei musei di arte contemporanea, ma purtroppo non solo, ovvero sia le ingerenze del potere politico sull’arte e sulla cultura in genere. Questo è un problema di lunga data. Purtroppo in Italia è storicamente accertato che la cultura è sempre stata appannaggio di un’unica ideologia che prima era quella marxista-leninista del PCI e successivamente quella radical-chic trasformista di sinistra. Purtroppo in una simile visione le ingerenze del potere politico sono da considerarsi inevitabile, ovvero in una visione che vede l’arte come espressione di tale ideologia e in tal modo ad essa asservita. Non stiamo parlando di quei marxisti illuminati come Majakovskij o Gramsci (per citarne solo alcuni), ma di coloro che hanno trasformato all’inizio della repubblica l’artista e l’intellettuale in funzionaro di partito. Ciò vale non solo per le istituzioni museali, ma anche per le università e la scuola. Ciò ha portato a dare una visione della cose secondo un’unica prospettiva culturale e storiografica, che è la stessa che tuttora si continua ad inculcare nelle scuole seppur in modo diversa, basata su miopia storica, manipolazione del vero storico e ciò ha influito anche sul punto di vista degli intellettuali critici oramai totalmente permeati di una simile visione del mondo. Il fallimento oggi di queste istituzione è dovuto ai “figli” di questi antichi funzionari di partito, una classe dirigente miope, spesso incopetente, chiusa alla realtà e assolutamente digiuna di cultura manageriale e di marketing. Questa assenza di cultura aziendale ha portato all’assolua incapacità di saper reperire fondi al di fuori dei finanziamenti pubblici, ma anche ad un’inevitabile controllo delle istituzioni anche sulle scelte artistiche che sono da un lato addomesticate al mercato, dall’alto assolutamente indifferenti ai gusti e ai bisogni del pubblico. Lo stesso pubblico che vediamo nelle fiere e nei musei è rappresentato da una minuscola elite che riproduce sempre se stessa in luoghi diversi (come le antiche mucche di Fanfani che si spostavano da una fiera di bestiame ad un’altra). Insomma vale sempre la vecchia telefonato che Stalin fece a Bulgakov. Oggi il partito chiama il curatore museale o della fiera e si informa sullo stato di salute delle vacche, ma certamente non su quanto queste vacche producono. Porto un esempio le mucche del Museo Pecci di Prato incassano ogni giorno dai 20 ai 30 dalla vendita dei biglietti (circa 7000-7500 biglietti l’anno). Queste mucche mangiano però troppo e costano alla comunità ben 300 E. l’ora. Infatti abbiamo ca. 70000 E. di entrate e un’uscita (mastodontica) di 3.000.000 ca. di E. Quindi un passivo di circa 2.930.000. E ogni anno. Si direbbe una situazione che farebbe rabbrividire una qualunque azienda, ma anche un qualunque museo straniero. Di chi è la colpa ? Di nessuno, perché stiamo parlando di soldi di tutti. In questo senso vale la vecchia logica sovietica. Chi ha rubato questo ? Nessuno perché era roba del popolo. La mancanza di rispetto in particolare della c.d. “sinistra” per il popolo appare una costante oggi come ieri. La cosa più scandaloso stranamente non è questa, ma che sia gli artisti che gli addetti ai lavori si trovano magnificamente bene nella palude culturale italiana, dove nessuno rischia nulla, tutti mantengono i propri pregiudizi e le proprie ideologie (anche quelle che la storia ha messo ai margini), i musei sembrano cadaveri in putrefazione, i curatori-critici sono nell’ipotesi migliore degli yes-men cui nessuno mancherà mai di pagare lauti stipendi ecc. Se possiamo utilizzare una metafora per rappresentare l’arte contemporanea italiana potremmo dire che vi è un ciclo che va dalla stalla, passando per la fiera, per il macello e giungendo infine nei nostri supermercati e sulle nostre tavole. Consiglio di visionare questo video e perché no di condividerlo., Accettiamo anche critiche negative purché non siano frutti di pregiudizi o di ideologie…

      http://www.youtube.com/watch?v=O7g2AFqYnro&feature=share

      • fausto

        Piccole Pesti, senza riluttanza e senza turbamento è un ottimo e divertente video che ha il coraggio di mettere il sale nelle ferite di un sistema dell’arte sempre più macellato e mercificato…

    • Lorenzo Marras

      Cristiana cara, guarda non considerare la mia come piaggeria, ma ho il dovere di dirti che hai fatto un commento capolavoro. Brava Cristiana.
      Sei una delle poche che rappresentano un valido motivo per leggere ancora qui dentro. Non trovo altre parole , solo un grazie.
      ciao.

      • Lorenzo Marras

        e naturalmente un altro è Savino che è la persona piu’ pulita sia esistenzialmente che culturalmente che qui ho potuto leggere, alla faccia di tutti quei maleducati nonche’ veri analfabeti di ritorno che chissa’ solo perche’ in omaggio di fantomatiche competenze in “scienza artistica” o anche perche’ parlano in Inglese scrivono come ti stessero guardando dall’alto in basso.

      • Cristiana Curti

        Caro Lorenzo, ti ringrazio per la consonanza e per le parole bellissime. In genere parlo solo di cose che conosco, almeno un poco. Naturalmente, ogni opinione è (di per sé) opinabile, ma quello che lamento è sotto gli occhi di tutti. Politica negli ospedali, nelle fondazioni bancarie (e nelle banche), nei musei e negli Enti culturali.
        Fosse buona politica, ancorché il principio è sbagliato, forse non ci sarebbero problemi. Ma poiché da molto tempo è pessima politica, i problemi si moltiplicano a dismisura.
        E’ il sistema che deve essere cambiato, ma per cambiare questo sistema, bisogna cambiare quelli che lo reggono. Tutti.
        E con ciò credo di avere risposto anche a Piccole Pesti, perché il quadro da (loro?) lui proposto è forse valido per tempi andati, mentre ora purtroppo ed è purtroppo perché il malcostume, la corruzione sono talmente ovunque che davvero anche appuntarsi su questioni di ideologia non ha più senso. La “cultura è di sinistra”? E’ vero che la cosiddetta intellighentsia è di matrice progressista e non conservatrice (qui da noi come in molti Paesi europei peraltro), ma oggi il “pericolo” non viene da un pensiero, ma dagli atti perniciosi di un apparato burocratico-politico totalmente corrotto e, ciò che è più grave, impunito.
        Di sinistra o di destra, si provi a verificare se in Francia si permettono di eleggere un MInistro della Cultura come Bondi, Melandri o Ornaghi. Da noi è tutto possibile. E questo deve finire.

        • Cristiana Curti

          Chiedo scusa per il pessimo italiano, scrivo senza poter rileggere. Ancora un saluto a Lorenzo.

          • Lorenzo Marras

            ma figurati Cristiana , ci capiamo benissimo e se ti ho detto quelle cose è perché a quello che hai scritto io ci penso da troppo tempo.

    • lalla

      in effetti la selezione – o meglio, cooptazione – della classe politica nostrana – a destra come a sinistra, l’improponibilità di certa gente è bipartisan… – produce gente di apparato assolutamente incapace di uscire dal ghetto mentale del mero politicante da corridoio, lo so per una certa esperienza personale purtroppo. Se non è un male in sé (cosa tutta da discutere) è sicuramente letale per una istituzione culturale quale che sia. Quindi mettete in mano un museo a simili superfetazioni (anche dotate della massima buona volontà e di competenze curricolari ineccepibili) e rimarrà solo da fare il conto alla rovescia fino al giorno in cui il museo chiuderà.

    • walter bishop

      Un Art Council nel nostro paese non lo avremo mai, i motivi li conosci.

  • luca

    complimenti adesso scodinzolate dietro la melandri, helga marsala dopo le festicciole a palazzo riso vuole organizzare le festone al maxxi?

    • Gentile anonimo, a parte la pochezza e la cretineria del suo commento, rispondo solo per sottolineare che non provo alcuna simpatia per Giovanna Melandri, non la conosco e non sono una fan del suo partito. Tanto meno sono una che scodinzola, anzi. Trovo molto più interessanti le posizioni controcorrente, scomode e di minoranza.
      Cerco però sempre di valutare le cose a prescindere dalle simpatie personali. E in questo caso, al di là del mio pensiero sulla Melandri e su questo nuovo partito di centro che si chiama Pd, ho trovato questa lettera fatta male, imprecisa e piena di retorica. Io, come molti altri del resto. Se si deve colpire lo si deve fare con ben altra precisione, con cautela, al momento giusto e con argomenti giusti.
      Per il resto che le devo dire, se al Maxxi vogliono organizzata una festicciola mi attivo volentieri. Lei si candida come barzellettiere? Saluti.

      • walter bishop

        “Tanto meno sono una che scodinzola, anzi. Trovo molto più interessanti le posizioni controcorrente, scomode e di minoranza.”

        Confermo :)

      • walter bishop
        • giove

          Cara Helga, ma quanto te la tiri a fare l’alternativa! Sei proprio sicura di essere così fuori dal mainstream?

        • per giove: sicura io di qualcosa?! magari. Quanto al “tirarmela” dovrei imparare in effetti, ma proprio non mi viene bene. La goffaggine è in me. Credo in realtà di essere alterativa a me stessa. Con tutte le psicosi annesse e connesse :-/
          per walter bishop: http://www.youtube.com/watch?v=c7_Te7iDojA

          • walter bishop

            E tu gli stai pure a rispondere a quelli :)

            quanto al video… NIN, Bowie, alcune cover bellissime e una foto della Goldin su una strofa di quella canzone… i ’90 erano i ’90 :)

            http://www.youtube.com/watch?v=FyYMzEplnfU

      • Lupo

        Nel 2012 il MAXXI ha ricevuto soldi pubblici da Regione Calabria, Regione Basilicata, Comune di Roma e due ministeri MIUR e MIBAC. Il MIBAC ha versato 3 milioni di euro. L’evidenza pubblica degli incarichi mi sembra il minimo. Non è’ d’accordo dottoressa? Non dimentichi che quando l’on.le Melandri e’ stata Ministro dello Sport e dei Beni Culturali, non ha mancato di richiamarsi e richiamare, doverosamente, al valore della trasparenza. Se il MAXXI ambisce ad essere un punto di riferimento internazionale, che lo diventi anche nelle procedure di gestione!

    • walter bishop

      Ad averceli di professionisti seri come la Marsala

      • luca

        la serietà della marsala è fuori discussione. hahahahahahahahahahahah

        • walter bishop

          “Se ridi è perché hai paura” (Georges Bataille)

          • berengario all’arengario

            “se ridi è perché vuoi ridere” (io)

          • luca

            calmi non vi agitate, un pò di fanghiglia sulla marsala non le farà male, d’altronde lei
            è specializzata a confezionare articoli che devono attirare i commenti dei 4 sfigati italiani sempre pronti a gettare fango su gli artisti che riescono a lavorare.
            per dovere di cronaca il suo maestro è tonelli.

          • luca

            il mio commento è in attesa di moderazione, però quando si parla male di quelli
            che a voi non vanno a genio perchè non vi cagano non moderate.

  • Font Vella

    A Roma Aledanno si appresta a spendere 2 milioni per abbassare un muretto vicino all’Ara Pacis, nascono petizioni e gli indignados manco se le filano (Artribune invece le sostiene, per fortuna), poi fanno casino per la nomina di un segretario generale. Concordo con l’articolo: occuparsi di cose serie e non giocare con le istituzioni. Chiedere le dimissioni non è uno scherzo.

  • Insta Graham

    A Roma avete gli unici indignados al mondo che stanno esattamente sulle stesse posizioni de Il Giornale di Paolo Berlusconi. No dico…

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/melandri-piazza-portaborse-72mila-euro-lannoil-museo-si-885776.html

  • Lupo

    Cara Redazione non difendete l’indifendibile. La Fondazione gestisce una struttura pubblica, bastava emettere un bando e selezionare il migliore. Al Presidente, al cda e al comitato scientifico la libertà di individuare i criteri di selezione. Sbaglio o all’estero sono soliti fare uscire i bandi? Certo … in Italia siamo internazionali solo quando dobbiamo riempirci la bocca di aria.

    • Giorgio

      concordo Lupo! tutti internazionali ed esterofili, poi quando si attaccano i soliti privilegiati allora le logiche di casa nostra vanno benissimo…

  • Franco Veremondi

    Amici della redazione, non prendetevela con le lettere che non vi piacciono. Fatevene una ragione, la Melandri nel ruolo di presidente del Maxxi ha dimostrato fin da subito di brancolare nel buio per più di una ragione.
    Concordiamo in molti che per la carica di presidente di un museo non sia necessario essere esperti d’arte. E lei non lo è. Ma allora come giustificare il fatto che lei, appena nominata, invece di promuovere un concorso e una commissione (possibilmente internazionale) per selezionare il futuro direttore artistico, s’è messa a sceglierlo personalmente? Tra l’altro, un metodo che, insieme al vizio dell’opacità, si porta dietro un ambiguo credito personale di gratitudine; ma lasciamo perdere. Sarebbe necessario avvertirla che il direttore di un museo costruisce l’immagine di quel museo, e che conta moltissimo la sua visione dell’arte, legandola alla programmazione espositiva.
    Invece, con quale criterio ha agito la Melandri? Una scaletta di nomi familiari, ma come se, per caratteristiche e attitudini, un direttore valesse l’altro. Tanto per dire, dopo la Bakargiev investita del successo mondiale della Documenta di Kassel, e a seguito del suo rifiuto, ha convocato Eccher, uno concettualmente agli antipodi, che proprio contro la Bakargiev aveva inveito pesantemente – anche in un articolo sul Corriere della Sera (9/8/2012) – per il modo con cui aveva diretto quella manifestazione. Ancora fumata nera. Candidati fuori dagli schemi usuali e fuori dai confini, neanche a parlarne.
    Ora l’assunzione di uno stretto collaboratore, che però di competenze artistiche anche lui nulla. Insomma, quand’è che a sto museo arrivano quelli che l’arte…?

  • Cara Cristiana tu scrivi “Nessun politico che ha conseguito importanti incarichi di governo dovrebbe essere assurto alla presidenza di Enti fondamentali per la vita del Paese.”, io mi permetterei di correggere questa tua, per altro giusta, affermazione, togliendo il qualificativo “che ha conseguito importanti incarichi di governo”.
    Le Istituzioni dovrebbero essere guidate da “tecnici”, con attenzione ai ruoli reali: il Presidente di un Museo non deve essere (necessariamente) un esperto d’arte ma deve essere un buon manager un buon PR un buon “fundraiser” ecc.
    I politici, quand’anche siano ottimi politici (specie che da noi e forse non solo da noi, pare decisamente in via di estinzione se non estinta del tutto), salvo che non sia anche un buon manager, PR, fundraiser ecc. (cosa che in altri paesi a volte capita) dovrebbe essere sempre escluso da questi incarichi.
    Detto questo, nel tema proprio dell’articolo, mi pare pero’ che questi “indignados” siano un po’ “indignados de noiantri” proprio come i nostri politici sono “politici de noiantri” … passera! Beh! Almeno si spera!!!

  • Angelov

    DA ZI BAO: è un poster scritto con grandi caratteri, che è stato usato lungo tutta la storia cinese, ma che è assurto a grande notorietà come mezzo di comunicazione e di denunzia, usato dalle masse popolari, durante la Rivoluzione Culturale del 68, all’epoca di Mao.
    Passato di moda nei successivi sviluppi culturali attraversati dalla Cina, sopravvive oggi dissimulato in molta Street Art.

    Usato in una circostanza come questa, nell’Italia del XXI secolo, testimonia la crisi di identità culturale, ed anche quella sorta di autoinganno, in cui si sono venuti a trovare la maggior parte degli intellettuali italiani oggi.

  • siete fuori

  • rossana ventura

    Basta giocare a tennis con Giuliano Amato ad Orbetello, per diventare consulente…alle nostre spalle!!
    UIn candidato a sindaco di Orbetello, opportunamente, trobato dalla cittadinanza
    Il curriculum di spano…leggetelo…quanti migliaia di avvocati con una preparazione infinitamente più seria.
    Melandri e Spano: fuori
    Di Maxxi, di Arte, di tutto non se sanno nulla…
    Vergogna d’Italia

    • kjnbb

      sante parole!

  • marcella
  • giovanni

    Non è stato fatto nessun bando per cercare il segretario Maxxi, con criteri meritocratici, tra i tanti laureati, con dottorati di ricerca ecc..,avvocati, dottori.
    Visto che il Maxxi è foraggiato in gran parte con soldi pubblici, la meritocrazia (pur falsata nella nostra Itaglietta), doveva essere utilizzata, cme metodo per scegliere il segretario!!!
    Leggendo il curriculum di spano emerge chiaramente:
    a) amico e già consulente di Giuliano Amato;
    b) dottorato di ricerca, in istituzione che vede a capo Giuliano Amato
    c) non ha vinto alcun concorso pubblico (l’esame di avvocato è un abilitazione!!)
    d) non risulta che si sia mai occupato di gestione di un ente pubblico (es .redazione bilanci, area personale ecc..)

    Basta a casa tutti gli unti del PD…Altro che questione morale, qui è una questione legale . Controlli in tutti gli enti che ricevono soldi pubblici e fanno chiamate dirette.