La Cappella delle meraviglie. Dal Museo Marino Marini di Firenze al Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti. Una piccola porta, per scoprire un gioiello appena restaurato

In tanti la conoscevano, ma in pochissimi l’avevano vista. La Cappella Rucellai e il Tempietto del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti, da oggi diventano parte integrante del percorso museale del Marino Marini di Firenze, grazie a una porta aperta sulla parete sinistra, in corrispondenza dell’aula centrale del museo (situato, come è noto, nell’ex Chiesa […]

Veduta del del Tempietto del S Sepolcro, Cappella Rucellai, Firenze - foto Valentina Grandini

In tanti la conoscevano, ma in pochissimi l’avevano vista. La Cappella Rucellai e il Tempietto del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti, da oggi diventano parte integrante del percorso museale del Marino Marini di Firenze, grazie a una porta aperta sulla parete sinistra, in corrispondenza dell’aula centrale del museo (situato, come è noto, nell’ex Chiesa di San Pancrazio).
Restaurati con il sostegno della Fondazione Marino Marini di Pistoia, la Cappella e il Tempietto diventano un ulteriore tassello per la comprensione del percorso albertiano a Firenze, come ha evidenziato Carlo Sisi, Presidente del museo. La posizione del Sepolcro, centrale rispetto alla Cappella, ne fa una perla unica e rara: costruito nel 1467, fu commissionato da Giovanni Rucellai sul modello del Sepolcro di Gerusalemme.
Storia, ma anche tecnologia. Contestualmente alla presentazione di questa meraviglia architettonica, è stata mostrata anche la nuova applicazione dedicata per smartphone, realizzata con il sostegno delll’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, insieme a un video sulla Cappella Rucellai e l’Alberti, a cura di Alberto Salvadori, per la regia di Paolo Ranieri in collaborazione con Vinicio Bordin.

– Gino Pisapia

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Gino Pisapia
Classe 1981, Gino Pisapia è critico d’arte e curatore indipendente, indaga e si occupa di ricerca sulle ultimissime esperienze artistiche, vive e lavora a Firenze. Nel 2006 si è laureato in Storia dell'arte Contemporanea all'Università di Napoli, nel 2007 ha conseguito un master in Management dei Beni Culturali promosso dalla Regione Campania. Ha ideato e realizzato progetti di didattica museale integrata, nel 2008 ha scritto e diretto il documentario Astrazione Napoletana sull'opera di Renato Barisani e dal 2007 al 2010 ha collaborato con la Galleria Lia Rumma di Napoli/Milano. Ha tenuto lezioni di storia dell'arte e fatto parte di varie giurie per l'assegnazione di premi legati alla cultura e all'arte contemporanea. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati tra cui Memories; vertigine [di]segno; Tempus edax rerum; Elements; Cleo Fariselli. I suoi contributi critici sono presenti in diverse pubblicazioni. Scrive per Exibart, ArsKey e Artribune.