La biennale che non c’è. Anzi c’è, ma è una BiennaleOnline: diretta da Jan Hoet, con curatori da mille e una notte, da Daniel Birnbaum a Nancy Spector. E biglietti non proprio popolari…

È inutile che vi precipitiate a cercare biglietti aerei low cost, è inutile che telefoniate ad amici per chiedere ospitalità: tanto questa biennale, non ci potrete mai andare, a vederla. Certo, vi ingolosirà oltre ogni limite, è comprensibile: il direttore sarà il belga Jan Hoet, alla guida in passato dello SMAK di Gent e del […]

Jan Hoet

È inutile che vi precipitiate a cercare biglietti aerei low cost, è inutile che telefoniate ad amici per chiedere ospitalità: tanto questa biennale, non ci potrete mai andare, a vederla. Certo, vi ingolosirà oltre ogni limite, è comprensibile: il direttore sarà il belga Jan Hoet, alla guida in passato dello SMAK di Gent e del MARTa Herford, curatore di Documenta IX nel 1992, per citare qualcosa dalla sua ampia biografia; e lo staff curatoriale da brivido allineerà nomi come quelli di Daniel Birnbaum, Fulya Erdemci, Yuko Hasegawa, Adriano Pedrosa e Nancy Spector.
Eppure, niente da fare: perché? Semplicemente perché questa sarà la biennale che non c’è: o meglio, c’è solo virtualmente. Tanti si lamentano della “biennalite” dilagante? E la risposta arriva con la prima BiennaleOnline, mostra almeno nelle premesse di altissimo profilo, allestita esclusivamente in internet, al via il prossimo 26 aprile con il titolo – e qui qualche riserva ci sta tutta – di Reflection & Imagination.
Oltre 20 curatori di tutto il mondo sono all’opera per selezionare gli artisti partecipanti, per un elenco che sarà comunicato il 15 aprile. Ad ogni curatore è stato chiesto di scegliere cinque artisti, di cui almeno due provenienti dal suo paese: presenti con le tecniche più diversificate, dalla fotografia ai new media, installazioni, performance, ma anche pittura, disegno, scultura.
Sedersi al pc e visitare la biennale? Non proprio: perché per l’accesso nella prima settimana i visitatori dovranno pagare 80 dollari, dopo l’apertura il biglietto costerà 8 dollari al giorno, mentre dopo il 15 luglio l’accesso sarà gratuito. Sembra – ma le modalità non sono chiare – che gli artisti più giovani riceveranno una quota degli introiti previsti.

www.biennialfoundation.org/biennials/biennaleonline/

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.