Idea Finesettimana. Passaggio in Veneto, da Verona a Rovigo. I ritratti di Goldin, gli Impressionisti italiani e Mauyama: pagine di storia, tra citazioni, suggestioni, rievocazioni

Un weekend nel segno della storia, del genio italiano, delle grandi avventure creative europee, esplose nel cuore della modernità. Inaugura venerdì 22 febbraio a Rovigo, nelle gallerie di Palazzo Roverella, una mostra dedicata agli artisti italiani che, nella seconda metà dell’Ottocento, lavorarono per la famosa e Galleria Goupil di Parigi. Una realtà che puntò sulla […]

Vittorio Corcos, Le istitutrici ai Campi Elisi – Olio su tela, Carpi, collezione Palazzo Foresti

Un weekend nel segno della storia, del genio italiano, delle grandi avventure creative europee, esplose nel cuore della modernità. Inaugura venerdì 22 febbraio a Rovigo, nelle gallerie di Palazzo Roverella, una mostra dedicata agli artisti italiani che, nella seconda metà dell’Ottocento, lavorarono per la famosa e Galleria Goupil di Parigi. Una realtà che puntò sulla pittura della modernità, ingaggiando artisti francesi, italiani, spagnoli, ungheresi. Ne venne fuori una vera e propria nouvelle vague, con opere divenute popolarissime, in cui la scintillante energia  del colore e della luce restituiva una quotidianità borghese, placida, vitalissima: scene di vita quotidiana e di genere, interni domestici, giardini, scene in costume pompeiano o settecentesco, vedute urbane e paesaggi animati.
Il progetto ha preso corpo grazie  a una full immersion tra gli inventari e i documenti conservati nel Museo Goupil di Bordeaux e al Getty Research Institute di Los Angeles. Ad aprire il percorso è  Giuseppe De Nittis, che visitò Parigi per la prima volta nel 1867, divenendo presto caposcuola e apripista per altri artisti italiani. E poi altri nomi di qualità, da Francesco Paolo Michetti a  Raffaello Sorbi, da Antonio Mancini aAlceste Campriani, da Federico Rossano a Domenico Morelli.

Jan van Eyck, Ritratto d'uomo con copricapo azzurro, 1429 circa olio su tavola, cm 19,1 x 13,2 Sibiu, Muzeul National Brukenthal
Jan van Eyck, Ritratto d’uomo con copricapo azzurro, 1429 circa olio su tavola, cm 19,1 x 13,2 Sibiu, Muzeul National Brukenthal

E per chi avesse modo e voglia di spostarsi fino a Verona, il tour continua: restando in ambito storico, una capatina a Palazzo della Gran Guardia è quasi inevitabile. Qui, appena dieci giorni fa, sbarcava la grande mostra griffata Goldin, dedicata a al tema del ritratto e della figura, già proposta, nella sua prima edizione, alla Basilica Palladiana di Vicenza. Stesse opere della tappa vicentina, ma con l’aggiunta di un nucleo di capolavori provenienti dal Muzeul National Brukenthal di Sibiu, antichissima città della Transilvania. Tra i capolavori in mostra anche alcuni pezzi di Antonello da Messina, di Hans Memling e Jan van Eyck.

Arco di Costantino, 1606, 2012 – 2012, fotografia digitale su carta Canson Museum Rag 315gr. con cornice in legno, 28 x 66 cm
Arco di Costantino, 1606, 2012 – 2012, fotografia digitale su carta Canson Museum Rag 315gr. con cornice in legno, 28 x 66 cm

Da mettere in agenda, sempre sabato a Verona,  anche un blitz alla Galleria Studio La Città, dove il raffinato fotografo e videoartista giapponese Hiroyuki Masuyama torna a rileggere l’arte del passato. Ancora temi classici, dunque, ma stavolta in chiave contemporanea. Dopo aver interpretato la magnificenza pittorica di autori come Friedrich e Turner, Masuyama va  indietro fino alle vedute urbane dell’Antica Roma, passando per il Rinascimento e arrivando alla modernità. Trecento nuovi lavori stampati su carta, a evocare le vecchie incisioni, immortalano i paesaggi romani che in passato artisti come Marco Sadeler, Giovanni Antonio Canal, Giambattista Piranesi, Luigi Rossini e J. M. W. Turner avevano ritratto. Il legame col futurismo è, probabilmente, l’elemento comune che tiene insieme immagini, epoche, riferimenti, spunti visivi: celebrazione della velocità, dell’effimero, della precarietà, della corsa e del dinamismo. Pittura di fulmini e di miraggi elettrici, come metafora del tempo che scorre, implacabile.

– Helga Marsala

www.palazzoroverella.com
www.lineadombra.it
www.studiolacitta.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.