Flash Art Event Updates: V. M(aggiori) 18 anni. Lo stand Artforkids riservato a collezionisti bambini: per gusti svincolati da studi, conoscenze, suggestioni culturali

Presentandosi sul proprio sito Internet, Artforkids di Como cuce insieme fantasia, individui e relazioni, e non poteva essere più azzeccato citare Bruno Munari. Più ragioni rendono questo progetto una galleria singolare: attualmente non esiste una sede fisica, ma solo una legale, e per esporre vengono sfruttati eventi e fiere, come l’ultima ArtVerona e come ora […]

Presentandosi sul proprio sito Internet, Artforkids di Como cuce insieme fantasia, individui e relazioni, e non poteva essere più azzeccato citare Bruno Munari. Più ragioni rendono questo progetto una galleria singolare: attualmente non esiste una sede fisica, ma solo una legale, e per esporre vengono sfruttati eventi e fiere, come l’ultima ArtVerona e come ora – con uno stand dedicato ad Alice Colombo – il Flash Art Event, che fino a domenica 10 occuperà le fredde interiora del Palazzo del Ghiaccio di Milano. Emma Gravagnuolo, che insieme a Roberta Lietti conduce il progetto, ci toglie qualche curiosità in merito a un’avventura iniziata l’anno scorso: “L’idea di Artforkids è nata quando sia a me che alla mia socia è capitato di chiedere consiglio ai figli sulla scelta finale delle opere da acquistare. In  quel momento ci siamo rese conto di come i bambini e i ragazzi abbiano la capacità di approcciarsi all’arte liberi da filtri e pregiudizi, basandosi solo sul gusto personale”.
Il messaggio implicito è un invito alle famiglie a donare ai ragazzi una o più opere d’arte contemporanea sin da piccini, opere con le quali crescere, da osservare quotidianamente (valida alternativa a consolle e telefoni ormai divenuti un must) così che la formazione del gusto e forse del collezionismo possa incastonarsi già all’epoca dello sviluppo. Ma si può respirare anche altro da questo progetto: l’auspicio che si mantenga più avanti negli anni lo stesso, incondizionato approccio all’arte che un bambino può possedere, svincolato da studi, conoscenze, suggestioni culturali (ma c’è sempre un limite a ogni libertà che si rispetti, e il gusto può oscillare, come insegna Dorfles).
Gli artisti finora coinvolti sono tredici ma presto aumenteranno. I loro lavori non sono preparati ad hoc per essere fruiti da un pubblico più giovane, Artrforkids seleziona opere già esistenti e ritenute godibili per una consistente fetta di gioventù, magari capaci in parte di rispecchiarne l’immaginario. Ogni artista scelto ha alle spalle un’esperienza curriculare più o meno forte, variabile anche a seconda dell’età, si pensi a Fulvia Mendini, Vanni Cuoghi, Luciano Civettini, Marco Grassi. I lavori di Alice Colombo, ad esempio, sono piaciuti per l’atmosfera fiabesca e narrativa, popolati da alberi, tazze, mongolfiere e l’onnipresente ragazzina intenta ad osservare, attraversare, forse sognare. Ne vediamo un po’ nella gallery…

Lucia Grassiccia

www.artforkids.it

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Lucia Grassiccia
Lucia Grassiccia è nata a Modica (RG) nel 1986. Dopo una formazione tecnico-linguistica ha studiato presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove ha contribuito a fondare e dirigere un webzine sperimentale (www.hzine.it) gestito da un gruppo di allievi dell’accademia. Per hzine ha svolto principalmente attività di giornalista, titolista, editing. Dal 2008 scrive saltuariamente per il quotidiano web locale Nuovascicli Ondaiblea, soprattutto recensioni su libri e mostre. Nel 2010 inizia la collaborazione con Exibart che a breve si sospende e prosegue con la redazione di Artribune. Cura saltuariamente i testi critici per alcune associazioni e gallerie (vedi The White Gallery, Milano). Nel 2013 pubblica il romanzo ebook Elevator (Prospero Editore) e inizia a collaborare occasionalmente con la rivista Look Lateral. Nello stesso anno completa gli studi in arteterapia clinica presso la scuola Lyceum Vitt3. Attualmente vive a Milano.
  • Marco

    NON mi piace

  • Marco

    è un progetto puramente commerciale , si sottovaluta il cervello dei bambini

    • SAVINO MARSEGLIA

      La vera domanda é: come mai questa fiera di feticci da incubo strumentalizza la spontaneità e la creatività dell’ infanzia? Cosa vi è di comune tra una fiera commerciale e l’infanzia? il linguaggio dei bambini parla per se stesso, per la propria soddisfazione, sperimentando e non collezionando…

  • Luca Rossi sempre così critico su questi tipi di eventi in questo caso non si esprime

  • la fiera mi sembra più asciutta e consapevole di arte fiera. E’ chiaro che permane il problema dell’opera come feticcio, dell’assenza di critica e della fuga del pubblico. Oggi si pensano a progetti (gli ennesimi), si cerca il denaro…ma non si pensa che non esiste un pubblico per il contemporaneo tolto curiosi, addetti ai lavori e collezionisti….

    Per tanto sto contribuendo a organizzare workshop in giro per l’italia, per un nuovo coinvolgimento del pubblico come pungolo e stimolo equiparabile all’opinione pubblica in uno stato democratico: http://whlr.blogspot.it/2013/01/ancora-pop.html

  • whou come siamo diplomatici..

    quanto c’è da toccare i propri interessi subito a tirar fuori parole “vuote”

    asciutta = poca roba?

    consapevole = ???

    Si dai abbiamo capito

    il sistema si critica solo quando non tocca i propri interessi,

    se no tutti a far finta di non esprimersi…

    per questo sempre più si rivela la limitatezza del confronto e della crescita…

    meno parole e più coraggio…

  • doattime hai un po’ di arterio….i miei interessi????? Lavoro a zero budget e in modo del tutto indipendente da 4 anni, e tutti giorni, non solo la domenica

    Asciutta: opere più piccole,meno pretenziose,

    consapevole: consapevole del contesto economico e della funzione dell’arte.

    ma ti consiglio di leggere whitehouse per approfondire…è ovvio che quì spesso posso solo accennare alle cose

  • Marco

    progetto brutto

  • thegrassisgreener

    caro Marco, da un punto di vista etico capisco la tua posizione, e mi interessa molto questo dibattito. Ma quante gallerie prive di interessi commerciali possiamo contare? Una galleria è, tra l’altro, anche un esercizio commerciale. Dici che si sottovaluta il cervello dei bambini? Innanzitutto viene valutato, in questo progetto, pochi altri lo fanno dichiaratamente. Chi vuole può intenderlo come un allevamento di collezionisti, certo. Tuttavia se i galleristi non dovrebbero essere meri mercanti, i collezionisti non dovrebbero essere meri consumatori. Artforkids propone molte opere anche a prezzi non esorbitanti, e potrebbe essere una delle vie per diffondere l’arte contemporanea come qualcosa che esiste, che non è aliena, visto che l’istruzione raramente adempie a questo compito.

    • Marco

      non sono d’accordo ,i bambini non vanno sottovalutati , se potessero scegliere andrebbero verso dei lavori interessanti , non verso quello che noi adulti pensiamo potesse interessare a loro .

      • Walter Bishop

        .quoto.

  • guido

    Perche l’arte contemporanea và diffusa? Cosa ha di tanto importante da dirci ? Questà splendida iniziativa ci viene in soccorso.Con mastercard si può.Anche nostro figlio ne ha diritto,vero?
    E poi ?Che senso ha ?

    • SAVINO MARSEGLIA

      Caro Guido, se c’è un arte che non passa mai di moda, quella è sicuramente l’arte dei bambini.
      buona serata

    • Giacomo Romano

      l’arte contemporanea può essere una palestra-laboratorio per relazionarsi con il mondo FUORI la galleria o la fiera. Le opere sono solo ciclette o microscopi…per questo non vanno contemplate e idolatrate come feticci….se andate in palestra o fate lo scienziato pensate alla ciclette o al microscopio come oggetti, prima di addormentarvi? Non credo….

      Il problema in italia e non solo è che in questo settore non ci sono persone capaci che sanno relazionarsi con il pubblico….per tanto sto collaborando a questo progetto in tutta italia, chiunque può prenotare nella sua città un workshop formativo: http://whlr.blogspot.it/2013/01/ancora-pop.html

      • “l’arte contemporanea può essere una palestra-laboratorio per relazionarsi con il mondo FUORI la galleria o la fiera” affermazione destituita di senso perché, quando si afferma che “qualchecosa PUÒ essere qualchecos’altro”, per dar senso all’affermazione, occorre specificare le condizioni sufficienti e necessaria affinché si verifichi l’equipollenza.
        “Le opere sono solo ciclette o microscopi…per questo non vanno contemplate e idolatrate come feticci…” l’assunto contiene una “conclusione” (le opere non devono essere idolatrate come feticci) che suona “sensata” anche se non ne viene fornita dimostrazione dato che la metafora centrale (le opere sono ciclette o microscopi) non risultando “evocativa” di per se’, necessita di una spiegazione che la renda “plausibile” e conseguentemente utile a sostenere la conclusione dell’assunto.
        “….se andate in palestra o fate lo scienziato pensate alla ciclette o al microscopio come oggetti, prima di addormentarvi? Non credo….” il fatto che il clone Giacomo Romano non lo creda non rende vero l’assunto (che pare essere una risposta negativa alla domanda) ad es.: se ho intenzione di acquistare una nuova ciclette o un nuovo microscopio e’ assolutmente possibile e addirittura probabile, che prima di addormentarmi pensi appunto alla ciclette o al microscopio come oggetti, cosa che, per altro, può sempre capitare, anche a prescindere da tale eventualità.
        “l problema in italia e non solo è che in questo settore non ci sono persone capaci che sanno relazionarsi con il pubblico…” affermazione certamente falsa come sono false tutte le affermazioni che attribuiscono o negano una qualità o caratteristica alla totalità dell’universo statistico preso in esame.
        “….per tanto sto collaborando a questo progetto in tutta italia, chiunque può prenotare nella sua città un workshop formativo:http:/whlr.blogspot.it/2013/01/ancora-pop.html”
        messaggio pubblicitario e motivazione del post

        • thegrassisgreener

          grazie Luciano per aver decodificato

          • Giacomo, non perdere tempo a fare lo shampoo agli asini….

            questi cercano il Vangelo nei commenti…il tuo commento era chiarissimo…

            come è evidente la fuga del pubblico dall’arte contemporanea tolti addetti ai lavori, collezionisti e curiosi….

            ma come puoi vedere da Luciano e grassisgriner il livello è quello che è….siamo messi male.

          • – parlare a se’ stessi in pubblico è un primo sintomo di schizofrenia e di frustrazione per incapacità di relazionarsi col prossimo
            – offendere chi ti critica è chiara dimostrazione di incapacità ad argomentare
            – chiedere chiarezza e senso compiuto non è davvero “cercare il Vangelo”
            – “la critica è anche sempre un atto d’amore” mentre offendere non costituisce mai una valida critica
            – per poter parlare di “fuga” occorrerebbe dimostrare che, in un certo momento temporale è esistita una “presenza consistente e significativamente numerosa”, in quale momento della storia dell’arte è riscontrabile una tale presenza ?
            – ti si potrebbe rispondre che, la volpe, quando vide che l’uva stava troppo in alto per sperar di raggiungerla, disse che era acerba, o anche che è evidente, da questa tua reazione, che il tuo livello, quantomeno dialettico, è decisamente inferiore al loro e che quindi hai proprio ragione: sei davvero “messo male”. Queste però sarebbero risposte lecite, vista la tua maleducazione, ma sarcastiche e non “costruttive”. Ti risponderò quindi : abbandona la presunzione che t’impedusce di vedere i tuoi difetti e di lavorare ad eliminarli, rifletti sulle argomentazioni di chi ti critica educatamente e senza offenderti e vedrai che, presto, non avrai più bisogno dei tuoi “fakes” o cloni per trovare consensi e dare efficacia al tuo “discorso critico”

        • Marta Sivieri

          Invece quello che ha detto Giacomo Romano mi sembra logico. E’ quello che sostiene anche Luca Rossi. Le opere sono strumenti ma non sono il centro della questione. Possedere un’opera significa possedere un testimone di un atteggiamento-pratica-pensiero che consideriamo di valore. Questo vuole dire Romano-Rossi (?)…è chiaro che in un commento breve si deve sintetizzare….

          Negli ultimi 20 anni gli addettti ai lavori italiani (vedi generazione Vettese-Di Pietrantonio) sono stati TOTALMENTE incapaci di coinvolgere il pubblico….questo è un dato oggettivo (vedi disinteresse per AMACI). In questo ci sono anche responsabilità politiche di questo paese, ma se sei un bravo professionista devi creare le condizioni affinchè il pubblico e la politica ti seguano….

          • thegrassisgreener

            gli asini pare siano molto indicati nella pet therapy, whitehouse, forse potrebbero esserti utili ogni tanto. Riprendo anche quel che dice Marco più sopra (“se potessero scegliere andrebbero verso dei lavori interessanti”, parlando dei bambini): pone una questione fondamentale, quella della scelta. Come potrebbero i bambini (e gli adulti) scegliere senza avere a disposizione un’offerta variegata da valutare, senza sapere cosa voglia dire rapportarsi a un’opera? Ovvio che si possa rapportarsi alle opere anche senza acquistarle, ad esempio andando ai musei, sperimentando l’arte in prima persona con le mani in pasta. Non esiste mai un solo modo, le conoscenze e le esperienze si compongono di tasselli. Ma per chi ne ha la possibilità economica (considerato che se ne spendono di soldi negli ultimi modelli di smartphone e simili) e può permettersi di acquistare, perché non dovrebbe farlo? E non parlo certo da collezionista. Quanto al pubblico, quello dell’arte non potrà mai allargarsi più di un tot, così come quello che segue la poesia o il cinema d’autore.

          • …e tre …d’altronde non c’è due senza tre! Ma la musica (beh! musica! ovviamente si fa per dire!) è sempre la stessa! Per usare dei fakes bisognerebbe saper almeno cambiare un po’ il linguaggio! Ma, naturalmente, al “critico” poco importa, quel che importa è il “confronto”!!

          • …ah! naturalmente, il confronto con se stesso!

    • thegrassisgreener

      perdona Guido, hai posto anche domande lecite, ma come mai ti trovi a leggere Artribune se non ritieni che ci sia qualcosa di utile nella diffusione dell’arte contemporanea? E le carte di credito possono servire a collezionare arte acquistando da qualsiasi altra galleria, quindi personalmente non colgo il nesso del tuo commento con i contenuti specifici dell’articolo.

      • Guido

        @thegrassissgreener
        C’era naturalmente ironia nel mio commento.L’arte è utile e anche indispensabile all’uomo per creare un “luogo” dove possa esperire modalità alternative e/o supplettive nel suo rapporto con il mondo.Questa possibilità,che ognuno coltiva come meglio preferisce,viene erosa dalla naturale tendenza del mercato di assorbire e finalizzare tutto l’agire umano.L’arte produce segni,modalità,linguaggi,orizzonti,le cui implicazioni vengono addomesticate dal mercato che altro fine non ha che riprodurre se stesso.Lecito ,ma questo processo finisce per sminuire ogni altro senso che non sia “quantificabile”.Accade in tutti gli altri ambiti dell’agire umano.In misura e con modalità diverse.
        Ciò non significa che ogni senso possibile delle arti e dell’agire umano sia completamente negato.Ma che ogni possibile senso ,quando non è possibile quantificarlo ( in denaro) puo esprimersi a margine,come un precipitato dell’immaginario e dei bisogni dell’uomo.Il mercato naturalmente vuole vendere anche l’immaginario.Se anche ai bambini si indica una maniera univoca ( quale che essa sia ) per esperire l’arte gli si fa un torto.Il rapporto che essi possono maturare con le arti devono indicarlo e inventarlo loro stessi,senza forzare la convinzione che ogni possibile approccio all’arte vada quantificato,dando un valore monetario alle opere.Volere creare collezzionisti è una violenza.Dare un “valore” alle opere,per indicarlo ai bambini ,è fare torto alle opere stesse.Facendo anche torto ai bambini che potrbbero esperire l’arte in altre possibili maniere.Volerli addomesticare è quanto il mercato desidera,lecitamente,mascherandosi da cultura,arte,…Averne consapevolezza è un valore.E non è quantificabile.
        La cultura è una modalita di approccio al mondo che consente di decifrarlo e leggerne le svariate possibilità.Il mercato ne ha una sola.Riprodursi all’infinito.

  • Giacomo Romano

    Signori, rileggete il mio primo commento….

    Che valore ha l’arte se non può incidere sulla vita fuori dal museo????? Sul nostro quotidiano……è ovvio che l’arte DEVE essere una palestra o un laboratorio….

    Noi desideriamo il microscopio o la ciclette in funzione di quello che ci dobbiamo fare: stare in forma o fare ricerca scientifica…ecco spiegato il valore delle opere-cilcette o opere-microscopio…

    se non capite o non volete capire siete ASINI!

    E rileggetevi l’articolo di Luca Rossi: http://www.artribune.com/2012/12/arte-e-politica-una-mostra-chiamata-mondo/

    • Lorenzo Marras

      perche’ parti da un pre supposto errato, anche se non lo confessi apertamente. Ovvero che seppur negandola ritieni che appunto quella cosa che tutti chiamano ARTE sta nel museo.
      ed invece NON c è mai stata . La si trova (ANCHE) nei cimiteri e poi qua e la su e giu , insomma in luoghi insospettabili.
      E questo il punto.

      Ma Rossi ha bisogno di occupare una casella. Contento Lui e te,

    • thegrassisgreener

      va bene, ripetiamo tutti insieme “iiih-oooooh”, il mondo trabocca asini. Per fortuna esiste anche gente in grado di esprimersi senza la fretta o l’interesse di rinviare ad altre pagine. Si potrebbe anche rispondergli “Accappatoio”, e ancora spam sarebbe.

  • straniero

    Lavori di Vani sono molto belli e di grande eleganza!!!
    progetto e bello e vorrei tanto vedere progetti e desiderio di fare Arte e di lavorare,,
    pero cari italiani non vi lamentate in eternita,,sempre a criticare e lamentare,,siete il popolo piu creativo del mondo, eleganza, arte, moda,,ma non piangete cazzo perche sprecate tutto per la colpa del essere provinciali
    eviva Arte e artisti italiani!!!!!!!!!!