Da Anya Gallaccio a Ryan Gander: big artists in corsa per rimpiazzare la scultura di Barbara Hepworth rubata a Londra. Unica prescrizione? Non sia in metallo, per scoraggiare i ladri riciclatori…

Il pragmatismo e la logica incrollabile, uniti a una immancabile spruzzata di humour, restano fra le cifre distintive del popolo inglese. Nel dicembre 2011 qualcuno rubò un capolavoro in bronzo di Barbara Hepworth da Dulwich Park, a Londra, ed i sospetti conducono a malviventi interessati solo al metallo da riciclare? Ebbene, si faccia un concorso […]

La scultura di Barbara Hepworth a Dulwich Park, prima del furto

Il pragmatismo e la logica incrollabile, uniti a una immancabile spruzzata di humour, restano fra le cifre distintive del popolo inglese. Nel dicembre 2011 qualcuno rubò un capolavoro in bronzo di Barbara Hepworth da Dulwich Park, a Londra, ed i sospetti conducono a malviventi interessati solo al metallo da riciclare? Ebbene, si faccia un concorso per rimpiazzare la scultura, ma con la prescrizione che non sia in metallo. Così siamo al riparo dai ladri riciclatori.
Inoppugnabile. E puntualmente messo in atto: ora il concorso per trovare un sostituto a Two Forms (Divided Circle) – l’opera strappata da basamento – ha annunciato la sua shortlist, e pare proprio che la bizzarra raccomandazione non abbia scoraggiato concorrenti illustri. Anzi, c’è da scommettere che la nuova opera sarà degna dell’illustre predecessore: in corsa infatti ci sono nomi notissimi come i Turner Prize nominee Anya Gallaccio e Ryan Gander, Eva Rothschild, Conrad Shawcross. Gli artisti selezionati hanno ora tre mesi di tempo per sviluppare il loro progetto, che sarà sottoposto a una consultazione popolare per la scelta.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.