Come procede la caccia al direttore del Maxxi di Roma? Ecco come procede. Tra cacciatori di teste e critici recalcitranti sull’architettura di Zaha Hadid

Procede sotto traccia ma mai sopito il lavorìo che porterà nei prossimi mesi (o nelle prossime settimane?) alla nomina di un nuovo direttore del Maxxi. Povere polemiche ed elezioni politiche (e regionali, non marginali per il museo) hanno distolto un po’ l’attenzione di addetti ed operatori, ma le attività vanno avanti. Secondo quanto risulta ad […]

Procede sotto traccia ma mai sopito il lavorìo che porterà nei prossimi mesi (o nelle prossime settimane?) alla nomina di un nuovo direttore del Maxxi. Povere polemiche ed elezioni politiche (e regionali, non marginali per il museo) hanno distolto un po’ l’attenzione di addetti ed operatori, ma le attività vanno avanti. Secondo quanto risulta ad Artribune lo staff che, assieme al presidente Giovanna Melandri, sta lavorando alla selezione del nome giusto ha stilato una short list più vicina ai 15 che ai 10 nomi. Questi nominativi sono stati consegnati ai cacciatori di teste di Odgers Berndtson che con la loro nota pragmaticità scrutineranno tutti assicurandosi di selezionare il profilo adeguato alle richieste del management del Museo delle Arti del XXI Secolo di Roma.
Già, ma quale è il profilo che cercano a Via Guido Reni? Oltre ad essere una personalità di grande rilevanza, trapela dalle segrete stanze disegnate da Zaha Hadid, il direttore che al Maxxi cercano deve essere qualcuno disposto a fare il direttore a tempo pieno. “Di figure interessate a dirigere il Maxxi come secondo o terzo lavoro se ne troverebbero – spiega un anonimo beninformato -, ma non è questo che al museo cercano”. Ecco perché, ad esempio, non sarebbe papabile la figura di Carlos Basualdo, già curator at large al Maxxi, che, pur inserito nella short list “di diritto”, non avrebbe molte intenzioni di trasferirsi armi e bagagli a Roma come espressamente richiesto dai vertici della Fondazione.
Quanto a Carolyn Christov-Bakargiev, oggettivamente la miglior candidata possibile per il prestigio che porterebbe al museo provenendo direttamente dalla direzione di Documenta e per la sua residenza a Roma a prescindere dal museo stesso, i problemi sembrano non sbloccarsi: alla brillante ex curatrice del Castello di Rivoli non piacciono gli spazi del Maxxi, proprio fisicamente. E questo potrebbe essere un ostacolo insormontabile che escluderebbe qualsiasi trattativa a valle. Non è escluso tuttavia che qualcuno torni all’attacco per convincere la cinquantacinquenne intellettuale di origini bulgare.
I tempi per la scelta? “Non si andrà di certo oltre l’estate”, sono pronti a giurare ambienti vicini alla Melandri. Che può voler dire marzo come giugno. Certo è che le operazioni si stanno rivelando un filo più complicate del previsto, con ovvia conseguenza sui “tempi di consegna” del risultato.