Ci pensa la Collezione Peggy Guggenheim. A Venezia una bella mostra per valorizzare cinque maestri italiani dell’immediato dopoguerra: qui ci sono le immagini

L’idea di arte italiana dopo il superamento dell’Informale. E prima della Pop Art: questo si propone di focalizzare la mostra Postwar. Protagonisti italiani, con la quale Luca Massimo Barbero fa alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia quello che dovrebbero fare – e troppo spesso non fanno – altre istituzioni pienamente italiane: studiare, contestualizzare, valorizzare i […]

L’idea di arte italiana dopo il superamento dell’Informale. E prima della Pop Art: questo si propone di focalizzare la mostra Postwar. Protagonisti italiani, con la quale Luca Massimo Barbero fa alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia quello che dovrebbero fare – e troppo spesso non fanno – altre istituzioni pienamente italiane: studiare, contestualizzare, valorizzare i grandi personaggi che hanno delineato la linea artistica più orgogliosamente italiana.
Sotto la lente del critico ora passano Lucio Fontana, Piero Dorazio, Enrico Castellani, Paolo Scheggi, Rodolfo Aricò: artefici di un nuovo modo di dipingere che “utilizzò la forza cromatica e la simbologia del monocromo come elementi visivi e concettuali”. Un percorso cronologico che intende dimostrare come, “proprio a partire da Fontana, le generazioni successive abbiano raggiunto pienamente un linguaggio pittorico personale in un momento ben specifico della loro produzione, tra gli anni ‘60 e ’70 del XX secolo”.
Particolari omaggi sono riservati a Paolo Scheggi, artista toscano scomparso prematuramente, in mostra con otto lavori, tra cui Intersuperficie curva bianca del 1963, opera recentemente donata proprio al museo veneziano, ed a Rodolfo Aricò, in concomitanza con la realizzazione di una pubblicazione sulla sua produzione artistica degli anni ’60, a cura dell’Archivio Rodolfo Aricò. La mostra resta visibile fino al 15 aprile: noi intanto nella gallery vi anticipiamo alcune immagini dell’opening del 23 febbraio…

www.guggenheim-venice.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.