Beyoncé alla Warhol per l’ultima pubblicità della Pepsi, che ritrae la cantante come avrebbe fatto il papà della pop-art. E si vendica, ad anni di distanza, degli acerrimi nemici della Coca Cola…

La vendetta è un piatto che, si sa, va servito freddo; a maggior ragione se in forma di saporita bibita zuccherina e gassata. E così, a mezzo secolo pressoché esatto dalle sue Three Coke Bottles, Andy Warhol passa, inconsapevolmente, alla concorrenza: è la Pepsi a far proprio l’immaginario visivo del re della pop-art, sfruttandone la […]

Beyoncé in versione Warhol

La vendetta è un piatto che, si sa, va servito freddo; a maggior ragione se in forma di saporita bibita zuccherina e gassata. E così, a mezzo secolo pressoché esatto dalle sue Three Coke Bottles, Andy Warhol passa, inconsapevolmente, alla concorrenza: è la Pepsi a far proprio l’immaginario visivo del re della pop-art, sfruttandone la matrice per la sua nuova campagna pubblicitaria. Eye-liner azzurro acceso, labbra fucsia e capello giallissimo: colori shock per Beyoncé, diva che ammicca nei manifesti acconciata in una livrea che ricorda quella che il re della Factory aveva riservato, tra le altre, a Liz Taylor e Jackie Kennedy. È lo specchio dei tempi, in fondo: una volta imperavano i sorrisi garbati, quasi leonardeschi, di principesse tristi dell’impero del consumismo; oggi, ritratta sui poster e serigrafata sulle lattine, occhieggia una diva incontrastata dello show-biz; scollacciata e atletica, muscolare manager di se stessa. Vale 50milioni di dollari il contratto che lega la popstar alla Pepsi, che – dopo il lungo e celeberrimo matrimonio Anni Ottanta con Michael Jackson – torna a strizzare l’occhio al mondo della musica leggera, pescando sempre tra artisti afroamericani con background da stelline bambine spinte alla musica dal padre padrone. Curiosi refrain della Storia.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.