Art Digest: Musée d’Orsay, biglietto e deodorante. 400 donne per il post-Sehgal alla Tate Modern. Jamon spagnolo per Ai Weiwei

“Saranno anche poveri, però puzzano: fuori dal museo”. In Francia è polemica dopo che il Musée d’Orsay ha cacciato una famiglia di indigenti in visita con i volontari della carità, a causa delle proteste degli altri visitatori… (lemonde.fr) Gagosian apre una nuova galleria via l’altra? Mica possiamo stare a guardare: e allora anche David Zwirner […]

Suzanne Lacy

Saranno anche poveri, però puzzano: fuori dal museo”. In Francia è polemica dopo che il Musée d’Orsay ha cacciato una famiglia di indigenti in visita con i volontari della carità, a causa delle proteste degli altri visitatori… (lemonde.fr)

Gagosian apre una nuova galleria via l’altra? Mica possiamo stare a guardare: e allora anche David Zwirner debutta il 15 febbraio con un nuovo spazio newyorkese a Chelsea, cinque piani inaugurati da Dan Flavin e Donald Judd… (forbes.com)

Non c’è solo Tino Sehgal a far chiacchierare i visitatori della Tate Modern. Il nuovo progetto dei Tanks è la performance Silver Action, nella quale Suzanne Lacy coinvolge 400 donne, tutte over 60, e con un passato da attiviste politiche… (guardian.co.uk)

Le cose che preferisco della Spagna? L’arte e il prosciutto”. Chiacchierata con Ai Weiwei, che presenta al CAAC di Siviglia la sua prima grande mostra in terra iberica… (abc.es)

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Ma anche no

    Musee D’orsay.Inversione dei termini.Anzichè portare i “puzzoni” al Museo,esporre le “opere d’arte” nelle loro case fetide.Cosi il “raffinato” pubblico del Musee D’orsay potrà in un ambiente d’occasione ( le case dei non abbienti) disquisire amabilmente sulle… germinazioni di senso,le cifre stilistiche,il valore della cultura,e delle sue ricadute sulla società.Demagogico.Qualche intraprendente curatore prima o poi lo farà.

    • Luciana

      Niente demagogia! In pubblico bisogna rendere la propria presenza olfattivamente sopportabile!!!

  • CoDa
  • piero

    Certo.Niente demagogia.E’ per questo che P.Manzoni la sua amabile deiezione l’ha riposta in barattolo.Per permettere alle anime belle di disquisire sulle..germinazioni di senso…senza sentire il tanfo della vacuità,del nulla, che annoiati cultori e intellettuali cercano di riempire con l’impossibile.Il piu lontano possibile dalla vita,dalla realta.Quella lasciamola in brandelli ai “puzzoni”.Se non hanno la possibilità di lavarsi,abbiamo tutti cose piu importanti a cui pensare.Una società che non è in grado di sostentare e rispettare i suoi componenti è una società meno che incivile.Sono certo che prima o poi qualche intraprendente “artista” riuscirà a proporre miasmi d’arte per soli intenditori.E Sotheby potrà batterla all’asta.